Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home
Questa notte camminerò tra le stelle... PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Mario Fiore   
Giovedì 17 Febbraio 2011 18:51

A FIORELLA

(Nel giorno del suo diciottesimo compleanno)

 

Se appena l’estate si annuncia,

risplende il tuo giorno

della prima giovinezza.

Breve ed incerto il passato

ancora roseto con poche spine,

ancora non ama raccontarsi la vita,

disdegna i ricordi e la storia.

 

 

Del futuro invece

immensi ed azzurri

si distendono gli spazi,

fino a quando

tenera e indomabile canta

nel tuo profondissimo cuore

l’unica stagione,

per cui sorride il mondo.

 

Cammineremo insieme,

Mariolina, Mario, Fiorella e Alessandro,

cammineremo sempre insieme:

attenti alla chiamata,

convinti di amare quest’unica terra,

con l’orgoglio della ragione

che percorre e rischiara i millenni,

ma docili anche al mistero

che inquieta e consola

e sospinge a lontani orizzonti…

 

23 giugno 1991

 

 

 

 

 

TI PORTEREI

 

Ti porterei a braccia - senza affanno –

tra i roghi del tempo

coi passi innanzi al sogno

coi tuoi capelli al vento

de le pianure

verso il mare che batte solitario

alle rive.

Invitta giovinezza mi vedrebbero gli astri

dissetarmi alle fonti

ne le torride notti

solcate a mezzo dagli occhi tuoi d’opale

ansiosi fra i tigli,

e gli evi in fuga

attoniti starebbero a mirarti

pei canti miei

eterna.

Sui terrestri sentieri

nei tramonti

spegnerei ogni voce

ogni sussurro

e sol mi poserei con te

felice nel silenzio.

 

 

 

 

 

DOPO GLI ANNI PERDUTI

 

Dopo gli anni perduti

torno a parlare di notte alle stelle

che tremano mute e lontane,

torno a respirare quegli spazi immensi

che forse non percorreremo mai.

 

Come un fiore inatteso

nella stagione brulla

tra mille feroci notizie

rimbalza alla radio l’annuncio

che oltre il sistema solare

vive forse un altro pianeta.

 

In questo mattino d’0ttobre

una mite passione attraversa la mia città

dove alacri corrono uomini e donne

alle mete inconsapevoli del futuro.

 

Ancora qualcosa della vita universa

mi sfugge

e stringo con mani intense

l’interminabile filo del mistero:

la luce sperata appare e scompare

come il faro sulla costa lontana

dal notturno mare in tempesta.

 

Non dimentico,

non ho smesso lo sdegno

ed il grido.

Voglio ancora i progetti

voglio realizzare i sogni.

 

 

Continuo ad amarti

e più ancora continuo a cercarti

se mi sei vicina

dopo anniluce di attesa.

 

 

7 Ottobre 1995

 

 

 

 

 

 

FUORI DALLE VECCHIE STRADE

 

 

Che alle vetrate

del convento antico

alto batte

ogni tanto

il vento

ti posso appena dire,

qui seduto,

nel convento antico

oggi biblioteca provinciale

presso un tavolo scuro

di duro legno,

albero un tempo

forse

in qualche zolla

di terra salentina;

 

ed ora la mano

vi appoggio,

il giornale

e questo foglio

per ricordarti

come sei

quando sorridi.

 

Qualcosa di grande per me

dicevi

qualcuno dovrà farlo…

 

 

Grande mare

grande cielo

ed io lì

accanto in silenzio

ad offrirteli.

 

Qualche nube

qualche ombra sul mare,

pensiero non chiaro

oscuro sentire:

e voglio più innanzi andare,

una luce

troveremo

da qualche parte,

impensato fiore di scoglio;

l’agave non basta

né la finestra chiusa

né il cortile di luna

a mezzanotte.

 

Certo,

quella che io vedo

luna cerchiata

svoltare

da via Paladini

è la stessa

che a te

sembra ferma ed amica

stasera

sulla tua casa

di verdi campi:

grande cielo

grande luna

e tu lì

ad offrirmeli in silenzio.

 

 

Ed ora,

su questa terra

su quest’unica terra

- chissà l’altra vita

medioevale speranza nostra

nell’era spaziale –

può un tuo saluto

raggiungermi

col vento di viti, di mare;

le tue parole

léggere

potrò

per l’immensa piana

discese

ai viali leccesi,

a parlarmi

come ieri

o l’altro ieri

delle cose che vivono nel tuo cuore.

 

Qui

sui viali leccesi

- fuori dalle vecchie strade

da questi muri addossati

dalle inferriate ricurve ai balconi

fuori dai fregi barocchi –

qui

sui viale leccesi

dove pini e oleandri,

posso dirti,

immobili

guardano i venti

che portano all’Adriatico

il brusio della vita provinciale.

