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Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
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NOTERELLANDO... Costume e malcostume 5. Giungla d’asfalto PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Antonio Mele/Melanton   
Martedì 09 Dicembre 2014 07:48

["Il Galatino" anno XLVII n. 14 del 14 novembre 2014, p. 3]

 

Siamo troppi. E tutti in mezzo alla strada. Sia in senso metaforico (con questa crisi che ormai ci accompagna dovunque) sia nella realtà.

La strada, le strade, sono piene di noi. Di noi, inscatolati dentro le nostre automobiline o automobilone, in costante e frenetico movimento. Tutti in pista. E dicendo tutti, s’intende proprio tutti: secondo le stime più aggiornate 50 milioni di veicoli (mezzi pesanti compresi), circolanti nella Penisola da Nord a Sud a Est a Ovest, e viceversa.

A Roma, la media delle sole automobili è di 1,1 per abitante: il che vuol dire che ogni dieci abitanti ce n’è uno (e non sono io, lo giuro!) che di automobili ne possiede due. Magari una con targa pari e l’altra con targa dispari, così è libero di muoversi anche in quelle non rare occasioni, in cui nell’area del centro storico della Capitale si può circolare soltanto a targhe alterne.

Di fatto, nel nostro Paese il rapporto tra numero di veicoli e popolazione è fra i più alti della Comunità europea. Le nostre città sono ormai metallizzate e paralizzate. Con buona pace di tutti quegli aggeggi sofisticatissimi (e spesso costosissimi) a corredo delle vetture, che in città diventano praticamente inutilizzabili. Il paradosso, infatti, è che le nostre automobiline o automobilone sono tutte super-accessoriate: telefono, radio, televisore, frigorifero, computer di bordo, navigatore, cruise control, sensori, fari orientabili, camera da letto, soggiorno, doppi servizi e cantina. Che manca?

Ve lo dico io che cosa manca: il guidatore.

Infatti, anche se il guidatore all’apparenza c’è, succede che egli sia quasi sempre distratto. In primis, è distratto dal suo stesso automobilone, del quale va sommamente fiero e orgoglioso, tanto che alla prima occasione te lo fa capire o te lo dice direttamente in faccia: «Il mio è più grosso del tuo!».

Il guidatore di oggi è distratto anche dall’immancabile telefonino cellulare, in tutte le versioni più evolute. E forse ancor più dalla musica stordente a tutto volume, di quella che quando la propria vettura – solitamente equipaggiata con diciotto casse acustiche, incorporate ovunque e perfino (o soprattutto) nella marmitta – arriva ad un incrocio regolato dai semafori, i semafori stessi, autonomamente, decidono di diventare subito verdi per farla passare subito, evitando la iattura di un bombardamento di milioni di decibel.

Se i guidatori distratti sono purtroppo in forte crescita, quelli arroganti e aggressivi, anche. E quelli irresponsabili, pure. Troppi anche loro.

*   *   *

Ora, però, il discorso fin qui condotto sul piano dell’ironia, diventa serio e serissimo.

Ogni lettore credo che possa portare le proprie testimonianze nell’osservazione dei comportamenti, in città e fuori città, dei cosiddetti “pirati della strada”, nomenclatura perfino eufemistica e folcloristica, per indicare quelli che sono invece (chiamiamoli col loro nome) autentici delinquenti al volante.

Personalmente, sono ancora sconvolto da quanto è successo in un tragico giorno di fine settembre scorso a Sassano, in provincia di Salerno. Un fatto di cronaca che anche molti di voi sicuramente ricorderanno: quattro giovani vite (due fratelli di 16 e 22 anni, e due cugini di 15 e 19), seduti all’esterno di un bar, travolti e uccisi sul colpo da una BMW, guidata da un altro giovane di 22 anni che, ubriaco, ne aveva perso il controllo.

Un evento più terribile di quanto già possa sembrare, perché uno dei quattro ragazzi rimasti uccisi era il fratello minore del guidatore stesso.

C’è poco da scrivere ancora su questo argomento.

Da mezzo e strumento di servizio, di comodità, di piacere, l’automobile sta diventando un’impropria arma letale, per sé e gli altri.

Non favoriamo questa sciagurata metamorfosi. In attesa di normative e controlli più adeguati ai tempi, ciascun automobilista di buon senso sa quanto sia inutile arrabbiarsi per non trovare subito parcheggio, o per una lunga coda in autostrada, o perché una deviazione per lavori in corso ci farà arrivare in ritardo all’appuntamento, o perché quel tizio dietro di noi suona ossessivamente il clacson per avere strada...

A ben riflettere, sono il più delle volte dei futili motivi per farsi il sangue amaro.

Dobbiamo riacquistare la nostra pazienza e tolleranza. E anche, un po’ della nostra libertà. Tutte le volte che ci sarà possibile (e non sono poche!) lasciamo l’auto sotto casa e andiamocene per i fatti nostri a piedi, come quando non c’erano ancora le strisce pedonali, ma le vecchiette potevano attraversare la strada in sicurezza, rischiando (bei tempi!) di campare fino e oltre i cent’anni.

Salute. E alla prossima.


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