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Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
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Cautela con TAP, ma non preclusioni – (19 luglio 2014) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 20 Luglio 2014 11:18

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di sabato 19 luglio 2014]

 

E’ da un po’ che ho rapporti con TAP. Si tratta di una grande impresa che porterà il gas nel nostro paese passando da un tratto di mare e, visto che mi occupo di mare e ho qualche competenza in materia, mi è stato chiesto di valutare il possibile impatto di quel tubo sull’ambiente marino. La prima cosa che ho detto ai dirigenti TAP è stata: lo studio ve lo facciamo, ma i risultati che verranno saranno esclusivamente scientifici, e se ci saranno cose che non vi piacciono… peccato. Affidare l’incarico di valutare un impatto non equivale a comprare chi deve effettuare la valutazione. Lo dico perché ho sentito insinuazioni al riguardo. Devo dire che i dirigenti TAP mi han detto: ma noi vogliamo sapere quale sia la vera situazione, e vogliamo mettere l’impianto dove gli impatti sono il più limitati possibile. Forse mi han preso in giro, ma per il momento non mi pare proprio.

Li ho anche sconsigliati di proporre mitigazioni, perché avrebbero dato l’impressione di voler comprare consenso su qualcosa che avrebbe avuto impatti che si vogliono nascondere. Ma ho avuto una risposta che bene o male mi è parsa convincente: se passo da casa tua, e faccio passare un tubo nel tuo giardino, anche se non distruggo niente, anche se alla fine non hai alcuno svantaggio, è buona educazione che io ti compensi per il disturbo arrecato. 
Giusto. Ma questa “buona educazione” viene letta in ben altro modo. Non so come siano andate le cose alla festa di luminarie sponsorizzata da TAP. So che in altre occasioni i rappresentanti di TAP non hanno potuto parlare perché un pugno di scalmanati copriva con urla i loro interventi.

Stiamo arrivando a un clima di scontro tipico delle beghe di paese. Che lo facciano a Lendinuso! si sente dire a Lecce. E quindi eccoci al classico “non nel mio giardino”.  Visto quel che succede in Russia e in Ucraina (paesi da cui passa l’impianto russo che ci rifornisce di gas) e anche in Algeria (altro paese da cui prendiamo gas) è un vantaggio strategico per il nostro paese differenziare gli approvvigionamenti. Quasi tutti, oramai, concordano che TAP abbia un valore strategico. Ora bisogna decidere dove far passare quel tubo. 
Non ho alcun interesse a dire che debba approdare in un posto oppure in un altro. Il mio unico interesse è di definire, sui vari tragitti possibili, quale sia quello con il minore impatto sull’ambiente marino. Ed è normale che lo studio lo paghi TAP, e che poi sia rivisto da revisori esterni che ne valutino la solidità. Perché succede frequentemente che chi commissiona uno studio riceva trattamenti di favore da chi lo esegue. E quindi sarà bene valutare molto attentamente le valutazioni, chiunque sia ad averle fatte (incluso il sottoscritto), da parte di persone competenti in materia.

 

Tornando alle compensazioni, comunque, a me piacerebbe qualcosa che aiuti l’ambiente, e non le feste più o meno paesane. Le cose da fare non mancano. Il litorale adriatico tende, per i giochi di correnti, a esser sommerso di spazzatura marina. Pulire i litorali è un aggravio per le amministrazioni pubbliche, che devono far fronte a problemi che non dipendono dalla loro azione. Qualcuno sporca a nord, e la corrente ci porta la sua spazzatura. Poi noi dobbiamo pulire. Che TAP ci aiuti a tenere pulito l’ambiente costiero, sgravando i comuni di queste spese. Ovviamente impiegando personale reclutato in loco. Che si curi di far rimettere a posto i muretti a secco, magari promuovendo una scuola per la costruzione di questi manufatti che, oramai, spesso vengono ricostruiti con tecniche discutibili. Ci sono tante cose che potrebbero compensare il territorio. Magari anche pagare un po’ dei costi di disinquinamento di territori dove si sono sepolti veleni senza che sorgesse alcun comitato per impedirlo o dove comunque il clamore nei confronti di questi assalti all’ambiente è stato meno intenso rispetto a quello contro TAP. Cosa di cui ancora non riesco a capacitarmi, se non facendomi venire in mente cattivi pensieri che voglio respingere. Insomma, se TAP convincerà il territorio che i benefici della sua presenza sono senz’altro superiori rispetto ai costi, penso che sia giusto accettarla. Senza svendere il nostro territorio. Siamo responsabili, accettiamo di rendere possibile un servizio al paese, ma vogliamo una compensazione adeguata. Resta da capire se la sponsorizzazione della sagra della polpetta o dei pezzetti di cavallo al sugo sia una compensazione adeguata (con tutto il rispetto per polpette e pezzetti, che mi piacciono molto).


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