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La svolta di Bergoglio - (10 settembre 2015) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Sabato 12 Settembre 2015 12:05

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di giovedì 10 settembre 2015]

 

Dopo l’Enciclica Laudato Sì, di Jorge Bergoglio, noto anche come Papa Francesco, l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dell’ambiente è cambiato. Leggendo l’Enciclica è chiaro che si tratta della continuazione di un percorso iniziato da molto tempo, visti i moltissimi richiami a documenti precedenti che, messi assieme, dicono bene o male quel che dice l’Enciclica. Bergoglio, però, va ancora più a fondo, con una mirabile sintesi. La parola “ecologia” è presente una trentina di volte, e sono evocati concetti ben familiari agli ecologi (come biodiversità, funzionamento degli ecosistemi, plancton e molti altri) ma che, purtroppo, non sono familiari ai cittadini comuni e che raramente vengono spiegati persino a scuola.  Alla scuola “umanista” di Renzi, Bergoglio quasi contrappone una scuola “ecologica”, “scientifica”. E mette al primo posto l’ambiente, ne fa il problema numero uno, e non trova un problema numero due.

I Vescovi lo seguono, finalmente, quando denunciano che è una follia perseguire il modello dei combustibili fossili e trivellare il nostro mare, fino a seguirlo nel richiamare alla pulizia delle città. Lo seguono anche politici di rilievo planetario, come Barak Obama, che dichiara di voler abbandonare il carbone, che sta deteriorando in modo grave l’ambiente globale (e non solo). Quando si usava il carbone per il riscaldamento, e c’erano gli spazzacamino cari a Mary Poppins, a Londra c’era lo smog, una crasi di smoke (fumo) e fog (nebbia). Il fumo era quello del carbone. Abbandonato il carbone, finito lo smog.

Ma poi si è ricominciato a usare il carbone per produrre energia elettrica e per fare andare gli impianti industriali, e noi che viviamo in Salento lo sappiamo bene.

I Vescovi denunciano queste situazioni. Non possiamo che rallegrarcene, noi che da sempre le denunciamo. Insperati compagni di strada, siamo fieri di averli al nostro fianco, non con generiche dichiarazioni di principio, ma con forti denunce e richiami alle responsabilità.

Anche la stampa sta cambiando. Non solo il Quotidiano. Mi capita di scrivere per altre testate nazionali, e spesso mi chiedono articoli su questioni ambientali, e li mettono in prima pagina. Prima non succedeva, e per molto tempo ho lamentato che gli editoriali fossero scritti sempre da economisti e mai da ecologi. Non posso più lamentarmene. Anche la Magistratura, lo vediamo quotidianamente, sta assumendo un diverso atteggiamento nei confronti dei reati ambientali. E lo stanno facendo anche molti politici. Altri meno. Non posso non ricordare i sindaci che accusarono l’assessore Barbanente di essere un “freno allo sviluppo” con il suo Piano delle Coste. Volevano continuare a cementificare la costa, ma si strappavano le vesti per un tubo che ci porta il gas.

La politica rappresenta la media della popolazione e credo che sia ancora in mezzo al guado. Manca una cultura ecologica che permetta di discernere e di valutare le situazioni. Stanno diventando sempre più spinti gli estremismi. Da una parte ci sono estremisti del no, che dicono no a tutto (ovviamente continuando ad utilizzare tutto quello di cui negano il valore) e dall’altra ci sono i negazionisti totali, che affermano che non ci siano problemi ambientali. Mi capita spesso di scontrarmi con entrambi. E i due estremi mi accusano invariabilmente di appartenere all’altro fronte estremo. Ora, magari, qualcuno mi accuserà di essere un clericale visto che lodo le posizioni della Chiesa sull’ambiente. Se critico l’affarismo di Comunione e Liberazione, invece, sono contro la libertà religiosa. Siamo ancora ai Guelfi e ai Ghibellini (si studiano ancora a scuola?).

Mi fa sorridere la polemica tra Sindaco e giornale della città. Con il Sindaco che si paragona a Marino e paragona il Quotidiano al Giornale, o a Libero o al Fatto Quotidiano. Non mi risulta che esista Mafia Lecce, e non mi risulta che il Sindaco abbia denunciato un sistema di malaffare che ha dissanguato la città. Certo, qualche scandaletto c’è stato e qualche impresa non proprio limpida è stata portata a termine, ma non ho visto lo scoperchiamento del “sistema”. Io stesso ho lodato il Sindaco per aver creduto a Lecce Capitale Europea della Cultura (e la sinistra mi ha accusato di essere in combutta con lui), e l’ho criticato per aver chiuso il centro storico al traffico solo nel giorno della visita della Commissione (ma allora è un nemico! avranno pensato). Non sono a favore o contro il Sindaco Perrone, mi permetto di valutare il suo operato caso per caso, da cittadino che sta a guardare. Se fa bene lo elogio, se fa male (secondo il mio parere) lo critico. Il vivere civile funziona in questo modo. Tornando all’ambiente, sarebbe bene approfondire le questioni anche da un punto di vista scientifico-culturale perché, purtroppo, nel nostro paese l’ignoranza ecologica è grande.  Sapere di che si sta parlando, in tutte le discussioni, aiuta.


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