 

 

 

 

 

 

 

MENTRE SI STRINGONO LE NOSTRE MANI

 

Primavera ormai

verso l’estate muove

i suoi passi leggeri:

tristezze e parole vane

io le disperdo al vento

affinché tu mi sorrida

con tutto il tuo cuore,

mentre si stringono

le nostre mani

sempre più forte…

 

Oggi è il tuo compleanno

ed io cerco,

cerco il dono più grande per te,

ma invano:

perché sei tu stessa

il dono più grande,

ed io posso dirti soltanto

che ogni tuo compleanno

è anche il mio,

che ogni giorno

è il tuo compleanno per me,

perché rinasco alla vita

insieme a te ogni giorno,

in ogni istante di ogni giorno.

 

Così il tempo che scorre

alimenta e confonde

senza fine

le nostre due vite

e un unico amore.

 

 

 

 

 

 

 

ALTRA VITA

 

Se tutto il giorno

ho corso per amore,

e tu mi hai pensato

altrove, forse lontano,

per amore mi fermo

a sera,

e ti guardo

con gli occhi sorpresi

del primo giorno,

quando, mia cara,

chiedesti altri giorni,

altra vita…

 

Febbraio 1984

 

 

 

IL TEMPO APPENA SFIORA LA TUA DOLCE STAGIONE

 

Il tempo appena sfiora

la tua dolce stagione,

e penso, e non penso,

e penso

che vivere

è molto più che esistere,

che insieme a te

non contano i giorni,

ma il progetto

e il futuro

e l’opera incompiuta

e tutto quello che l’avvenire

promette,

con mano ostinata

col genio instancabile

del mistero…

 

 

Maggio 1987

 

 

 

 

 

SARAI CON ME SU DI UN’ALTURA

 

Sarai con me

su di un’altura,

sempre più altura,

conquistando orizzonti

e voci lontane…

 

Tutto potrà accadermi,

ma non che io dismetta

la cara “abitudine” di amarti,

indomabile e tenera

insistenza

di pensieri, di gesti, di attese

di inventati giorni.

 

Vedrai ogni anno

quale primavera tu annunzi,

e quanti sorrisi.

 

Ora ti guardo

con le mani strette

alle tue,

sei la mia risposta,

e…non dimenticare

le mie parole…

 

Maggio 1988

 

 

 

 

 

 

SE NON TORNA LA PIOGGIA

 

 

Se non torna la pioggia

di quel mattino lontano,

torna oggi il sereno

di quel cielo appena turchino

verso la prima sera…

 

In questa città infida e tenera

ci allontanammo, senza parlare,

insieme sospinti da dolori antichi

da troppe rinunzie

da tante cose incompiute,

incontro all’ignoto…

 

Oggi forse so dove andare.

 

Tu, più donna,

sappi che sfido un intenso avvenire

amandoti come allora,

e tu appena lo dici

nascosto ardore di sogni…

 

 

 

Febbraio 1989

 

 

 

 

SPESSO NON SORRIDE OTTOBRE

 

Spesso non sorride Ottobre,

svaria dalle nubi veloci

agli azzurri lontani.

 

I giorni e le ore

hanno gli occhi lucidi

per il gran pianto

della notte piovosa.

 

Si spengono gli ultimi

fuochi dell’estate,

torna a sognare

il cuore antico delle città,

ormai d’autunno

strana vibra nell’aria

la voce dispersa dei popoli

passati.

 

Tu aspetti un segno,

un altro segno d’amore

perché il tuo giorno

onomastico

non passi invano:

 

eccomi, sono pronto

ancora pronto

all’avventura di sempre,

a dirti che inutilmente

altra stagione si consuma,

che in te si rifugia

il mio ardore

oltre la fragile speranza,

in te il mio rinato sorriso.

 

Ottobre 1992

 

 

 

 

NON ATTENDERE OLTRE

 

Non attendere oltre

il messaggio che ti devo ogni giorno

e neppure che si dissolva

quest’ora

che inclina alle strade

e ai mari appena dimenticati.

 

Dopo le piogge violente

del primo autunno

improvvisa e più mite questa sera

placa i nostri pensieri

 

e tu rinasci alle attese di ieri

ai brividi alterni e felici

del mistero

 

e non dimentichi forse

colui che ti scrive

e ti parla ancora

di musiche e stelle

ridenti a un sogno lontano.

 

 

Ottobre 2000

 

 

 

INGANNEVOLI FUGGONO I GIORNI

 

Ingannevoli

ormai senza numero

con passo felpato

fuggono i giorni e gli anni,

 

cambiano lentamente

i volti che incontro

i muri e le facciate della città

e le verdi creature,

come in un acquario.

 

Sempre più spesso

m’intrattengo col cielo notturno

immenso di stelle lontane

 

e parlo col mistero

e ne ascolto il millenario silenzio:

indecifrabili i segni si perdono

nel richiamo di ogni giorno

nella passione intatta del tuo volto

nel passo fermo e gentile

che ti conduce ogni istante

a incontrarmi.

