Programma maggio 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Maggio 2022 Mercoledì 4 maggio, ore 18:30, Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse: dott. Massimo Graziuso,... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea dei Soci 22 aprile 2022
Convocazione Assemblea dei Soci   L’Assemblea dei Soci è convocata nella Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse venerdì 22 aprile alle ore 16,00 in prima convocazione e 17,00 in... Leggi tutto...
Programma Aprile 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Aprile 2022 ●       Venerdì 1 aprile, ore 17:00, Officine di Placetelling - L’Università del Salento... Leggi tutto...
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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Ricordi di Mario Marti PDF Stampa E-mail
Necrologi e Ricordi
Martedì 10 Febbraio 2015 21:17

Il mio primo ricordo di Mario Marti è legato alla sua personalità, schietta e sincera, vivace e vitale, che si manifestava nella voce perentoria e squillante, che emergeva anche nelle conversazioni telefoniche.

Il secondo ricordo è relativo alla sua attività di docente: egli è stato (insieme ad altri, tra i quali va ricordato Carlo Prato) uno dei padri fondatori dell’Università di Lecce, assicurando fin dall’inizio le regolarità dell’impegno didattico e lo sforzo per costituire a Lecce le condizioni per un serio lavoro di studio e di ricerca.

Il terzo ricordo riguarda lo studioso ed è legato a due formule che caratterizzano la sua attività e che sono anche titoli di suoi scritti. La prima è: dal certo al vero. La formula, che si ispira a noti principi vichiani, condensa bene le esigenze di un approccio filologico e storico ai testi. Essa afferma la necessità di una verifica preliminare della sicurezza, della genuinità dei testi, che debbono essere interpretati nel contesto della storia di cui essi fanno parte. La seconda formula, in  qualche modo correlata alla prima, è: Critica letteraria come filologia integrale. La critica letteraria qui si identifica tout court con la filologia, mettendo in secondo piano altri suoi compiti, come ad es. quello del giudizio di valore (estetico) delle opere letterarie. Questi principi sono esposti in modo riassuntivo nell’opuscoletto Il mestiere del critico, che contiene la prolusione ai corsi in occasione del conseguimento della funzione di professore ordinario (come si usava una volta). Da qui prendiamo qualche sua considerazione: “…il mestiere del critico deve allargare i propri interessi fino a comprendere quelli dello storico, nel senso più ampio del termine, perché l’arte non può essere adeguatamente intesa senza che venga inteso il contesto vichianamente filologico, nel quale… opera vivamente ed attivamente. In questo tipo di attività critica ogni specifico ed empirico metodo d’analisi è accettabile e fruttuoso, dall’indagine stilistica a quella psicologica, dalla ricerca del documento d’archivio allo studio delle fonti, dalle ipotesi di carattere psicanalitico al rilevamento dei dati economici, dall’accertamento biografico all’inchiesta di carattere sociale e così via: anzi sarà spesso l’opera d’arte a suggerire o a condizionare il modo col quale vuole essere accertata e interpretata”.

Questa impostazione concorreva a convalidare nei fatti ciò che imparavo da Carlo Prato nel campo della filologia classica, e cioè che la verifica testuale è il passo imprescindibile di un procedimento che può toccare poi altri livelli del testo, dove diverse opzioni personali sono possibili secondo la sensibilità del filologo, ma che sarebbero vuote e vane senza quel primo passo.


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