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Programma gennaio 2019
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Morti della Grande Guerra a Galatina PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Scritto da Pietro Giannini   
Domenica 22 Marzo 2015 07:24

[Riportiamo di seguito, per gentile concessione dell'autore, la Prefazione al libro di Pietro Congedo, La Grande Gierra 1915-1918 e la partecipazione dei galatinesi, Prefazione di Pietro Giannini, Edit Santoro, Galatina 2015].

 

Con questo saggio sulla partecipazione dei Galatinesi alla Prima Guerra Mondiale Pietro Congedo offre un ulteriore contributo alla conoscenza di vicende storiche che riguardano la nostra città. Stavolta il lavoro non si basa, come dichiarato allo stesso Autore, su ricerche d’archivio, come i suoi saggi già pubblicati, ma si avvale di indagini precedenti, in particolare di quelle di Ruggero Rizzelli del 1921. Tuttavia Pietro Congedo non manca di dare al materiale così acquisito una impronta personale. Per dire in termini sintetici, essa consiste nella chiarezza e nella precisione. Chiaro è il quadro storico degli eventi che costituiscono i vari momenti della Grande Guerra, tracciato nella Prima parte. L’esposizione è debitrice delle innumerevoli sintesi manualistiche che sono state prodotte nel tempo, ma un certo mestiere, acquisito nel corso delle precedenti indagini storiche (pur non costituendo queste la sua professione, come l’Autore stesso dichiara), lo mette in condizione di selezionare i fatti più importanti e di proporli in forma sintetica. Un tratto accattivante di questa parte è costituito da brani di autori più o meno famosi che espongono i punti di vista dei protagonisti degli eventi, conferendo al racconto una nota di verità e di autenticità. La precisione è nelle varie informazioni cronologiche e soprattutto geografiche che accompagnano l’esposizione. La menzione dei luoghi, teatro della guerra, è corredata da note che ne determinano l’esatta collocazione spaziale. E l’esattezza contribuisce talvolta a dare più pieno significato ai testi di appoggio, come accade nel caso di Ungaretti, le cui poesie, pur ampiamente note, ricevono una qualche luce dal fatto di essere collocate nel teatro sanguinoso delle varie battaglie dell’Isonzo.

Tutto questo lavorio ha lo scopo di definire le coordinate storico-geografiche in cui si situano le vicende dei galatinesi che hanno partecipato alla guerra, le quali costituiscono la seconda parte del lavoro. Interessante la descrizione del clima interventista che si respirava nella città e soprattutto delle istituzioni sociali che furono attuate per sostenere concretamente i disagi delle famiglie dei soldati in guerra. Suscita una certa emozione la menzione del clima festoso che il 25 maggio, alla stazione, accompagnò la partenza dei ‘richiamati’, cui seguirono le disillusioni della lunghezza inattesa assunta dalla guerra e soprattutto delle notizie che per un certo periodo quasi settimanalmente (rileva l’Autore) riferivano della morte di galatinesi caduti sul fronte. L’elenco di questi ultimi, insieme con quello di altri cittadini che patirono variamente nel corso del conflitto, costituisce il nucleo centrale della seconda parte. I dati offerti dai vari elenchi, con l’indicazione delle circostanze degli eventi luttuosi, offrono una documentazione che consente di ripercorrere i fatti con precisione. Un utile elenco alfabetico finale consente di ritrovare agevolmente i nomi dei cittadini cui ognuno può essere singolarmente interessato. Io stesso ho sperimentato questa funzionalità rintracciando il nome di uno dei miei nonni deceduto subito dopo la fine della guerra per una malattia contratta nel corso di essa. Un risultato che non è possibile conseguire affidandosi all’elenco dei nomi inciso sul monumento ai caduti sito in Piazza Alighieri, poco leggibili da lontano.

Chi percorre, sia pure per curiosità, i vari elenchi, non può non rimanere colpito dal contributo che Galatina diede alla realizzazione dell’ideale dell’unità definitiva d’Italia. E se tale contributo viene sommato a quelli di tutte le città d’Italia che hanno eretto un monumento ai caduti, se ne ricava il fondamento di una unità nazionale che artificiosamente viene messa da taluni in discussione.


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