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Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Antonio Cassiano, una vita dedicata al museo “S. Castromediano” PDF Stampa E-mail
Necrologi e Ricordi
Scritto da Rosa Dell'Erba   
Sabato 04 Luglio 2015 15:39

Antonio Cassiano si è spento a Lecce il 30 giugno, avrebbe compiuto 70 anni il 9 luglio. Nato a Talsano (TA) nel 1945, si era laureato a pieni voti con lode all’Università di Lecce in Lettere Moderne. Formatosi con Paola Barocchi e Maria Luisa Ferrari Boschetto, perfezionato ad Urbino in Storia dell’Arte e a Napoli in catalogazione dei Beni Culturali, dal  1975 al 1994 aveva rivestito il ruolo di Ispettore Storico dell’Arte presso il Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano”, successivamente  Direttore  fino al 2012. Nei primi anni di attività al museo,  l’esperienza a fianco di Giovanna Delli Ponti lo introduce alla gestione del patrimonio museale  che attua attraverso una intensa attività di catalogazione dei beni archivistici storici e librari.

Per l’istituzione provinciale aveva prestato servizio come  Dirigente Settore Cultura e Ricerca Scientifica e Dirigente Servizio Attività Culturali e Sistemi Museali.

Per la Conferenza Episcopale Italiana, diocesi di Lecce e Ugento, di cui era componente della commissione diocesana, aveva diretto le campagne di catalogo del patrimonio storico-artistico.

In qualità di Presidente del Centro Studi Salentini era intervenuto nel convegno dedicato a Pietro Siciliani tenutosi a Galatina nello scorso settembre.

Direttore del Centro Studi sul Barocco Leccese, già nel comitato scientifico,  aveva curato iniziative rivolte all’aggiornamento degli studiosi e universitari, quali  i corsi sul Barocco. Il I° Corso sulla cultura e sulle arti nel Salento fra ‘500 e ‘700, (13-19 maggio 1991) patrocinato dal Consiglio d’Europa e dall’UNESCO si tenne proprio presso il Museo, tra i relatori presenti ricordo: Maurizio Calvesi, Michele D’Elia, Marcello Fagiolo, Cristina Gutierrez, Nicola Spinosa.

L’affinità elettiva con Lucio Galante e Regina Poso con cui aveva condiviso con passione studi e ricerche ha dato esito a numerose pubblicazioni dall’indiscutibile rigore scientifico.

Uno dei suoi studi più pregevoli è quello pubblicato nel 2006 da Congedo: L’arte al tempo dei principi nel volume Dal Giglio all’Orso. I Principi d’Angiò e Orsini del Balzo nel Salento, di cui fu curatore insieme a Benedetto Vetere e in cui si sofferma sull’importante ruolo svolto dagli Angioini nella affermazione del linguaggio “latino” studiando le testimonianze della cultura artistica riferibili a cantieri religiosi precedenti di gran lunga quello galatinese di età orsiniana.

Il suo contributo a favore della valorizzazione del territorio fu costante e sempre segnato da un profondo entusiasmo,  scevro da ogni pedanteria e accademismo, attento all’azione positiva e sinergica delle associazioni che facevano, tutte, capo al Museo: da Italia Nostra alle giornate del FAI dalle lezioni di Sala delle Asse, all’ADSI; anche i musicisti provavano i loro concerti al museo. Cassiano aveva compreso l’importanza della dialettica istituzioni-territorio, ne aveva interpretato la grande valenza per la crescita culturale del cittadino, soprattutto quello interessato al mondo dell’arte, che era accolto, sempre, con grande rispetto e affabilità per il proprio diritto alla Bellezza e alla Cultura.

La sua attività di studioso si era anche espletata nella docenza di Storia dell’Arte medievale in Puglia (Università del Salento) e Museologia (Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica e Medievale), dopo lunghi anni dedicati alla Pinacoteca del Museo, che venne allestita a partire dal 1979 con  opere  provenienti  dal palazzo dei Celestini e dal Convitto Palmieri e fu supportata da un laboratorio di restauro diretto per anni da Nicola Ancona: scuola per generazioni di restauratori professionisti e storici dell’arte.

Molti gli allestimenti da lui curati  nel territorio quali quello per il Museo delle Tradizioni Popolari di S. Maria di Cerrate (1976), Museo civico di San Cesario (1980), Sala degli artisti salentini contemporanei (1985), Museo diocesano di Gallipoli, Museo diocesano di Ugento.

Moltissime le  mostre  tra cui Barocco latino-americano con l’istituto Italo-americano di Roma, Il Barocco a Lecce e nel Salento nel 1995, di cui era particolarmente orgoglioso. La presenza, infatti, di moltissime opere provenienti dai privati aprì un nuovo settore della ricerca: quello del collezionismo.

Seguirono mostre di archeologia tra cui Tesori archeologici sotto la Banca d’Italia (2000).

Notevoli i contributi delle mostre dedicate  agli artisti contemporanei che si articolavano in eventi di taglio monografico e rassegne quali: Aldo Calò (1979), S. Mauro di Gallipoli (1980), Vincenzo Ciardo (1990), Lino Paolo Suppressa (1990), Iconostasi della Chiesa greca (1990) La caricatura inglese sino ad Hogart (1990),Fernando De Filippi, Ercole Pignatelli(1994) G. Toma mostra antologica, Spoleto-Napoli-Lecce (1996),Tonino Caputo, Scenografie di Franco Zeffirelli (1997) Collezione d’arte moderna della RAI, Torino-Brescia-Lecce, Arte in Terra d’Otranto tra Ottocento e Novecento(2007-2008) e altre mostre dedicate alla moda, alla cartapesta e al collezionismo privato come quella  della collezione Tondolo. (La passione del collezionismo. La ceramica di Laterza nella collezione Tondolo,Galatina,2011). E’ del dicembre 2010 l’inaugurazione della mostra a S. Francesco della Scarpa:   Echi caravaggeschi in Puglia (catalogo a c. di A. Cassiano e F. Vona,Irsina,2010)

Di recente anche una rassegna sulla moda a Stoccarda.

Credo che il modo migliore per comprendere il senso di un impegno dal ritmo così serrato e multiforme sia rileggere la citazione di Vincenzo Ciardo in uno dei suoi primissimi studi frutto del lavoro di tesi:

“Ma a te poeta, e quindi più vicino a me, posso dire come la penso. Cultura per me è cibo dello spirito. Come il nutrimento per il corpo essa deve soprattutto modificare! Se la nostra personalità morale non ne venga potenziata ed elevata, la sua azione, in certo senso, sarà inutile o,  quanto meno imperfetta…” (1)

Così Ciardo a Comi, uno degli animi più sensibili ed elevati della nostra letteratura, un signore d’altri tempi, un mistico, una dolce utopia della contemporaneità.

Non mi meraviglio se Tonino scelse  questi artisti per la sua iniziazione alla vita di studioso: avendo avuto siffatti modelli, tutto è stato rivolto… in alto.

Io ho perso un maestro e un amico sincero, presenza costante nella mia attività di studio, tutti noi uno studioso orgoglioso della sua etica del lavoro.

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(1) A. Cassiano, Su Vincenzo Ciardo, Annali dell’Università di Lecce. Facoltà di Lettere e Filosofia. Vol. VII (1975-76), Lecce,1977, pp. 347-356, p. 348.

 


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