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Il velleitarismo uccide la cultura – (14 luglio 2014) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Lunedì 14 Luglio 2014 16:02

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di lunedì 14 luglio 2014]

 

Enzo Del Vecchio mi chiede come mai io sia contrario a un nuovo museo di biologia marina a Porto Cesareo. Dove c’è posto per uno, ce ne stanno due. E come mai non mi alleo con i movimenti ambientalisti per difendere il mare? 
Veramente sono nel Consiglio Scientifico di Marevivo, di Pro-Natura, e di WWF-Italia. Più alleato di così. L’unica cosa che rimprovero ai movimenti ambientalisti è la frammentazione. Ognuno vuole il suo spazio di visibilità, a volta intralciandosi a vicenda. E’ bene che ognuno si differenzi in una qualche specificità, altrimenti si ottiene solo confusione. Collaboro anche con Lega Ambiente, se richiesto. Ci mancherebbe ancora. Ma ritrovare la fotocopia di una cosa che c’è già (il Museo di Biologia Marina di Porto Cesareo) come proposta “rivoluzionaria” mi pare veramente ridicolo. Non mi riparo dietro titoli, ma sono ansioso, ogni volta, di vedere le credenziali di chi chiede fondi pubblici per realizzare imprese. Non basta avere a cuore l’ambiente per essere specialisti di ambiente, e ottenere finanziamenti. Perché qui non si tratta di volontariato, caro Del Vecchio, il progetto è presentato con una bella richiesta di finanziamenti. Non ci sono imprenditori che pagano per l’impresa. Non so se è chiaro. E già una bella quantità di fondi pubblici è stata spesa per attrezzare Torre Lapillo e poi quel che è stato acquistato è in abbandono. Un giornalista dovrebbe documentarsi meglio, prima di commentare una situazione. Non dico mai no ad alcuna richiesta, a volte sono stato in tre paesi nell’arco di una sola giornata, per confrontarmi con realtà locali e dare il mio modesto contributo. Dopo 27 anni di attività a Porto Cesareo scopro dalle carte bollate che c’è il progetto di un Museo di Biologia Marina. Nessuno ha pensato di consultarmi, di chiedermi un parere. Evidentemente i proponenti si sentono all’altezza, dall’alto della loro grande esperienza in materia, e pensano di non avere niente da imparare. Peccato che non ci siano dati fattuali che comprovino queste competenze, a parte la buona volontà. 
Invece di disperdere le energie, è meglio unirle. Sono apertissimo alla cooperazione, ma qui è evidente che si tratta di competizione per le risorse. E allora se si compete si mettono sul tavolo le credenziali, i titoli scientifici, l’esperienza. Non è un atteggiamento da tromboni. Vi fareste operare da un chirurgo senza titoli? Forse neppure laureato nella disciplina in cui poi dovrebbe rientrare l’operazione? O vi informereste con cura delle credenziali di chi vi dovrà operare? Perché questi ragionamenti sono logici in medicina e non hanno alcuna rilevanza se si parla di ambiente, dove tutti si improvvisano maestri?

Confesso che il tono del giornalista Del Vecchio mi è parso abbastanza supponente. Anche insinuare che nel Museo ci sia la “cellula di comando dell’Area Marina Protetta” l’ho trovato di dubbio gusto. C’è la cooperazione tra strutture che Del Vecchio auspica, senza alcuna cellula di comando. 
Ho copia della proposta del nuovo “Museo” ma non credo che valga la pena di pubblicarla. Del Vecchio l'ha letta? Glielo consiglio. Basta leggerla per capire che si tratta di una fotocopia di quel che già c’è. Almeno un po’ più di fantasia poteva essere impiegata, magari avrebbero potuto consultarci, se c’è tutta questa ansia di cooperazione.

 

Questo velleitarismo pseudoculturale e paesano non giova alla cultura. L’Università del Salento ha deciso di investire a Porto Cesareo, ma se questa è la risposta tanto vale andare dove si viene apprezzati. Ma poi stiamo solo discutendo di una proposta, a quel che mi risulta l’amministrazione comunale non ha alcuna intenzione di prenderla in considerazione. Nel caso, spero che si utilizzeranno revisori con ottimo curriculum nel campo, per valutare la congruità della proposta. Perché non si tratta di volontariato, lo voglio ripetere. Il documento si prefiggeva l’ottenimento di una discreta sommetta….
Intanto, al Museo intitolato a Pietro Parenzan, stiamo faticando a trovare i finanziamenti per allestire la sala delle Conchiglie, dove esporre la collezione di Parenzan, autore di una monumentale monografia sulle conchiglie del Mediterraneo. Scoprire la proposta della costruzione di un Museo dove esporre la collezione di conchiglie di un suo epigono, quando ancora non è in esposizione la collezione del “maestro” mi ha fatto venire strane idee. Ma per Del Vecchio è tutto normale. Ripeto, però, che sono certo che se dovesse farsi curare non andrebbe da improvvisati guaritori. E le credenziali del chirurgo gli interesserebbero molto. E’ evidente che l’ambiente non gli interessi tanto quanto la sua salute. A me sì. Per essere chiari fino in fondo: nel mondo della medicina, i volontari sono ben accetti ma non si sognano neppure di fare ospedali. Non sarebbe loro permesso.


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