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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
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Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
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Il canto dell'edera PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Laura Barone   
Venerdì 04 Marzo 2011 17:45

DAMOCLE

 

Hai appeso vili spade

sui miei giorni

Dio senza ritegno

che non guarda dolori

e dondolano oscene

mirando al tempo del mio cuore.

 

 

 

 

 

 

 

OSSERVAZIONI

 

Appesa ad un angolo

del tuo cielo, osservo

e le parole scorrono

verso il nostro incontro.

Sbadigli di pioggia

rincorrono  il futuro

e oscillano i desideri

tra le tue insicurezze

e la mia solitudine.

 

 

 

PORTE DI DUBLINO

 

Rosse

verdi

gialle

viola

blu

s’aprono ad un ceruleo sole

e battute da lievi brezze

sbocciano come sorrisi

in occhi d’un altro cielo.

 

 

 

FREDDO NEL CUORE

 

Rotolano ombre

tra le tue lenzuola

e spicchi di luce

cadono sul tappeto dei ricordi.

Accanto a cuori di latta

vive la solitudine

attendendo un grado di calore.

 

 

TIMORE

 

Spero,

dispero,

m’illudo,

attendo

e il coraggio non bagna

che attimi di tormento

risalgo ancora il buio

e in preghiere decomposte

la scivolosa mania di vivere

non dona mai risposte.

 

Potrò solo restare a guardare?

… bulbo maligno non tornare.

 

 

 

TORNA AL NULLA

 

Silenzio e mancanza

nulla d’acqua e sogno

carenza di gesti e colori

sei nulla

e nulla potrà ridare al tuo niente

tinte e toni

neppure lo spezzarsi

delle tue intenzioni.

 

 

 

 

IL CANTO DELL'EDERA

 

Di sole in sole

Di luna in luna

l'edera si stringe al melograno

e come Proserpina canta triste la stagione

sognando luce che verrà.

Appassiscono nel vento di ponente

nuove foglie e vecchie radici

e dall’edera senza fiore

amore e morte riprendono colore.

Avvolta in anime senza odore

secca la sua canzone

in attesa dell’ addio.

Dio senza terra!

Dio del mio dolore!

Afferra la mia vita,

chi non si attacca

…muore.

 

 

INCONTRO

 

hanno incontrato gli occhi

il furioso essere senza pace

e ripiomba il mio silenzio

nel frastuono di un dolore senza labbra.

Un amore opaco afferra colpe ed emozioni

ed io non vedo che paludi di rancore nel tuo sguardo

e tu non trovi approdi nel mio sorriso.

 

 

 

RIFLESSIONI


Scivolo tra lenzuola senza occhi

e il sonno mi afferra cupo

vive l'onda sul fondo della memoria

e ogni notte s'infrange sul tuo nome,

giunge così il mattino

e un  debole sole  prosciuga

l'acqua del tuo ricordo.

 

A SABRINA

 

l’onestà dell’anima

è una lenta foglia

che sale lieve verso il cielo

al soffio d’un sorriso.

Libera da terreno sguardo

accarezza ogni intento buono

e intrappola nel suo verde

bagliori sfuggiti alla perfezione.

Se incompresa, pesa come montagna

su piccole affannate menti

che come inconsapevoli lepidotteri

bruciano le loro ali senza luce.

 

 

 

 

 

DETTAMI

 

Dettamela tu una poesia

e che abbia il suono e il colore

delle carezze che ti regalo

e che porti nel suo cuore

la gioia che semino ogni giorno

per vederti sorridere.

 

Dettamela tu questa poesia

vita matrigna che ogni giorno

strappi gioiose penne dalle mani.

 

 

 

DIPINGI

 

Spazio e tempo annullati e  sospesi

i miei nelle parole i tuoi nei colori

e i silenzi cercano ispirazione

per il sacro esorcismo che sospende il cielo

e lancia emozioni su quaderni e tele

in un pirotecnico intrecciarsi di percorsi.

Resisti amica mia e spera ancora.

La vita riparte anche da una tavolozza

che gocciola respiri colorati sul tuo cammino.

 

 

FIDUCIA

 

Da uno scorcio d'attese

osservo la conta d'un mondo incancrenito

e i miei dolori

sono pioggia di rose

a confronto di fetide promesse.

Il milione si è sciolto

e il precario batter di speranze

s'infrange nel mercimonio

tra mitriati e mignotte

seduti ai banchi del potere.

 

 

TRANQUILLITÀ

 

Scende nell'acqua del lago

la barca del sentire

e nell'autunno  dei pensieri

si spargono nebbie

che fluttuano tra le increspature dell'essere

scivolano nel torpore del silenzio

e si diradano attraverso  rami di salice

che svelano ad ogni lento oscillare

la stella che decompone ogni pena.

 

 

 

RIVOLTATI POETA

 

non attendere che il vento d'Occidente

spazzi via col suo gracchiare

la tua melodia

Non confidare che da Oriente la marea

travolga il male del tuo vivere.

Rivoltati poeta!

Intona canzoni  di verità

fino a strappare quel sarcoma menzognero

dall'anima della tua terra.

La tua penna dovrà attraversare aspre contese

prima di ricantare l'amore.

 

 

 

FIGLIE

 

Fragili poesie

piccole dolci e tenere figlie,

parto di un tormento e di una gioia

che camminano dietro ad ombre

che  annientano  il dolore

con piccoli luminosi passi

e grandi sguardi di speranza per l'anima.

Uniche creature appese al mio esistere,

felicità di un foglio senza righe nel tempo.

Irripetibili voci,

sole preghiere della mia essenza

recitate in cattedrali che raccolgono

echi di notti senza sonno.

E io madre che vi ha donato vita

seguo incantata  il vostro volo tra cielo e abissi

figlie che non m'abbandonano

fedeli ancore della nave dei miei solitari viaggi.

 

 

ATTENDERE IL TEMPO

 

Attendere?

Cosa?

Per quanto?

Guardo occhi d'altri cieli sotto  guglie

che rubano la fede

e la mia rabbia urla nel cuore

così, per una volta, scioglie le lance

che continuano a trafiggere

quel solitario e disperato tempo

che senza moto mi imprigiona.

E strappo coi denti ogni grano di rosario

che incatena  le mie  preghiere

come demone  fuggito a un esorcista.

 

 

 

 

AUTUNNO A  MILANO

 

Lenzuola a spicchi ricoprono i colori

e nelle nebbie tristi, capinere sorvolano alti merli.

 

Freddi tepori d'assonnata stagione

cedono all'incalzare del rugginoso vento.

 

Case calde senza tepore d'uomo

e strade scaldate da angeli  di città

che volano senza cielo di stazione in stazione.

 

Guglie illuminate dal glamour di una fede

per un Dio da happy hours.

 

Strisciano scarpe sulle foglie

e si alzano occhi affranti verso un sole in partenza.

 

 

POESIA AL RISVEGLIO

 

E mi travolge il giorno

come glauco fiume tumultuoso

e le ombre corrono ancora

tra alberi e firmamento

flettendo una dolenza antica

in sinuose forme di pensiero.

Mentre da rilucenti foglie

ricadono gocciolando

sogni  che rincorrono un nero cielo.


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