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Meduse e… son dolori per il turismo (ma a volte no) – (9 luglio 2014] PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Mercoledì 09 Luglio 2014 12:33

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di mercoledì 9 luglio 2014]

 

Arriva l’estate e, puntuali come le tasse, arrivano le meduse. Non dappertutto, ma in molti posti ci sono eccome. In estate la nostra bilancia dei pagamenti entra in attivo. Il turismo balneare è un volano economico potentissimo. I nostri 8.500 chilometri di coste sono un patrimonio che rende, anche se li trattiamo proprio male.

La presenza di meduse diminuisce il valore di questo patrimonio. I turisti non sono molto contenti di non poter fare il bagno a causa delle meduse. Se noi che le studiamo diciamo qualcosa sulla loro presenza, veniamo subito accusati di distruggere la stagione balneare (come se fossimo noi a mettercele). D’altronde, se ce ne sono tante e non diciamo niente veniamo accusati di inefficienza.

Dopo una decina d’anni di allarmi dovuti a continua presenza di meduse (almeno in alcuni tratti di costa), gli operatori turistici sono passati all’azione. E la Puglia è in prima linea. Nel Golfo di Taranto, per esempio, sono tre o quattro anni che si sviluppa un’enorme popolazione di meduse. Non è pelagia, la terribile medusa violetta, molto urticante. Si tratta di una medusa quasi buona: la rizostoma, o polmone di mare. E’ bianca, grande (il diametro dell’ombrello può arrivare a 50 cm) e ha un bordino azzurro. E’ un animale maestoso, che pulsa lentamente e sembra una grande astronave. Non sono le meduse a venirci addosso e a pungerci, siamo noi che le scontriamo. Pelagia ha tentacoli lunghissimi e se ce ne sono tante non è facile evitarli. Ma il polmone di mare non ha lunghi tentacoli. In compenso produce molto muco, e questo può essere urticante. Non provoca le bruciature di pelagia, ma può comunque provocare qualche fastidio, soprattutto nei bambini.

Alcuni operatori turistici, ad esempio di Castellaneta, sono corsi ai ripari e hanno iniziato ad adottare un sistema che viene adoperato in Australia per tenere alla larga le vespe di mare: le meduse assassine. Le vespe di mare hanno ucciso più persone degli squali. Se ci pungono, bastano pochi minuti e ci si lascia la pelle. Per fortuna le nostre non sono così cattive. In Australia le spiagge sono protette da reti antimedusa. Negli spazi protetti si può fare tranquillamente il bagno. Bene, queste reti sono state messe anche a Castellaneta. E i balneari si stanno mobilitando per difendere le loro spiagge e garantire l’incolumità dei clienti. All’Università del Salento ci occupiamo da sempre del problema meduse e lavoriamo con diversi progetti allo studio di questi bellissimi invertebrati. Lo facciamo con progetti europei come CoCoNet e Perseus ma, soprattutto, con MED-Jellyrisk, coordinato dal prof. Stefano Piraino, della nostra Università. Abbiamo trovato in Europa i fondi per le nostre ricerche, mentre in Italia pare che questi temi non interessino. Strano. Perché l’industria turistica dovrebbe avere un grosso interesse, e si tratta di studiare un fenomeno che la danneggia e trovare rimedi, magari aiutando gli operatori del settore.

L’installazione di reti è avvenuta in posti “ricchi”, dove i fondi da investire non mancano, e dove i gestori si possono permettere personale adeguato. E le spiagge libere? e gli stabilimenti balneari minori? Di chi sarà la competenza di tutto questo? Vedremo… Intanto quei polmoni di mare sono stranamente residenti nel Golfo di Taranto. Di solito le meduse sono portate dalle correnti. Un giorno sono qui, un altro sono là. Queste, invece, sono sempre lì, come se volessero restarvi. In effetti, con un po’ di attenzione e un po’ di protezione si possono andare a vedere. Sono uno spettacolo bellissimo e, se fossimo in un paese un po’ più acculturato in campo marino, ci sarebbero già orde di medusa-watchers, come succede per gli amanti delle balene. Le meduse sono l’attrazione principale degli acquari marini di tutto il mondo, semplicemente perché sono bellissime. I polmoni di mare del Golfo di Taranto sono animali meravigliosi. Certo, sono un poco urticanti, ma se si sta un po’ attenti, vale davvero la pena osservarli e nuotare con loro. Magari si potrebbero osservare al sicuro, da imbarcazioni. Ma con una muta leggera e una maschera lo spettacolo si può godere in tutta sicurezza. E magari un giorno ci lamenteremo perché non ci sono meduse in mare….


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