Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
Sospensione attività in via precauzionale
Avviso sospensione attività Pur in assenza di casi accertati di coronavirus, nella regione Puglia sono sconsigliati (anche se non ancora formalmente vietati) gli assembramenti di persone. Per questo... Leggi tutto...
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo dell’Università Popolare A. Vallone di Galatina (in ordine alfabetico)   1 Bozzetti Maria Rita, nata a Roma 2.Campa Antonio nato a Galatina (Le) 3 Diso... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea per Modifica Statuto ed Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo
Sulla base di quanto deliberato durante l'ultima Assemblea, giovedì 27 febbraio 2020 si procederà alle elezioni del nuovo Consiglio Direttivo e all'approvazione delle modifiche dello Statuto. Si... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
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Finalmente online!
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NOTERELLANDO... Costume e malcostume 22. Che Italia è? Che Italiani siamo? PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Antonio Mele/Melanton   
Domenica 15 Novembre 2015 18:04

["Il Galatino" anno XLVIII n. 18 del 13 novembre 2015]

 

Non mi piace il catastrofismo.

Non mi piace essere fra quelli che puntano il dito sempre e soltanto contro ciò che non va. Un conto è la protesta o lagnanza o disapprovazione a ragion veduta (guidata, quanto meno, da un po’ di spirito propositivo e costruttivo), un altro è il mugugno per il mugugno, come se noi fossimo perfetti e gli altri tutti imbecilli o inetti. Proprio no!

Pur essendo attentamente, e all’occorrenza anche aspramente, critico su alcuni oggettivi misfatti e depravazioni della politica e del costume sociale, mi piace comunque, e mi rallegra perfino, fornendomi speranze e nuove convinzioni, vedere e ricordare che – oltre le cose che non vanno e che vanno migliorate – c’è anche un po’ di bello e di buono, nella gente, nelle istituzioni, nella vita di tutti i giorni.

Certo, in questi tempi così amari e contraddittori che viviamo e soffriamo, gli spiragli di speranza e di luce sono sempre più affievoliti e più rari. Come si fa a disconoscere, ad esempio, che vent’anni dopo Tangentopoli (con la susseguente scesa in campo di nuovi sedicenti ‘salvatori della patria’), la corruzione nel nostro Paese è altrettanto, e forse ancor più, dilagante?

Scrivo queste note fra il 30 e il 31 ottobre anno corrente. Il “Televideo” – che di buon mattino è il mio primo abituale e aggiornatissimo corrispondente – mi passa queste stringate informazioni, che approfondirò con successive letture: Fisco: 65 mila mancate dichiarazioni IVATangenti in appalti-Arresti in SiciliaMessina da giorni senz’acqua Crolla solaio Aversa-Morto un operaioSparatorie a Roma, Napoli, TorinoRagazza 17enne uccide la mamma per le sgridate...

Non proseguo oltre. E anche se viene ironicamente e legittimamente da chiedersi: Ma che Italia è questa?, dico che non bisogna demordere.

Bisogna, anzi, e con sempre maggiore condivisione, difendere e promuovere – ognuno nel proprio ambito – il rispetto delle regole. Partecipando con convinzione e con l’esempio, e non lavandosene pilatescamente le mani, e tirando avanti come se frodi, tangenti, evasioni, corruzioni, ammazzamenti, non fossero affar nostro.

Non intendo, ovviamente, far carico al singolo, delle responsabilità di un ‘sistema’ ampiamente malato e da risanare, e mi rendo altresì conto di promuovere un invito che ad alcuni può apparire risibile e utopistico. Tuttavia, è mio convincimento – suffragato da precisi e costanti riscontri personali – che la singola attenzione responsabile e la partecipazione non semplicemente epidermica alla vita sociale in ogni suo aspetto, è sempre, per quanto apparentemente piccolo, un importante seme virtuoso.

Non essendo, ovviamente, mio intendimento sollecitare un qualsivoglia senso di colpa (semmai, una riflessione cosciente e costruttiva), chiedo anticipatamente scusa a tutti voi che mi leggete per il concetto che sto per esprimere.

Se analizzassimo con onesta fermezza i guasti della nostra società attuale – come fatalmente accade a chi conserva una naturale e serena coscienza civile – riconosceremmo probabilmente, in tale analisi, anche alcune nostre individuali omissioni o distrazioni o indolenze o assuefazioni a certo malcostume (magari anche soltanto minime) che rischiano di diventare rapidamente abitudine. Di solito: ‘cattiva abitudine’...

Quando sono arrivato a Roma, dove risiedo ormai da quasi mezzo secolo (pur “vivendo” sempre e con gioia nella mia Galatina e nel mio Salento), ero un giovanotto di belle speranze. Mi sono inserito presto e soddisfacentemente in quella che – se i tanti guasti più o meno recenti non la mortificheranno ancora – resta pur sempre la più bella capitale del mondo. Erano i tempi in cui tutta l’Italia era anche il più bel Paese del mondo, con le sue straordinarie bellezze paesaggistiche, le città d’arte come Firenze o Venezia o Napoli, e la moda, il cinema, la cucina, i prodotti enogastronomici...

Si direbbe che oggi abbiamo perduto quello smalto, quella fantasia, quella vitalità. E tuttavia, qualche bel fiore spunta ancora, in questo nostro Bel Paese. E a questo desiderio e volontà bisogna ispirarsi.

Non si può, ad esempio, disconoscere il grande e meritato successo dell’Expo 2015 di Milano. Una scommessa stravinta. Un’impresa grandiosa, che agli occhi del mondo ha ridato finalmente un po’ d’immagine e di apprezzamento alla nostra Italietta, della quale dobbiamo ancora andare fieri, forse scegliendo meglio i nostri uomini-guida, ma anche responsabilizzandoci in prima persona come cittadini. Imparando, soprattutto, ad essere più attivi e partecipi. Con i propri diritti, ovviamente. E (altrettanto ovviamente) con i propri doveri.

Resta, infine, da chiedersi perché, e come, siamo arrivati ai brutti estremi di oggi.

È davvero solo e soltanto colpa della politica e del malaffare? Non vorrei farla – a me, prima che a voi, cari Lettori – la domanda che mi risale adesso, e che mi sgomenta, e mi annichilisce, sollecitando tutta la mia compassione di uomo e di genitore: - È solo e soltanto colpa della politica e del malaffare che una figlia adolescente ammazzi con un colpo di pistola la propria madre per essere stata privata del telefonino?

È nostro dovere operare e seminare il meglio possibile. In famiglia e in società.

Meditiamo, amici. Meditiamo un po’ più spesso. Non può farci che bene.


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