Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
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Per Gino Santoro PDF Stampa E-mail
Necrologi e Ricordi
Scritto da Eugenio Imbriani   
Venerdì 19 Giugno 2015 20:24

Gino Santoro è stato tra gli attori di una stagione culturale densa, tumultuosa, anche contraddittoria; tra i protagonisti, fin dagli anni ’70, del dibattito sulla cultura popolare nel Salento, non ha disdegnato i toni accesi quando decideva di schierarsi per una causa; l’ho sempre visto come un uomo di parte, determinato, poco conciliante, coltivava, però, come una scelta quello che alcuni potevano definire un eccesso di rigidità. Il suo campo di indagine scientifico era la storia del teatro, anche se forse sarebbe più giusto dire, semplicemente, il teatro: teatro sociale, pubblico, diffuso. Il teatro, il cinema, l’arte, la performance: aveva avviato, nell’ateneo leccese, un percorso didattico e formativo interessantissimo, la costituzione, cioè, di un corso di laurea che riguardava le discipline dello spettacolo, sulla falsariga del Dams bolognese; ci fu un riscontro straordinario di iscrizioni, ma il corso fu chiuso ugualmente: fu una scommessa perduta, non si fanno le nozze con i fichi secchi. Ma ciò che mi piace di più ricordare è stato l’impegno di Gino per i disabili; nell’università, durante gli ultimi anni del suo servizio, aveva ricevuto dal rettore una delega per questo genere di servizio, e Gino ha declinato il suo compito con cura, attenzione, grande intelligenza, decisione. Chissà se dov’è andato troverà i vecchi amici che l’hanno preceduto; dovrebbe almeno toccargli l’aldilà dei teatranti: tra saltimbanchi e danzatori, cantori e fini dicitori, direi che è un bel posto per farci un viaggio.


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