Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home
Finanziare solo la buona ricerca - (8 settembre 2014) PDF Stampa E-mail
Universitaria
Scritto da Ferdinando Boero   
Martedì 09 Settembre 2014 08:30

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di lunedì 8 settembre 2014]

 

La Valorizzazione Culturale ed economica della ricerca scientifica, così si chiamava la tavola rotonda, con insigni relatori, a cui ho assistito il 5 settembre presso Palazzo Turrisi.

Era presente, ed ha anche concluso, il Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Roberto Reggi.

Ho sentito tante cose sacrosante sulle quali concordo. Ma ce ne sono alcune che non ho sentito, e quindi mi avvalgo del privilegio di poter scrivere per il Quotidiano quel che avrei voluto dire in un intervento estemporaneo, se ci fosse stata la possibilità di intervenire.

Non si è parlato di ambiente. Si è parlato molto di industria, di tecnologia, di beni culturali, di ricerca applicata e di base, ma la parola ambiente non è mai stata usata, eppure i relatori erano dieci! Eppure, ogni volta che si parla di Sviluppo si mette sempre la foglia di fico del “Sostenibile”, il che significa che qualunque cosa facciamo non dovrebbe intaccare il patrimonio naturale. Forse si è dato per scontato ma, visto lo stato in cui è ridotto l’ambiente nel nostro paese, forse sarebbe valsa la pena rimarcarlo.

Un’altra cosa che non è stata menzionata è la valutazione della ricerca scientifica. L’abbiamo fatta, ma non se ne è parlato. I pochi fondi che la nostra Università distribuisce per la ricerca scientifica sono suddivisi a pioggia. In passato chi riusciva ad ottenere un Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) riceveva un cofinanziamento dall’Università. Ora quei progetti sono tassati dall’Università. Si toglie a chi ha comportamenti virtuosi, presentando e vincendo i PRIN, e si dà anche a chi non ha presentato prodotti per la valutazione della nostra Università, penalizzandola. 
Ho sentito parlare di finanziamenti europei distribuiti attraverso la Regione che, a dir la verità, ce la mette tutta per dare una mano alla ricerca in Puglia, ma non ho sentito parlare di progetti europei vinti con gare competitive a livello europeo. I veri soldi sono lì, e lì dobbiamo andarli a prendere. Ma vi assicuro che è molto difficile perché le procedure sono molto complesse e il personale amministrativo spesso non è adeguato a farvi fronte. 
Non ho sentito parlare di corruzione. Purtroppo, da quel che apprendo dalla stampa, due Direttori Generali di due Ministeri sono stati arrestati per reati di corruzione. Uno è persino stato Ministro. Mi sorprendevo sempre che dessero moltissimi soldi a colleghi con scarse produzioni scientifiche, ora capisco. Forse queste pratiche erano solo in quei Ministeri ma, come Pasolini, so che non è così anche se non ho le prove per andare a denunciare i fatti presso la Magistratura. Se le avessi ci andrei.

Una parola che non ho sentito pronunciare è Scuola. Nel nostro sistema scolastico la ricerca scientifica è poco presente, la scienza non ha molto spazio neppure nel Liceo Scientifico, una fotocopia del Classico con la matematica al posto del greco. Siamo il paese in cui un Ministro della Pubblica Istruzione ha tolto l’evoluzione biologica dai programmi della scuola dell’obbligo. 
Rimane un problema da affrontare per quel che riguarda la ricerca scientifica nell’Università: la massa critica dei ricercatori. L’Università, per definizione, deve affrontare l’universalità del sapere e ogni area deve essere presente. Questo impedisce che un’area di ricerca molto produttiva possa crescere tanto da raggiungere una massa critica che permetta il salto di qualità. Ci sono dei limiti alla crescita delle aree, visto che le risorse sono limitate. Una soluzione consiste nell’affiancare gli Istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche ai laboratori universitari. Le aree dove l’Università esprime ricerca di alto livello si dovrebbero raccordare con Istituti CNR che siano in grado, attraverso la collaborazione, di raggiungere la massa critica che permetta che una “piccola impresa” come un laboratorio universitario possa diventare una “grande impresa” consorziandosi con un Istituto CNR. Questa strategia è perseguita nelle Università, compresa l’Università del Salento, ma raramente avviene che alla base di queste scelte ci sia una seria valutazione. In altre parole, un’Università dovrebbe dire: le aree in cui siamo bravi sono queste, in base alle valutazioni, e su queste promuoviamo lo sviluppo di Istituti CNR. Lo stesso dovrebbe avvenire con i fondi regionali. Il supporto dovrebbe andare a chi ha dato prova di saper produrre buona ricerca, ottenendo ottimi punteggi nelle valutazioni. Troppo spesso i fondi sono andati sprecati, con la costruzione di Cattedrali nel deserto come il defunto Pastis o con programmi di formazione che non hanno dato gli esiti sperati. Il cambiamento è in corso, speriamo solo che vada nella direzione giusta. Il Magnifico Rettore, Vincenzo Zara, ha lamentato, a ragione, la eccessiva instabilità delle visioni con cui si attuano le varie “riforme” del sistema università-ricerca. Cambiare non basta, bisogna anche farlo in modo adeguato. Sino ad ora non lo si è fatto. Il Magnifico ha anche lamentato la burocratizzazione delle procedure. Verità sacrosanta. Invece di fare ricerca ci tocca fare i burocrati e le nostre attività sono spesso valutate non per gli obiettivi raggiunti ma per gli adempimenti espletati. L’oppressione burocratica è oramai una vessazione. E non ne possiamo più.

 


Torna su