Programma di Dicembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Lunedì 2 dicembre, sala Contaldo, ore 18,00: prof. Vincenzo Mello, Myflor e Flormart 2019: Orto-Floro-Vivaismo internazionale. Venerdì 6 dicembre, sala... Leggi tutto...
Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home Università Popolare Aldo Vallone Ricordando Aldo Vallone
Ricordando Aldo Vallone PDF Stampa E-mail
Aldo Vallone
Scritto da Giovanni Bernardini   
Venerdì 05 Giugno 2015 06:49

[Conferenza di Antonino Pagliaro. A sinistra siede Jannuzzi, allora  Presidente della "Dante Alighieri" di Lecce, a destra Vallone e dietro Bernardini  che prendere appunti]

 

Oggi che la nostra Università del Salento ha compiuto sessant'anni di vita, ricordare Aldo Vallone significa per me anche aprire una pagina mai scritta di quel primo Anno Accademico 1955-56 quando la denominazione era Libera Università di Lecce, appena nata con la sola Facoltà di Magistero.

Alla cattedra di Letteratura italiana era stato invitato il prof. Mario Sansone, docente nell'Ateneo di Bari, dove con lui relatore m'ero laureato a luglio '46.

Nel corso degli anni successivi la frequentazione del prof. Sansone da parte mia aveva fatto nascere e consolidare una bella amicizia, naturalmente nel rispettoso rapporto da discepolo a Maestro. Fu così che Sansone, tramite l'amico Michele Tondo, mi comunicò che mi avrebbe gradito quale suo assistente a Lecce.

Io, già titolare d'Italiano e Latino al Liceo Scientifico "Cosimo De Giorgi", giovane e pieno di progetti, accettai molto volentieri la proposta.

Purtroppo la nota ostilità dell'Università barese verso la neonata salentina impedì a Sansone di accettare l'incarico. Questo fu assunto allora dal galatinese Aldo Vallone, ben conosciuto particolarmente per i suoi studi danteschi e docente in un Liceo Scientifico a Roma. Di conseguenza parve sfumare il mio assistentato, sennonché Sansone volle benevolmente segnalare a Vallone il mio nominativo. Quantunque di persona non ci conoscessimo affatto, Aldo accettò di buon grado il mio nome. Fece presente che egli aveva già coinvolto il suo amico prof. Ennio Bonea, comunque si poteva lavorare benissimo in tre.

Ricordo con qualche nostalgia quel pomeriggio in cui Bonea ed io, nell'atrio dell'edificio ex GIL, stavamo in attesa di Aldo, io un po' ansioso per la nuova conoscenza. Quando egli arrivò con la grossa borsa e il sorriso cordialissimo mi mise subito a mio agio non permettendomi di dargli del lei. In un colloquio amichevole ci dividemmo i compiti e cominciò il nostro lavoro insieme.

Egli teneva un corso su Dante, che seguivamo anche noi assistenti. In caso di eventuale assenza di Aldo, avremmo dovuto sostituirlo. Infatti ebbi l'occasione di tenere una lettura del canto VII dell'In-

ferno. Aldo stesso s'incaricò di farmela pubblicare a Roma sulla rivista Dialoghi, che uscì nel '57.

Di solito però le mie lezioni settimanali riguardavano la storia della critica letteraria.

In quel periodo il carissimo amico monteronese Alfredo Congedo, prematuramente scomparso, mi raccontò d'essere stato compagno di studi di Vallone all'Università di Torino e d'avere assistito alla sua laurea. Era l'infausto 1940, in cui Mussolini decise l'ingresso in guerra accanto alla Germania nazista. Alla discussione della tesi bisognava andare in camicia nera. Aldo non l'aveva, sicché dovette prestargliela Alfredo. Relatore il prof. Francesco Pastonchi, noto anche come discreto poeta.

Aldo presentava una tesi assai voluminosa accompagnata da bibliografia non meno voluminosa. Pastonchi allora sollevò i due grossi testi ciascuno su una mano a mo' di bilancia a sottolineare il ponderoso lavoro. Era probabilmente il primo riconosciuto segnale della straordinaria capacità lavorativa di Vallone.

