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Roma Brindisi e Roma Bari, due mondi diversi - (23 novembre 2015) PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Venerdì 27 Novembre 2015 16:06

[“Nuovo Quotidiano di Lecce” di lunedì 23 novembre 2015]

 

Mamma ho perso l’aereo. Arrivo a Fiumicino e, una volta tanto, l’aereo è precisissimo. Io no. Lo perdo. E’ sabato. Devo comprare un altro biglietto. L’impiegata della biglietteria mi dice che il volo successivo per Brindisi è alle 21 e 20. Sono le 14.10. Già questo mi inquieta. Ma poi mi dice il prezzo: 380 euro. Però, mi dice, se vuole andare a Bari c’è un aereo alle 17 e costa 80 euro. Sempre Alitalia, ovviamente.

Lo prendo. E penso, tra me e me, chissà che calvario arrivare a Lecce. Arrivo a Bari alle 18 spaccate. Esco dal varco degli arrivi pronto a cercare qualche segnale che mi dica come arrivare a Lecce. Non ce ne sono, ma c’è un segnale enorme che dice: Stazione Ferroviaria. E’ sopra la porta della Stazione Ferroviaria. Entro. Sono le ferrovie locali, il corrispondente delle “nostre” Sud Est. E’ tutto nuovo. Il treno che mi porta da dentro l’aeroporto di Bari alla stazione ferroviaria di Bari costa 5 euro, ed è nuovissimo. Arrivo alla stazione di Bari alle 18.45. Compro il biglietto per Lecce. 20 euro. Parte alle 19. Alle 20 e 10 sono a Lecce. Un’ora prima della partenza dell’aereo che da Roma avrebbe dovuto portarmi a Brindisi. Poi avrei dovuto trovare il modo di arrivare a Lecce. Se si perde il pullman (succede, se gli aerei sono in ritardo, e lo sono) non c’è che il taxi: 60 euro, se va bene. Costi e tempi sono stratosfericamente differenti: come mai?

Confesso che a me del Freccia Rossa non importa gran che. Non di quello per Milano. Mi piacerebbe se ci fosse per Napoli (non Caserta: Napoli!) e Roma. Le distanze lo renderebbero conveniente rispetto all’aereo. E vorrei un bel collegamento tra l’Aeroporto del Salento e il Salento, simile a quello che collega l’Aeroporto di Bari con la parte settentrionale della Puglia.

Il Quotidiano ha iniziato la battaglia per le Sud Est, dopo aver vinto la battaglia del Freccia Rossa. Credo che si tratti di una battaglia giustissima, che dà un ruolo cardine all’espressione del sentire pubblico attraverso la libera stampa.

Si sono fatti molti passi avanti da quando, nel 1987, arrivai per la prima volta a Lecce. A Bari bisognava cambiare il locomotore, perché la ferrovia non era elettrificata. E c’era un solo binario. E se si prendeva l’auto, arrivare a Bari era un’impresa. La strada era a doppio senso ed era pericolosissima. Ora la situazione è ben diversa. Ma non è ancora ottimale. Provate ad andare a Taranto da Lecce. Meglio passare da Brindisi. C’è un pezzo di superstrada che inizia dal nulla e finisce nel nulla, a parte quel breve tratto “normale” bisogna attraversare i “paesi” e il viaggio diventa arduo (la segnaletica spesso sembra progettata da un tecnico in stato di ebrezza). Si è fatto un solo lotto di quella strada, e poi basta. In compenso abbiamo fatto due superstrade parallele per andare da Lecce a Maglie.

Vedo che le Sud Est hanno comprato i vagoni nuovi, ma non hanno il locomotore. Complimenti! Vedo tristemente i filobus viaggiare vuoti (a parte quello per Ecotekne) nell’inutile intrico di pali e fili (che chissà quanto sarà costato).

Questa esperienza di viaggio mi ha fatto vedere una Puglia che funziona a confronto di una Puglia che funziona meno bene. Saranno i baresi cattivi ad essersi prese tutte le risorse? o c’è qualcuno che in questa parte della Puglia sperpera le risorse che comunque arrivano? Temo che la seconda risposta sia più aderente alla realtà. Non ho dubbi che tutte le scartoffie siano in ordine e che tutti gli adempimenti formali siano perfetti. Però sarebbe bello sapere quali investimenti sono stati fatti per la viabilità e quali risultati sono stati ottenuti. Così, per curiosità. Perché siamo nell’obiettivo 1 dell’Unione Europea e i soldi per le infrastrutture ci sono. A volte non vengono spesi, altre volte vengono spesi in modo non molto efficiente.

Il principio di responsabilità non viene mai fatto valere. Oppure vale in termini giuridici, e la giungla di rimpalli di responsabilità spesso porta a situazioni inestricabili. La colpa non è mai di nessuno. I soldi ci sono, le opere o non vengono fatte o vengono fatte male, e tutto continua come se niente fosse. A Bari, evidentemente, hanno adottato un sistema differente.

Sono a conoscenza dell’astio tra le due città e del complesso di superiorità che affligge i rispettivi abitanti, nel confronto con i “cugini”. Dato che vivo a Lecce, lasciatemi dire che, dovendo decidere, la preferisco: vivere a Lecce è una meraviglia. Però, in questo campo, i baresi ci danno una lezione non da poco.

 


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