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Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Veleni sottoterra, che sorpresa! - (18 dicembre 2014) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 18 Dicembre 2014 20:25

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di giovedì 18 dicembre 2014]

 

Una cosa oramai sembra certa: qualcuno ha sotterrato l’inverosimile nel sottosuolo salentino. Aggiungo una cosa: e nessuno se n’è accorto. O meglio: e chi denunciava queste cose per molto tempo è stato ritenuto un folle. E invece ecco che, scava scava, vien fuori di tutto: dall’uranio alle tomaie delle scarpe. Cosa sia successo finalmente lo sappiamo, chi sia il colpevole ancora forse no. Magari qualche avvocato molto preparato potrebbe persino riuscire a far assolvere qualche accusato, valendosi di qualche cavillo giuridico. In Italia siamo abituati a queste vicende. Ma il fatto rimane: la Natura viene violentata. E non solo la Natura, perché anche la salute umana viene messa a dura prova. Vivere in un territorio infarcito di rifiuti tossici non è il massimo per la salute di chi vive nelle vicinanze.

Sono sempre più sorpreso di fin dove si possa arrivare con l’ignoranza, tipo quella dei camorristi del napoletano che seppellivano le scorie tossiche nel proprio cortile di casa, probabilmente condannando a morte (lenta) i propri stessi figli. Nessun genitore baratterebbe la salute dei propri figli con dei soldi. Posso persino capire che la disperazione spinga a scelte del genere, per esempio la disperazione dell’indigenza assoluta. Ma qui le scelte si fanno per arricchire, non per uscire dalla disperazione. Che te ne fai dei soldi se i tuoi figli (e tu stesso) muoiono di cancro? E’ evidente che queste persone, quelli che hanno prelevato i rifiuti, li hanno trasportati, hanno scavato e hanno sotterrato, non hanno contezza della gravità delle proprie azioni. Certo, sono delinquenti. I delinquenti uccidono e sono anche incuranti della propria vita. Siamo inorriditi per la strage in Pakistan, strage di bambini. I bambini non si toccano, su questo sono concordi anche i delinquenti che, in carcere, non sono teneri con chi fa violenza ai bambini. In Pakistan hanno ucciso i bambini, e siamo sgomenti a leggere questa notizia, ma qui, da noi, li fanno morire. C’è una sottile differenza, ma il risultato è lo stesso. In Pakistan la fine arriva in un momento, qui l’agonia può essere molto lunga. Uso retoricamente la figura dei bambini, ma anche gli adulti, ovviamente, sono vittima di questa follia. Rifiuti tombati nelle strade, nelle cave, nelle campagne. Nessuno vedeva? Presumo che dietro questi traffici ci sia una malavita violenta che minaccia ritorsioni contro chi osi denunciare. Ma i sindaci dove erano? I comitati così attivi per altre vicende, sempre in prima pagina, con scritte sui muri e manifestazioni, dove erano? Perché pare che queste vicende non siano state scoperte sul nascere. L’andazzo va avanti da anni. E ora bisognerà bonificare quei territori, dissotterrare, smaltire. Sperando che non si smaltisca mettendo tutto in qualche container da affondare di fronte alle coste somale. O calabresi.

Non posso non ripetere la solita tiritera, che contraddistingue quasi ogni mio articolo. Abbiamo perseguito uno sviluppo economico fasullo. Abbiamo ottenuto guadagni molto ingenti producendo in modo dissennato. E abbiamo scaricato sulla collettività i costi di questa “crescita”, di questo “miracolo”. Il conto lo pagano i cittadini con la salute compromessa, e lo paga la collettività che sarà costretta a pagare la bonifica dei terreni. I benefici economici diventano effimeri quando i costi diventano espliciti. E’ un’economia malata, cieca ma, prima di tutto, ignorante. Anche se in giacca e cravatta, anche se laureati in qualche università prestigiosa, i tipi che stanno dietro queste cose sono dei poveri ignoranti che hanno perseguito il disegno che, comunque, contraddistingue tutta la storia economica degli ultimi cinquanta anni. In nome dell’economia abbiamo sacrificato il pianeta, e stiamo continuando a farlo. Quando succede a casa nostra, quando succede a noi, siamo colpiti da questa insensatezza ma, se ci pensate, questo avviene in tutto il mondo. E gli effetti sono globali. Il mondo è soffocato dai rifiuti, immettiamo gas nell’atmosfera e modifichiamo il clima. Ma non riusciamo a concepire un modo differente di costruire la nostra economia. Il motivo è semplicissimo, si chiama ignoranza. Le persone che contano, inclusi i nostri governanti, ignorano nei fatti la portata delle nostre azioni, ignorano la gravità di quello che stiamo facendo alla Natura. Chi lo ricorda è un guastafeste. Finisco ricordandone uno. Si faceva chiamare Giovanni Paolo II e un giorno disse: la Natura si ribellerà a quello che le stiamo facendo. Se ci fosse oggi direbbe: la Natura ci sta colpendo per quello che le abbiamo fatto. E i suoi colpi continueranno ad arrivare per molto tempo. Anche i suoi successori, tipi con vestiti strani, che cambiano nome e che spesso sono molto ascoltati, denunciano le stesse cose. Ma quando parlano di queste cose nessuno li ascolta. Sono degli eccentrici, basta guardare che cappelli indossano.

 


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