Programma di Dicembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Lunedì 2 dicembre, sala Contaldo, ore 18,00: prof. Vincenzo Mello, Myflor e Flormart 2019: Orto-Floro-Vivaismo internazionale. Venerdì 6 dicembre, sala... Leggi tutto...
Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home
Cultura senza scienza – (10 gennaio 2015) PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 11 Gennaio 2015 09:53

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di sabato 10 gennaio 2015]

 

Finalmente un ricercatore, anzi: una ricercatrice, viene intervistato come una star. E il giorno dell’Epifania Lilli Gruber intervista Fabiola Gianotti, primo direttore donna del CERN di Ginevra, il centro internazionale dove si cercano le particelle elementari, per scoprire i segreti più intimi della struttura della materia. Assieme a Lilli c’è anche Beppe Severgnini. I due interrogano la prof. Gianotti, sia su questioni personali sia su questioni tecniche. E poi arrivano al bosone di Higgs. E le chiedono di spiegare in un minuto di che si tratta. Lei dice che il bosone è importantissimo perché dà massa alle altre particelle, e riesce a dirlo in un minuto. I due intervistatori sono contenti: che brava! c’è riuscita in un minuto! Il tempo è quello richiesto ma, chiedo io, davvero si è capito? Non sentitevi stupidi: non si è capito. Perché, per esempio, verrebbe da chiedere: ma dove l’ha presa, il bosone, la massa che trasferisce alle altre particelle? Questo non è stato spiegato. Probabilmente la risposta esiste, ma è ovviamente troppo tecnica per poter essere spiegata in un minuto a chi sa poco (o niente) di fisica. Chiedere di spiegare la struttura della materia in un minuto mostra, scusatemi, scarso rispetto per la scienza. Sarebbe come chiedere ad un filosofo: mi spieghi in un minuto la filosofia di Kant. Far finta di aver capito, poi, mostra di non avere le basi culturali per apprezzare quello che la scienza offre. Chiedono a Gianotti se sia credente, e lei dice che sì, crede. Grande soddisfazione. Poi spiega che scienza e religione sono nettamente separate. Severgnini è molto contento e ricorda come, negli Stati Uniti, ci siano dei fondamentalisti che negano cose anche molto semplici, come l’evoluzione biologica. Ha ragione, negano l’evoluzione. Ma, caso strano, l’evoluzione riguarda la cosa più complessa dell’universo conosciuto: la materia vivente, organizzata in specie differenti. Gianotti dice una cosa importantissima: il CERN lavora per la pace.

E’ vero, confermo. E non solo il CERN, tutta la scienza, culturalmente, lavora per la pace. Si potrebbe obiettare che proprio i fisici dovrebbero avere il pudore di tacere, quando si parla di pace. Sono i fisici ad aver inventato la bomba atomica a partire da scoperte fondamentali. Però Gianotti ha ragione. La scienza unisce chi la fa. La comunità scientifica non ha connotazioni nazionali, religiose, politiche e quant’altro. Se viene praticata con onestà intellettuale, la scienza ha un obiettivo unificante: cerca l’ignoranza e poi tenta di ridurla. Ogni riduzione di ignoranza porta a scoprire altra ignoranza e rende attuale il pensiero socratico di chi più sa e più diventa consapevole della propria ignoranza. La ricerca della conoscenza porta ad un sapere unificante, alla vera cultura, quella con la C maiuscola. Tutto il contrario di quel che di solito si pensa. Abbiamo istituito la settimana della cultura scientifica per dare un pochino di dignità anche alla scienza. Per una settimana. Poi la cultura torna ad essere umanistica, e non c’è la settimana della cultura umanistica: le restanti 51 settimane sono sue. Ma se chiedo come sia organizzata la materia vivente, la risposta è una sola: in cellule. Se chiedo cosa la tenga in uno stato di organizzazione, la risposta è una sola: un codice chimico a base di RNA-DNA. Mi risponderà così qualunque persona con un decente bagaglio di conoscenze, indipendentemente dal paese di origine. Ma se chiedo chi sia il più grande poeta di tutti i tempi, un italiano dirà Dante, un inglese dirà Shakespeare, un francese magari citerà Rimbaud. Ma ci viene in mente un poeta rumeno? O della Sierra Leone? Ogni paese ha la sua risposta. E lo stesso vale con tutte le arti. Con la scienza c’è una risposta sola, se la conoscenza è stata acquisita. La scienza è l’elemento unificante della cultura umana. Poi ci sono le peculiarità, le differenze che dividono. Dalla religione alle squadre di calcio, con tutto quello che c’è in mezzo.

Purtroppo, e l’intervista epifanica ci rivela quel che già sappiamo, la nostra cultura non ha molto spazio per la scienza. Chiedere a Gianotti di spiegare in un minuto cosa sia il bosone di Higgs, e far finta di aver capito una spiegazione forzatamente incomprensibile, rivela proprio la poca considerazione che persone molto colte hanno della scienza. Alla fine, Gianotti sembrava quasi il bambino che recita la poesia di Natale, in piedi sulla sedia. Dicci se sei religiosa: sono religiosa! Che brava, vedi? Come lo ha detto bene. E i due intervistatori la guardavano estasiati. Sinceramente estasiati. Anche gli scienziati sono umani, dopotutto. Che bello. E in un minuto ci spiegano quel che fanno. Controllato con il cronometro dal buon Beppe.

Non è colpa dei giornalisti, proprio come Jessica Rabbit sono disegnati così. Gianotti ha fatto il liceo classico. Grandissima soddisfazione. Vedi che è formativo il liceo classico? Poi si diventa scienziati. Confermo, il liceo classico serve, è una base importante. Ma se uno non fa quel che ha fatto Gianotti, DOPO il liceo, la sua ignoranza in campo scientifico rimane abissale. Ci sono le fondamenta ma non c’è la casa. A Gianotti è anche stato chiesto come mai le stelle non ci cascano in testa. Ottima domanda, perché identifica la nostra ignoranza: moltissimi non lo sanno. Moltissimi non sanno che strada fa l’acqua che beviamo e che poi eliminiamo sotto forma di pipì. Renzi vuol mettere mano alla formazione. C’è tanto da fare e speriamo che sia abolita la settimana della cultura scientifica e che alla via scientifica alla conoscenza sia data l’importanza che merita. Non basta un minuto e neppure una settimana.

 


Torna su