Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
Sospensione attività in via precauzionale
Avviso sospensione attività Pur in assenza di casi accertati di coronavirus, nella regione Puglia sono sconsigliati (anche se non ancora formalmente vietati) gli assembramenti di persone. Per questo... Leggi tutto...
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo dell’Università Popolare A. Vallone di Galatina (in ordine alfabetico)   1 Bozzetti Maria Rita, nata a Roma 2.Campa Antonio nato a Galatina (Le) 3 Diso... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea per Modifica Statuto ed Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo
Sulla base di quanto deliberato durante l'ultima Assemblea, giovedì 27 febbraio 2020 si procederà alle elezioni del nuovo Consiglio Direttivo e all'approvazione delle modifiche dello Statuto. Si... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home Necrologi e ricordi Necrologi e Ricordi Ricordo di Antonio Mangione a un anno dalla scomparsa
Ricordo di Antonio Mangione a un anno dalla scomparsa PDF Stampa E-mail
Necrologi e Ricordi
Scritto da Antonio Lucio Giannone   
Mercoledì 25 Novembre 2015 07:12

Un anno fa, esattamente  il 25 novembre 2014, all’età di ottantasette anni, si spegneva Antonio Mangione.  Studioso un po’ appartato, ma serio e rigoroso, Mangione ha offerto contributi importanti nel campo della letteratura italiana, e in particolare salentina, del Seicento e dell’Otto-Novecento. Nato a Soleto nel 1927, si laureò in Lettere all’Università di Roma discutendo una tesi su Giovanni Berchet con Alfredo Schiaffini, illustre storico della lingua italiana, da cui gli derivò una solida preparazione filologica. È vissuto e ha operato sempre a Lecce, dove è stato a lungo docente di materie letterarie nell’Istituto tecnico commerciale “Costa” e, per un certo periodo, anche assistente straordinario di Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università e incaricato del corso speciale di questa disciplina all’Accademia di Belle Arti.

Incominciò la sua attività critica con saggi su scrittori minori dell’Ottocento come Giovanni Berchet, Arrigo Boito e Remigio Zena, al quale dedicò il volumetto Sperimentalismo fine secolo di Remigio Zena poeta (Lecce, Milella, 1969). Poi si indirizzò verso lo studio della cultura letteraria salentina messa in rapporto con quella nazionale, secondo una concezione policentrica della storia della letteratura italiana. In quest’ambito ebbe il merito di riscoprire autori e opere dimenticate come il romanzo storico ottocentesco Il rinnegato salentino ossia I martiri d’Otranto, di  Giuseppe Castiglione, di Sannicola di Lecce, in cui veniva rielaborato il noto episodio dell’invasione turca di Otranto nel 1480. Di esso curò la ristampa nella “Biblioteca dell’Ottocento italiano” diretta da Gaetano Mariani per l’editore Cappelli di Bologna nel 1974, interpretandolo come rappresentativo di certe costanti antropologiche della società meridionale. Ritornò su questo scrittore in Castiglione inedito: manzonismo salentino (ed altro) (Lecce, Edizioni Orantes, 1985),  e su di lui e altri scrittori, quali Leonardo Antonio Forleo, di Francavilla Fontana, e Francesco Prudenzano, di Manduria, nel volume Narratori salentini dell’Ottocento. Forleo, Castiglione e Prudenzano, apparso nel 1981 nella “Biblioteca salentina di cultura” diretta da Mario Marti per le edizioni Milella di Lecce.

Per la stessa collana, che contribuì a fondare, nel 1997 portò a termine una fatica improba: la cura della monumentale edizione, in due tomi, del poema epico seicentesco Il Tancredi, del leccese Ascanio Grandi, pubblicata quell’anno presso l’editore Congedo di Galatina. Con questo lavoro, ricco di indicazioni linguistiche ed esegetiche ma anche di illuminanti osservazioni critiche, Mangione ha riportato all’attenzione un’opera significativa della civiltà barocca, che ebbe a Lecce e nel Salento, com’è noto,  uno spiccato rilievo e una sua originale configurazione, non solo in campo architettonico e artistico, ma anche in campo letterario.

Oltre che a Marti, è stato vicino anche a un altro maestro degli studi letterari, Oreste Macrì, collaborando alla nuova serie della rivista “L’Albero” ripresa proprio da Macrì e Donato Valli nel 1970. Interessato ai rapporti tra letteratura e arte, ha rivolto l’attenzione ad alcuni dei maggiori pittori pugliesi del Novecento come Raffaele Spizzico, Lino Suppressa  e Nino Della Notte, da lui conosciuti e frequentati. Di Della Notte curò una splendida monografia nel 1985 con le edizioni Schena di Fasano, in occasione di una grande mostra retrospettiva dell’artista scomparso qualche anno prima. Si è occupato anche dei due maggiori poeti dialettali salentini del secolo passato, il cegliese Pietro Gatti e il magliese Nicola G. De Donno, con i quali stabilì fecondi sodalizi, umani e intellettuali. L’ultima raccolta poetica di De Donno, Filosofannu? Cu lle vite, la Vita? Ma la Vita è scura, del 2002, nasce proprio da uno scambio epistolare con il critico, al punto che il sottotitolo recita, non a caso, Discorrendo con Antonio Mangione.

Più di recente, ha preso in esame l’opera poetica di Vittorio Bodini, commentando i suoi libri di versi, La luna dei Borboni, Dopo la luna e Metamor, in tre pregevoli volumetti apparsi nella collana “Bodiniana” delle edizioni Besa di Nardò tra il 2006 e il 2010. Qui Mangione ha condotto un lavoro accurato e scrupoloso, offrendo a  studiosi, docenti e lettori uno strumento fondamentale di conoscenza e di approfondimento della non facile poesia di Bodini. Nei suoi commenti egli si serve di tutto il materiale disponibile (prose, scritti critici, lettere) dello scrittore salentino per chiarire e precisare luoghi particolarmente oscuri, offrendo al tempo stesso un’acuta interpretazione della lirica bodiniana. Per questo lavoro, nel 2013, ricevette una Targa a Cocumola, in occasione del Premio “La luna dei Borboni”.

Se n’è andato proprio nell’anno del centenario della nascita del poeta leccese, lasciando un profondo rimpianto in quanti lo hanno conosciuto e ne hanno apprezzato il carattere mite  e la generosità, così rara ai nostri giorni anche tra gli uomini di cultura.

 

 


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