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NOTERELLANDO... Costume e malcostume 18. Lunga vita a un Galatino sempre più giovane PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Antonio Mele/Melanton   
Martedì 15 Settembre 2015 21:06

(Giovani giornalisti/e cercansi)


[“Il Galatino” anno XLVIII n. 14 dell’11 settembre 2015, p. 12]

 

Mille numeri di presenza attiva e costante e di puntuale/puntigliosa partecipazione civile, per un quindicinale di provincia, a circa mezzo secolo dalla sua fondazione, sono probabilmente un record. Rappresentano, sicuramente, una 'miracolosa' presenza sul territorio galatinese e salentino, voluta e iniziata nel 1968 da un ristretto gruppo di persone illuminate, fra cui - scusandomi per eventuali involontarie omissioni - mons. Antonio Antonaci (primo direttore, al quale seguirà Zeffirino Rizzelli, anch'egli tra i fondatori, e oggi Rossano Marra), Piero De Paolis, don Salvatore Bello, Gustavo Giordano, Carlo Caggia, Arnaldo Legittimo, Giuseppe Onesimo, Lucio Romano, Paolo Congedo, e proseguita da tenaci e altrettanto illuminati eredi, nonostante che le condizioni storiche, culturali e socio-economiche siano (soprattutto in questi ultimi lustri) cambiate profondamente, e di certo non in meglio.

Il traguardo del millesimo numero, evidentemente, impone profonde riflessioni al nostro organo di stampa e osservatorio. Prima fra tutte quella di sviluppare - anche, e in special misura, verso le generazioni più giovani - un interesse non semplicemente epidermico e 'campanilistico' , bensì un sentimento autentico di presenza, passione, partecipazione, dove queste tre 'p' diventino un indicatore stimolante, e comportino di fatto un ammodernamento e allargamento alla 'voce' di quanti sentano il piacere, il dovere o il diritto di esprimere le proprie opinioni e convinzioni. O di intervenire a corollario e a commento di argomenti di particolare interesse. O ancora, più semplicemente, per comunicare notizie anche in apparenza minime, ma di pubblico interesse.

Quello che qui si propone è un redazionale e mio personale invito e 'avviso di chiamata' ai tanti ragazzi e ragazze intelligenti, sensibili, animati di spirito d'iniziativa, di entusiasmo, di voglia di scrivere, di comunicare e interagire con un pubblico eterogeneo ma sempre attento di lettori; magari anche di'provocare' un dibattito allargato su questioni che, forse, molti neppure conoscono o conoscono in modo errato o superficiale; di dire insomma la propria, in modo convinto e convincente, e sempre con spirito positivo e propositivo.

I giovani, si sa, sono il futuro prossimo (e, in buona misura, anche il presente) della vita, della società, della storia.

Parole che possono suonare finanche un po' retoriche, ma che traducono perfettamente la realtà dei fatti. A loro, noi 'vecchietti' lasceremo giocoforza, o stiamo già gradualmente lasciando, il testimone. Un'eredità sicuramente non piccola di lavori iniziati e da ultimare; di ostacoli da rimuovere; di pesi da alleggerire; di sentieri da ripercorrere o da chiudere perché mal progettati, progettandone di nuovi e di più adeguati ai tempi; di errori (sempre tanti) da correggere; di promesse (sempre troppe) da mantenere...

Quello che i giovani hanno più di noi 'vecchietti' non è tanto il sogno, l'entusiasmo, la voglia e la gioia di fare (qualità peculiari della giovinezza, ma che si possono conservare intatte, e perfino più vivide, in una seconda giovinezza con l'avanzare dell'età), quanto l'energia. E, soprattutto, il tempo.

Il tempo è una ricchezza inestimabile. Prima si acquisisce questa consapevolezza, prima e meglio si utilizzerà un tale meraviglioso patrimonio. Ha scritto il divulgatore-psicologo americano Michael Halthsuler : "La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che tu sei il pilota". Essere piloti del proprio tempo è sovrumanamente impegnativo. Anche perché - citando l'amico Pino Caruso, umorista di razza e di lungo corso - Il tempo scorre lentamente con una velocità impressionante.

Beninteso, di collaboratori abbastanza giovani e validi il Galatino ne ha. Non tanti, ma ci sono. E tuttavia, un'allargatina di campo, in occasione di questo 'Millesimale', ci starebbe benissimo.

Peraltro, quanto finora detto, se vale per i giovani capaci aspiranti giornalisti galatinesi (ai quali il Galatino sarà felice di aprire le porte della propria redazione: basterà scriverci...), varrà altrettanto per i potenziali cronisti dell'intera penisola salentina: da Lecce a Leuca, da Gallipoli a Otranto, da Nardò a Tricase, da Maglie a Ugento, o Casarano, Cavallino, Copertino, Lequile, Soleto, Nociglia, Cutrofiano...

Tenendo comunque presente che noi 'vecchietti' resistiamo e vogliamo resistere a lungo. Attaccare al chiodo la penna (o anche la matita, nel mio caso, dalla quale venne fuori anche la stessa testata del Galatino...), per ora non ci pensiamo. Siamo stati giovani anche noi, un po' lo siamo tuttora, e insieme a voi ringiovaniremo ancora di più.

Fate dunque un bel passo in avanti: armatevi di gioia di fare, di entusiasmo e di idee. Magari qualcuna tra voi ha la stoffa di Oriana Fallaci, e qualcun altro di Indro Montanelli o di Enzo Biagi, e ancora non lo sa...

Vi aspettiamo!

 

 


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