 

Tutto scorre, mia amata,

ma se tu mi parli e sorridi,

con mani incrollabili

terrò stretto

quel giorno lontano del nostro

amore

che alla clessidra inesorabile

per noi due

ho sottratto per sempre.

 

Febbraio 2001

 

 

 

 

 

 

MI MANCHI

 

Mi sei lontana

e mi manchi,

mi sei vicina

e mi manchi,

ogni tuo istante

è un invito a cercarti.

 

Sorride appena talvolta

il tuo sguardo

e non dici parole

e resta il segreto di sempre

il tuo amore…

 

Camminerò questa sera

per strade deserte

e più mi manchi,

seguirò quella trepida luna

e più mi manchi,

mi fermerò infine

sotto il tuo balcone

per ritrovarti per sempre.

 

 

Ottobre 2003

 

 

 

 

 

DEVO SCRIVERTI ANCORA?

 

Devo scriverti ancora?

Scrivere o vivere?

Forse basta vederti vivere

e scoprire la tua luce

e sfiorare il tuo segreto

mentre tenero di ottobre

questo giorno declina.

 

Ma io ti scrivo ancora…

la vita non ha memoria

si consuma nell’attimo

scivola silenziosa per sempre

come la sabbia nella clessidra.

 

Lo scritto resta:

ardita e incompleta

metafora della vita

è la parola scritta,

ma resta

sigillo durevole

per noi e per gli altri,

affinché non si perda

la musica e il sogno

dell’universo

che siamo anche noi,

 

in questa sera

che è solo mia

e che voglio donarti

nella prigione dorata

di questo messaggio,

scritto da un tempo

ormai tanto lontano

soltanto per te.

 

Ottobre 2004

 

 

 

 

QUESTA NOTTE CAMMINERO’ TRA LE STELLE

 

Si rinnova la nascita portentosa

l’Eccezione irrompe sulla scena

del mondo

e infrange finalmente le “regole”

inique e stantie

degli ingannevoli intrighi

degli interessi sfrenati

della violenza arrogante e dell’odio

della vanità insipiente

della inquinante menzogna.

 

Questa notte

camminerò tra le stelle

cercando la parola suprema

che crea gli universi infiniti

che crea questa piccola terra

indifesa

e questi uomini

e queste donne

che mi camminano accanto

da impercettibili millenni.

 

Voglio dirti che è ancora Natale

che la sofferenza del mondo

che la ventura di essere al mondo

può essere vinta

da questa Luce che torna

e ci costringe all’inaudita

speranza

di ribaltare il cammino

sanguinoso e dolente

della natura e della storia dell’uomo.

 

E se in questa notte di annunci

più di qualcuno è assente

dal convito cosmico della pace,

io voglio gridare lo stupore degli astri

e il prodigioso messaggio

ai presenti e agli assenti

a tutti gli amati viandanti

del cammino inatteso e remoto

verso l’indecifrato futuro.

E certamente ti amo

se a te ancora confido

il tormento e l’invocata gioia

della redenzione del pianeta.

 

 

25 Dicembre 2005

 

 

 

NON HAI SMESSO QUEL SOLENNE CANDORE DEL VOLTO

 

 

E’ così

tutti quegli anni passati

tutte le indefinite aurore che verranno

vivono in te un assoluto presente,

e non rimane inascoltata la loro voce

che risuona maestosa e gentile

nel deserto dei giorni.

 

Non hai smesso

quel solenne candore del volto,

è tanto ormai che ti chiamo

con un gesto

con gli occhi intristiti

dai deliri del mondo.

 

Ecco,

le ore pomeridiane danzano

sul piazzale

una musica segreta a te gradita,

le storie e i sogni

di un giorno di maggio

che già declina,

tuo e mio per sempre.

 

Maggio 2007

 

 

 

 

QUASI IMPROVVISO MI APPARE QUESTO GIORNO

 

Quasi improvviso

mi appare questo giorno

nello sciame degli anni

migranti senza numero,

non ardono più

i fuochi invernali

sul ciglio delle strade campestri,

ed anche se mi avvolgo

nel mantello indocile

delle ore notturne,

mi riscalda il tuo sorriso

il dono silenzioso dei gesti

la tua voce…

 

Primavera non è lontana,

finalmente approderemo

ai sogni incompiuti della giovinezza

e tu li accoglierai

nell’estasi lunga del ricordo.

 

Febbraio 2008

 

 

 

 

 

IMPETUOSO TALVOLTA…

 

Impetuoso talvolta

per notturna veglia,

impetuoso nell’ira degli eventi

avversi al progetto sognato,

ti guardo

intenta al mosaico del presente,

lì dove caldi vibrano i riflessi

della tua stella,

e la pena dei giorni in fuga

si accascia ai tuoi piedi,

lì dove senza rimedio

finalmente ti raggiungo,

per ascoltare insieme

l’immensa voce lontana

della vita che non finisce.


Torna su