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L’Iran ha davvero così bisogno di energia nucleare? – (16 luglio 2015) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 19 Luglio 2015 16:31

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di giovedì 16 luglio 2015]

 

Vedo che tutto il mondo esulta: si è raggiunto un accordo e le sanzioni all’Iran saranno rimosse. Noi compreremo il loro petrolio e loro svilupperanno le centrali nucleari, ma con l’impegno di non usare il nucleare come arma. Gli israeliani, che hanno la bomba, sono gli unici a non essere contenti. Non si fidano. A dir la verità a me piacerebbe che non l’avessero neanche loro. Ma il problema è un altro. Noi italiani dipendiamo dall’estero per gli approvvigionamenti di combustibili fossili e, in passato, abbiamo accarezzato l’idea di dotarci di centrali nucleari. Dopo due referendum abbiamo deciso che è meglio di no. Forse i referendum hanno espresso parere negativo sull’onda emotiva di due gravi incidenti, prima a Chernobil e poi a Fukushima. Ma i motivi per dire no al nucleare sono ben più solidi. Non sappiamo dove mettere le scorie. E non basta: non sappiamo come dismettere le centrali che, arrivate a fine vita, devono essere smantellate. Due problemini non da poco, che rimandiamo ai nostri posteri. L’energia nucleare conviene nel breve termine, ma è un’incognita pesantissima nel lungo termine e, prima o poi, la natura presenta il conto. Meglio cercare altre fonti energetiche, e non devono essere fossili perché bruciare combustibili fossili provoca il cambiamento climatico. Ora, con le trivellazioni, vogliamo andare a cercare il petrolio sul fondo del nostro mare; per me è un mistero. Dovremmo puntare tutto sulle energie rinnovabili. Ma questa è un’altra storia.

Gli iraniani hanno tanto petrolio che lo vendono. Non hanno alcun bisogno di energia, come si suol dire… ne hanno da vendere. E allora come mai questa smania di costruire centrali nucleari? Stanno assicurando al mondo che non useranno quelle tecnologie per fare armi, almeno per dieci anni. Ma dieci anni passano veloci. E poi? Siamo di nuovo all’equilibrio del terrore? Gli israeliani hanno la bomba, e gli iraniani hanno la bomba. Ci sarà qualche matto che penserà di buttarla sul vicino di casa? Le distanze tra i due stati sono talmente ravvicinate che, oltre a distruggere i vicini, distruggerebbero anche se stessi. Lo stesso stanno facendo pakistani e indiani. E per decenni i sovietici (che ora non ci sono più) hanno costruito bombe, per averne più degli americani. Che ne costruivano altre, man mano che i sovietici incrementavano i loro arsenali: la corsa agli armamenti, l’equilibrio del terrore. In questi giochi si sa come si inizia ma non si sa come si finisce. E queste bombe invecchiano, possono arrivare in mani “strane”, chi lo sa?

Sappiamo che non è saggio costruire armi di distruzione di massa. E gli Stati Uniti, con Bush jr., hanno fatto una guerra all’Iraq pensando che le avesse. Poi, oh oh, si sono accorti che non le aveva. Il problema di queste imprese può essere diviso in due porzioni. Ci sono i fenomeni acuti: le guerre. E, fino ad ora, solo due volte un paese (gli Stati Uniti) ha usato l’arma nucleare contro un altro paese (il Giappone). E poi ci sono i fenomeni cronici: l’inquinamento, il deterioramento delle strutture che contengono il materiale nucleare.  Forse non saremo tanto stupidi da ingaggiare duelli a suon di bombe atomiche, ma siamo abbastanza stupidi da mandare a quel paese gli ecosistemi globali con imprese azzardate. Ci spaventano le conseguenze acute, ma non ci preoccupiamo di quelle croniche. E, in questi giorni, siamo tutti contenti perché le sanzioni all’Iran sono state rimosse (e me ne rallegro moltissimo anche io) ma non ci preoccupiamo del fatto che si costruiranno altre centrali nucleari.

Intanto, noi italiani non sappiamo ancora dove mettere le scorie derivanti dalla nostra brevissima era nucleare. Sono da qualche parte, in contenitori che si stanno deteriorando, e dovremmo preoccuparci molto. Le centrali francesi sono arrivate a fine vita, e non sanno come fare a dismetterle. Non sanno neppure quanto costerà, come avvertì un convertito Tremonti sulla via di Cernobbio, quando mise in guardia sui costi della dismissione.

A queste persone, come al solito, non interessa nulla dell’ambiente. Nulla. Non fa parte della loro cultura. E l’entusiasmo totale per la svolta nucleare iraniana lo conferma. Le implicazioni ambientali di tutto questo sembra non interessino a nessuno. Io una spiegazione l’avrei. Siamo irrimediabilmente scemi. Dall’ignoranza si può guarire, ma la stupidità è inguaribile. Pare proprio che gli stupidi siano favoriti nella corsa al potere e quindi eccoci qua a rallegrarci per la costruzione di nuove centrali nucleari, quando dovrebbe essere chiaro che si tratta di una mossa poco saggia!


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