Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home I mille racconti I mille racconti Favola e realtà degli Urali 9. Il Boschetto di Betulle
Favola e realtà degli Urali 9. Il Boschetto di Betulle PDF Stampa E-mail
I mille racconti
Scritto da Evgenij Permjak   
Domenica 03 Maggio 2015 09:01

Traduzione dal russo di Tatiana Bogdanova Rossetti

 

Viveva nei pressi delle nostre miniere un vecchio molto saggio. Il vecchio faceva dei discorsi molto interessanti. Sapeva narrare poi in modo meraviglioso. Con slancio. Iniziava a parlare come se si trattasse di una cosa da nulla, ma, quando finiva, c'era da impensierirsi. Prendiamo, per esempio, una storiella, che raccontava ogni tanto, di un Boschetto di Betulle. Più la ascolti e più scopri cose nuove, tra le righe, nelle stesse parole.

Se non ci credi, controlla. Te la racconto un'altra volta.

 

Si spense la calda Estate ardente. Venne l'Autunno affaccendato e, coi suoi venti, si mise a soffiar via dalle Betulle le loro vesti verdi, a raccogliere da loro i semi e a nasconderli nell'umida terra.

L'Autunno finì di spargere la semente, ricoprì con le foglie gialle i semi della Betulla e cominciò ad invitare l'Inverno. Intanto, tra una faccenda e l'altra, anche l'Ortica e la Lappola avevano provveduto alla prole. Avevano seminato i loro semi sotto una coperta di foglie.

Arrivò l'Inverno, distese la sua piuma bianca sopra la terra fredda, proteggendo tutti i semi dai freddi tremendi: «Dormite!»

Dormirono i semi sino all'arrivo della bella Primavera con le sue dolci giornate tiepide e cominciarono a crescere.

La Lappola, brigante, dalla presa salda dacché mondo è mondo, crebbe alta-alta a vista d'occhio. Si aggrappò fortemente all'umido terreno. Mise le radici profondamente. Per quanto riguarda l'Ortica, non c'è neanche da parlarne. Se si lascia a questa arraffona un po' di libertà, crescerà perfino sulla copertura della casa, da sfacciata.

Anche i semi della Betulla diedero i loro polloni verdi. Pur se non erano un granché da vedere, non più alti delle piantine del mughetto del bosco, tuttavia sbucarono dalla terra dei germogli-rampolli a tre foglie. Stettero nell'oscurità della fitta Lappola, nella ristrettezza dell'orticaio, ma a fare che? Bisognava crescere. Non per niente, la madre, la vecchia Betulla, aveva dato loro la vita.

«E' molto meglio per voi, se rinsecchite!» – disse l'Ortica alle giovanissime Betulle.

«Tanto, dovrete comunque sparire dalla faccia della terra» – le fece l'eco la Lappola.

Le Betulline, invece, tacevano, ascoltavano e crescevano con tutte le forze che avevano.

Mise allora la sua velenosa parola la Vipera, sfoggiando tutta la sua bassa saggezza da serpe: «Governa il mondo chi urtica, punge e morde.»

Il vecchio Rospo, nascosto dalla luce all'ombra dell'Ortica, per compiacere la Vipera, gracidò in modo servile: «Rinsecchite presto, denutrite rachitiche! Una morte veloce è meglio assai di una lunga vita di stenti e di inedia.»

E andò così... Vennero intimidite e terrorizzate ma, ciò nonostante, continuarono a crescere. In ristrettezze, oscurità, oltraggiosa offesa. Però, dopo tre-quattro anni, le giovanissime Betulle superarono l'Ortica in altezza. Sbucate, dopo molti sforzi, verso il sole, smisero di ascoltare le parole di cattiveria gratuita. Oramai sapevano che nessun'Ortica e nessuna Lappola avrebbero potuto privarle più della luce e del succo della terra.

Sibila e non sibila, gracida e non gracida, ma il giovane Boschetto di Betulle seguitò a crescere.

Passarono alcuni anni e cominciò a stormire davanti a tutti un rigoglioso Boschetto di Betulla. Eretto. Regolare. Verde. Ciarliero. Armonioso. Affiatato.

Va da sé, che per quanto fosse bello un Boschetto, mai avrebbe potuto esistere senza le Ortiche. Certo, c'era, cresceva nel Boschetto di Betulle l'urticante Ortica. Cresceva anche la Lappola pungente. Abitavano lì perfino le Vipere striscianti e non si estinsero neppure i viscidi Rospi. Non c'è nulla da fare! E' solo che nessuno, tranne i più perduti ed irrecuperabili, ciechi e biliosi, lo chiamava Boschetto d'ortica o della lappola, pur se anche loro crescevano nel Boschetto di Betulle.

I Rospi ed i Serpenti giudicavano, certamente, tutto a modo loro. Continuavano a suonare la loro orrenda canzone con zufolo e tamburo neri-neri. Non a caso vengono chiamati, con una parola abominevole, “rettili”. Oltre l'Ortica non vedono e non guardano più in alto della Lappola.

 


Torna su