Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
Sospensione attività in via precauzionale
Avviso sospensione attività Pur in assenza di casi accertati di coronavirus, nella regione Puglia sono sconsigliati (anche se non ancora formalmente vietati) gli assembramenti di persone. Per questo... Leggi tutto...
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo dell’Università Popolare A. Vallone di Galatina (in ordine alfabetico)   1 Bozzetti Maria Rita, nata a Roma 2.Campa Antonio nato a Galatina (Le) 3 Diso... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea per Modifica Statuto ed Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo
Sulla base di quanto deliberato durante l'ultima Assemblea, giovedì 27 febbraio 2020 si procederà alle elezioni del nuovo Consiglio Direttivo e all'approvazione delle modifiche dello Statuto. Si... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Senza potere PDF Stampa E-mail
Recensioni
Scritto da Francesco Pasca   
Sabato 13 Dicembre 2014 18:53

“o forse quel niente è la distanza/che divide il tuo dal mio tempo …”

 

Non credo nelle differenze fra un testo ed un altro per chi legge di emozioni, di silenzio, di poesia e si vogliono vedere unicamente gli intenti.

Il filo, il proprio, di Maria Rita Bozzetti, conduce sempre nell’utile psichico di un verso e, se nel differente, il senso sarà per l’altro, chi legge, scrivere in un discorrere sereno di quel verso.

È indispensabile sempre il ricordare o quel che si è già letto in un testo precedente. Ciò conferma il divenire dell’“utile” per comprenderne ancor più la scrittura che veste abiti per l’intransigente ed esplora i fondali di quel che l’abito nasconde.

Nel sottotitolo ho voluto sottolineare quest’aspetto, ricondurre a quanto già scritto dalla poetessa nel 2007 per “i dintorni della tua memoria” in Pensieri ispirati da Nicola G. De Donno in vita e dopo la Sua morte. (Ed. Ibiskos Ulivieri)

Quel pretesto l’ho preso da pag. 39 e per un titolo da me ritenuto fondamentale per l’autrice. In quei due primi versi c’è Fede.

Ecco dunque il verso ricondotto, quell’andare più teso, lo scoprire il così come descritto in prefazione da Dante Maffia per l’andar, per racconto.

Ho letto con piacere tutti i testi che mi ha donato M.R. in occasione di un parlare di Arte fra laico e cristiano, fra l’astratto|informale e l’estremamente visibile di un figurativo.

La sua Fede l’ho ritrovata allora nel mio astratto commentato.

Nello specifico, oggi, voglio scrivere del suo ancora appena da me accennato secondo racconto, quello scritto di necessità al successivo, alla Monade arroccata.

La Bozzetti l’ho intravista dapprima poco fluida, non predisposta a lasciarsi andare al femminile. Nel caratterizzare i primi due personaggi, infatti, mi è apparsa sì sensibile e accomodante ma solo nei confronti del personaggio femminile, di Eli, mentre di Carlo ha voluto più un farne una spalla di pura necessità, azzardo, quasi un castigo.

La scelta dell’incominciare a scrivere del racconto cade su Eli ed (È) da subito il personaggio affrontato nell’immediato e, da fine scrittrice, deve dare a chi legge di lei il carattere forte della donna in carriera, dell’ugual “ghigno” di rivalsa che le deve far apparire, disegnare sul volto, un interessante ritratto psicologico.

Poi m’accorgo, ho veduto come l’aver pensato e ripensato da parte di M.R. e, sebbene nel distacco altalenante dal suo reale, come descritto, lentamente si smorza, si disconnette, si rilassa.

Cambia registro e Carlo diventa il suo razionale e lo colloca unicamente per un narrare e per un altro disporre.

Questi i due personaggi entrambi disegnati al maschile, per forza e per carattere, ma uno scappa l’altro insegue, in sintesi, per scene e per scelte che diverranno e sono del Senza potere in Edizioni Lepisma.

Nel racconto i termini come convinzione, vocazione, ipocrisia sono accompagnati da presupposto, abbandono, consuetudine. Il comune ch’è l’uguale e che sta intorno con altri personaggi viene immediatamente identificato ed ha nomi, i nostri nomi che si dibattono in identità differenti che anelano nel ritrovarsi non nel separato bensì nel profondamente narrativo e quotidiano.

Alberto è il nuovo (da pag.26) e diventa il gomitolo risolutore del racconto, da svolgere lentamente da fatto principale e per costruire quel disporre già accennato ch’è l’indispensabile importante, l’immedesimazione di una scrittura da far parlare e conoscere.

L’aereo diventa metafora di abbandono, una carezza che l’Alberto avrebbe voluto fare sulla mano di Eli (pag.46) M’è sembrato di ravvedere un sottilissimo rimpianto da far covare con rassegnazione e da demandare ad altro ancora.

Il senza potere diventa spettro di “un fuori tempo”. Come in tutti i senza potere nascono anche per l’alibi. Il significato di fede anche se pronunciato da Shakespeare: “non è mai tanto buio come prima dell’alba” (pag.72) apre i nuovi orizzonti.

Il personaggio, Giovanna, sorella di Alberto, diventerà coscienza e anima, quello da scoprire con la lettura.

Un racconto fortemente trattato nello psicologico, che mi ha preso e lasciato nel bene e che riprendo come incominciato.

Rileggo i versi di: i dintorni della tua memoria. (pag.31)

Dopo di te/le parole dal cuore/con taglio netto si dividono/ […] in spazio riconciliato/con libera speranza di sognarti.

 

 


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