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NOTERELLANDO... Costume e malcostume 19. Nemici per la pelle PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Antonio Mele/Melanton   
Sabato 17 Ottobre 2015 12:20

["Il Galatino" anno XLVIII n. 15 del 25 settembre 2015]

 

Non saprei considerarlo come un bene oppure un male, ma è un fatto che l’Italia sia quasi sempre la prima nazione del mondo occidentale, e comunque fra le prime, a seguire le mode. Quali esse siano. Buone, cattive o mediocri. Utili e inutili. Appassionanti. Emozionanti. Capricciose. Fatue. Tutto e il contrario di tutto. Pressappochiste e generaliste come sogliono essere le mode che di volta in volta si susseguono nel nostro variegato e spesso volubile contesto sociale.

Così fan tutti!, gridano uomini e donne d’ogni età e ceto! Chist’è!, Questa è! (la costumanza, la consuetudine), replicherebbe il popolo partenopeo, nel suo sempre gaio e colorito idioma. E così farò io!, suggella il pronto discepolo dei nuovi dettami. Anzi, visto e considerato che sono il maschio giovane di casa: L’ho già fatto!...

E io, allora? Che sono la femminuccia carina e caruccia? Pure io sono io, e pure io sono libera. No, il ragazzo ce l’ho, ma sono libera dentro, capito? I genitori possono dire quello che vogliono, ma sono troppo antiquati e fuori moda. Noi giovani parliamo un’altra lingua, l’abbiamo inventata apposta, così finalmente non ci capiamo. E poi: la vita è mia. Scelgo io. Non accetto consigli da nessuno, e men che meno da mamma e papà. So sbagliare da me.

Prudenza? Che roba è?... Pudore? Accortezza? Riservatezza? Mai sentite nominare! Riflessione? Ma certo, quella sì! Sono sempre davanti allo specchio, a pettinarmi e a truccarmi per far morire d’invidia quella smorfiosa di Pina, o Tina, o Lina..., sì, insomma, quella stronza che non so neanche come si chiama, e mo’ s’è pure messa con quel fichetto tutto tatuato, che sembra la Cappella Sistina ambulante, se non fosse per qualche svastica di troppo che gli riempie i bicipiti e tricipiti, il che dovrebbe fare molto ‘macho’, ma a me me pare che sia un ‘màscio’ perfetto, altroché..., ‘na maschera di carnevale antico!

Ma che, davvero vogliamo parlare di moda, di mode, di modi? E sia, parliamone. Cominciamo con la droga o con l’alcool? (Ah, sì, è vero: adesso si dice alcol, con una sola ‘o’, ai miei tempi si scriveva con due... Se non altro, l’hanno alleggerito un po’).

Oppure parliamo proprio dei tatuaggi, avendoli già tirati in ballo la solerte femminuccia di casa? Lo saprà, la signorina, che sono proprio le femminucce a tatuarsi in numero sempre maggiore rispetto ai maschietti (salvo a pentirsene d’averlo fatto)? Che sia anche questo un ulteriore indice dell’emancipazione femminile?... Ma quanto dura, quest’emancipazione?...

 

 

*   *   *

Perdonate. Ho fatto l’umorista (...antico e irrinunciabile vizietto), per di più sarcastico, pronto a chiedere scusa ai lettori, e soprattutto alle lettrici, se mi sono lasciato prendere la mano dalla canzonatura, nell’intenzione di accostarmi con maggiore efficacia all’argomento di questa puntata. Il cui titolo richiama abbondantemente ad una seria e serena valutazione dei pericoli che i tatuaggi indiscriminati – esteticamente belli o brutti che siano – possono comportare.

Innanzitutto: riflettere. Ragionare un po’. È anche bello lasciarsi prendere dalle mode del tempo, ma senza mai trascurare del tutto le nostre razionali ponderazioni e convinzioni.

Farsi tatuare è oggi un’operazione diffusa, apparentemente semplice e sbrigativa. Ma non è innocua. Tanto per cominciare, il tatuaggio causa una lesione della pelle, con rischio di reazioni allergiche (derivate specialmente da inchiostri non adeguati), infezioni cutanee e batteriche, pus, granulomi, che possono presentarsi anche diversi anni dopo l’intervento.

Peraltro, è sempre più alta la quantità delle persone (17 su 100, secondo le più recenti rilevazioni)  che si sono tatuate e che – più o meno presto – si sono pentite di averlo fatto. Ricorrendo così ai dermatologi per rimuovere quello che inizialmente era l’oggetto del desiderio, divenuto poi fonte di malesseri e di preoccupazioni.

Il tatuaggio, insomma, non va sottovalutato e scelto a cuor leggero. È, sicuramente, un vezzo delizioso, ma che fa rima con scabroso, insidioso, pericoloso...

Tutti liberi di farlo, naturalmente. Per un preciso piacere estetico. Per scelta convinta o per capriccio. Per sentirsi alla moda e al passo coi tempi. Perché sì.

L’importante è non pagare pegno – un pegno magari troppo alto – per essere andati dietro (e magari anche controvoglia) al... Così fan tutti!

 

 

 

 


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