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UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Lunedì 2 dicembre, sala Contaldo, ore 18,00: prof. Vincenzo Mello, Myflor e Flormart 2019: Orto-Floro-Vivaismo internazionale. Venerdì 6 dicembre, sala... Leggi tutto...
Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Ricordi di Mario Marti PDF Stampa E-mail
Necrologi e Ricordi
Scritto da Pietro Giannini   
Martedì 10 Febbraio 2015 21:17

Il mio primo ricordo di Mario Marti è legato alla sua personalità, schietta e sincera, vivace e vitale, che si manifestava nella voce perentoria e squillante, che emergeva anche nelle conversazioni telefoniche.

Il secondo ricordo è relativo alla sua attività di docente: egli è stato (insieme ad altri, tra i quali va ricordato Carlo Prato) uno dei padri fondatori dell’Università di Lecce, assicurando fin dall’inizio le regolarità dell’impegno didattico e lo sforzo per costituire a Lecce le condizioni per un serio lavoro di studio e di ricerca.

Il terzo ricordo riguarda lo studioso ed è legato a due formule che caratterizzano la sua attività e che sono anche titoli di suoi scritti. La prima è: dal certo al vero. La formula, che si ispira a noti principi vichiani, condensa bene le esigenze di un approccio filologico e storico ai testi. Essa afferma la necessità di una verifica preliminare della sicurezza, della genuinità dei testi, che debbono essere interpretati nel contesto della storia di cui essi fanno parte. La seconda formula, in  qualche modo correlata alla prima, è: Critica letteraria come filologia integrale. La critica letteraria qui si identifica tout court con la filologia, mettendo in secondo piano altri suoi compiti, come ad es. quello del giudizio di valore (estetico) delle opere letterarie. Questi principi sono esposti in modo riassuntivo nell’opuscoletto Il mestiere del critico, che contiene la prolusione ai corsi in occasione del conseguimento della funzione di professore ordinario (come si usava una volta). Da qui prendiamo qualche sua considerazione: “…il mestiere del critico deve allargare i propri interessi fino a comprendere quelli dello storico, nel senso più ampio del termine, perché l’arte non può essere adeguatamente intesa senza che venga inteso il contesto vichianamente filologico, nel quale… opera vivamente ed attivamente. In questo tipo di attività critica ogni specifico ed empirico metodo d’analisi è accettabile e fruttuoso, dall’indagine stilistica a quella psicologica, dalla ricerca del documento d’archivio allo studio delle fonti, dalle ipotesi di carattere psicanalitico al rilevamento dei dati economici, dall’accertamento biografico all’inchiesta di carattere sociale e così via: anzi sarà spesso l’opera d’arte a suggerire o a condizionare il modo col quale vuole essere accertata e interpretata”.

Questa impostazione concorreva a convalidare nei fatti ciò che imparavo da Carlo Prato nel campo della filologia classica, e cioè che la verifica testuale è il passo imprescindibile di un procedimento che può toccare poi altri livelli del testo, dove diverse opzioni personali sono possibili secondo la sensibilità del filologo, ma che sarebbero vuote e vane senza quel primo passo.


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