Sotto la sua guida fu un anno molto laborioso, benché gli studenti fossero ancora relativamente pochi. La preoccupazione di Aldo era d'incrementare lo sviluppo della Libera Università nella prospettiva di un auspicato riconoscimento statale. In questo senso stimolava pure Bonea e me.

Ricordo che le due sessioni di esami, estiva e autunnale, si protraevano intensamente fino a tarda sera.

Alla conclusione dell'Anno Accademico però lasciai il posto al solo Bonea, che proseguì nella carriera universitaria. Su mia richiesta, mi ero trasferito dal "De Giorgi" al Liceo classico "Giuseppe Palmieri", con insegnamento d'Italiano e Latino più impegnativo. Fin dal '55 ero entrato nella Reda-

zione della rivista Il Campo; nello stesso tempo avevo maturato l'idea di dedicarmi, piuttosto che alla critica letteraria, alla produzione creativa (poesia e narrativa) e al giornalismo con speciale interesse ai problemi sociali. Non era mancato inoltre qualche sgarbo nei miei riguardi da parte dell'Amministrazione universitaria. Ma la cosa rimase in secondo piano, non ne feci cenno a Vallone, informandolo dei primi reali motivi del mio abbandono. Se ne mostrò dispiaciuto e forse non del tutto convinto.

Anni dopo, venuto al "Palmieri" in qualità di Preside, sembrò per breve tempo mostrarsi un po' freddo con me. Presto ci chiarimmo e la nostra cordiale amicizia ne uscì intatta.

Naturalmente non fu il solito Preside burocrate, bensì il Capo d'Istituto aperto a molteplici iniziative culturali. Fra l'altro, presso il Circolo cittadino di Lecce, furono organizzate conferenze di Antonino Pagliaro (febbraio '59), di Mario Marcazzan (marzo '59), di M. Sansone (aprile '59). A me Aldo affidò l'incarico di redigere i relativi articoli da inviare alla stampa.

Il suo equilibrio e lungimiranza apparvero assai evidenti in un caso singolare, di cui ho scritto altrove senza fare il suo nome. Esistevano allora gli esami d'ammissione dal Ginnasio al Liceo. Una candidata, certo bizzarra ma intelligente, aveva scritto sia a giugno sia a settembre belle pagine di prosa, che però ignoravano le tracce proposte. Agli orali, invitata a commentare testi poetici, aveva sostenuto, a lettura fatta, che la poesia non si commenta. La Commissione pertanto era orientata verso la bocciatura. Aldo si oppose argomentando che senza dubbio la ragazza sapeva scrivere e si mostrava sensibile alla poesia. Come si poteva respingerla se venivano promossi candidati addirittura molto mediocri?

Quella ragazza infatti, dopo fugace frequenza della 1^ liceale, se ne andò a Roma ad apprendere il mestiere di giornalista presso un quotidiano e scrisse un romanzo piaciuto a Moravia.

Quando Vallone passò titolare all'Università di Bari, quindi a quella di Napoli, i nostri incontri si diradarono, ma non cessarono. A Monteroni, dove dal '72 mi ero trasferito con la famiglia nella ricostruita casa paterna, era stato bandito un piccolo premio letterario finanziato dai familiari di un medico scomparso del quale s'intendeva celebrare la memoria. In un mio intervento orale e a stam-

pa sostenni che il premio non doveva restare un fiore nel deserto, ma andava inserito in un adeguato contesto culturale. La mia proposta fu accolta ed io stesso m'impegnai a far venire alcuni illustri docenti che tennero le loro conversazioni nel bel salone del Palazzo ducale. Non potevano mancare Donato Valli, Mario Sansone, Aldo Vallone, i quali trattarono argomenti relativi alla letteratura contemporanea. Era l'anno 1978.

In seguito, recatomi a trovare Aldo a Galatina, visitai la sua ricchissima biblioteca. Qui ebbi la fortuna d'incontrare e conoscere Luigi Scorrano, personaggio molto riservato, studioso e critico validissimo, infaticabile collaboratore di Aldo nella prestigiosa edizione della Divina Commedia pubblicata fra il 1985 e l' 87 a Napoli da Ferraro.

Altri incontri con Vallone ci furono in occasione di Premi letterari nella nostra provincia. Egli era sempre il Presidente della Giuria, come a Parabita, dove ci scambiammo il solito caloroso saluto.

Purtroppo fu l'ultimo.


Torna su