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Attenti al cane – (6 giugno 2015) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Lunedì 08 Giugno 2015 05:47

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di sabato 6 giugno 2015]

 

Ci risiamo. Un pitbull azzanna una bambina di tre anni e le spappola una gamba. Hanno dovuto tagliargliela. E’ la nipotina del proprietario del cane, una persona di famiglia. E l’aggressione è avvenuta in casa. Avete mai letto di ladri e malintenzionati ridotti in fin di vita da un cane da guardia? Abbiamo appena letto che un proprietario di cane, difeso dal suo animale fedele, lo ha visto uccidere dai suoi aggressori. Cosa ci raccontano questi due episodi? Di solito le vittime dei cani potenti e potenzialmente aggressivi sono i figli dei padroni, o di amici o parenti dei padroni. I delinquenti non si spaventano più di tanto, e se attaccano semplicemente li uccidono. I predatori rivolgono molto spesso le loro attenzioni ai cuccioli, perché sono più lenti, reagiscono poco, e sono quindi facili prede. Si corrono meno rischi ad attaccare un cucciolo che un adulto che potrebbe reagire e rendere pan per focaccia. E’ un fenomeno naturalissimo. La colpa non è del cane. Il cane fa il suo mestiere di predatore. Certo, se il predatore è un barboncino e in un attimo di disattenzione dimentica la lunga storia di coevoluzione con noi e fa riemergere il suo istinto di cacciatore e di difensore del territorio, le conseguenze fanno sorridere. E non corre rischi di essere ucciso a fucilate un barboncino che difenda il suo padrone, tutt’al più prende una pedata. Se si tratta di un pitbull no, purtroppo bisogna sparargli, per farlo smettere. Questi cani sono come armi. Le armi non uccidono, sono le persone che le usano che uccidono. Se un tale prende a martellate il migliore amico perché ha sbagliato a calare l’asso durante la partita a scopone, la colpa non è del martello.

Bisogna essere consci che questi animali sono potenzialmente pericolosi, ed hanno un’attrezzatura biologica (i muscoli, le ossa) che li rende perfette macchine per aggredire. Lo so, lo so, se allevati con dolcezza e se non esposti a stimoli che li rendono aggressivi, sono anche loro cani dolcissimi. Ma anche le persone più dolci e docili, a volte, possono reagire in modi inattesi. Lo facciamo noi, figuriamoci un cane. La casistica di questi attacchi è sconfinata. Quando ci scappa il morto, la notizia finisce nei notiziari nazionali. Se le ferite sono gravi, come in questo caso, finisce sui notiziari regionali. Se non sono gravi finisce nel dimenticatoio. E’ una regola d’oro del giornalismo che il morso di un cane a un bambino non faccia notizia, mentre è una notizia se un bambino morde un cane. Lo so, lo so, il bambino lo avrà disturbato, magari gli ha rotto le scatole tutta la mattina. Magari è apparso nella stanza all’improvviso, correndo. Qualche squilibrato potrebbe persino pensare che il bambino se la sia cercata. Mi è capitato di assistere a scenette in cui il proprietario di un cane accusava una persona sanguinante di aver disturbato il suo cane che, ovviamente, lo aveva morso. La colpa era della persona, non del cane. Chi glielo ha detto di passare di qui correndo? Ovviamente non sono cose che ho visto in un giardino privato, invaso da un intruso, sono discorsi che ho sentito per strada.

Certo, in questi casi si rimpiangono i tempi in cui uno poteva circolare tranquillamente con una katana giapponese affilatissima, in modo da far valere le proprie ragioni. Eh sì, ho tagliato in due il suo cane perché ho paura. Quando ho paura reagisco così, che ci vuol fare? Chi glielo ha detto di farlo passare di qui? Anzi, anche lei mi sta facendo paura, ora che ci penso. Anche una 357 magnum potrebbe aiutare, in queste conversazioni. E chi si comporta in questo modo? Ma è chiaro!: il delinquente che gira con un fucile a canne mozze. Il cane tenta di aggredirlo? Che problema c’è? una bella fucilata e il fastidio è tolto.

Sto ragionando per assurdo, ovviamente. La soluzione non è girare armati così se un cane ci aggredisce lo sistemiamo per le feste. Se tutti fossimo armati fino ai denti finirebbe che ci uccideremmo per un nonnulla. Senza armi micidiali siamo come barboncini. Magari abbaiamo un pochino, diamo un morsetto, e tutto finisce lì. Con le armi siamo come un pitbull. Un momento di rabbia e si fanno cose che non vorremmo aver mai fatto.

Questi cani sono armi. Non si possono dare a tutti. Non mi sento minacciato se vedo poliziotti o carabinieri girare con un mitra. Mi sento protetto dalla loro presenza. Se vedo un tipo in borghese girare con un mitra mi preoccupo. Il mitra è sempre lui. Ma la differenza sta in chi lo porta. Queste razze canine sono state selezionate per essere micidiali. Chi le possiede deve avere una sorta di porto d’armi e una seria motivazione che ne giustifichi il possesso. Altrimenti, se è solo perché piacciono tanto i cani, che si prendano un bel barboncino o un piccolo meticcio.

 

Aggiunta per l’Università Popolare di Galatina: dopo che l’articolo è stato pubblicato, un amico mi informa che avevamo incontrato quel pitbull, sulla spiaggia delle Cesine. Col suo padrone. Eravamo andati a fare una passeggiata e, lungo la spiaggia, li avevamo incontrati. Un cane bellissimo. Dato che il mio amico ha un barboncino, ha chiesto al padrone del pitbull di tenerlo perché, lungo la spiaggia, lo avrebbe incontrato. Gentilissimo e civilissimo il proprietario del cane lo ha preso al guinzaglio e lo ha tenuto. Però ci ha assicurato che il suo cane non era affatto aggressivo. E’ stato preso da piccolo, educato a stare con gli altri, trattato con dolcezza, mai istigato a combattere o a svolgere atti violenti. Il cane era tenuto benissimo, pelo lucido, sguardo intelligente, muscolatura definita e evidentemente potente. Rispondeva anche in modo istantaneo ai comandi del proprietario. Pare che fosse su un divano, a riposare, e che si fosse allontanato un momento, magari per bere da una ciotola, e la bambina si era messa al posto che aveva occupato lui sino a un momento prima. Questo ha scatenato una reazione di difesa del territorio. In quel momento pare che il proprietario non fosse presente nella stanza, e pare che le grida della bambina abbiano ulteriormente eccitato il cane.


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