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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
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Stagione teatrale a Lecce
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Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Lunedì 14 Marzo 2011 17:02

 

Darwin vietato ai minori

 

Sta per uscire un film su Darwin, si chiama The Creation. Darwin, ogni tanto, ha usato la parola Creazione per riferirsi alla Natura, nel suo libro più importante. Ho visto il trailer del film, disponibile in rete. Se si cerca su un sito statunitense si vede anche la classificazione assegnata dall'organo di controllo che valuta i film: PG. PG vuol dire Parental Guidance, e ammonisce che un minore di 13 anni deve guardare il film sotto la guida di un genitore, perché altrimenti potrebbe essere turbato. Non so bene se nel film ci siano scene di sesso estremo, o gesti di particolare violenza, ma non credo. Temo che la minaccia per i giovani sia l'idea proposta da Darwin: l'evoluzione. Un'idea pericolosa. Questa stessa posizione fu condivisa da Letizia Moratti quando, da Ministro dell'Educazione (o della Pubblica Istruzione), decise che fosse meglio togliere l'evoluzione dai programmi della scuola dell'obbligo. Era meglio non turbare le giovani menti con idee e concetti destabilizzanti. Ovviamente nello stesso percorso didattico restava l'ora di religione, con tanto di Creazione.

Negli USA, la Corte Suprema ha respinto la richiesta dei fondamentalisti religiosi di avere la Creazione a fianco dell'Evoluzione nell'ora di scienze. Non c'è religione nella scuola pubblica statunitense (anche se sul dollaro c'è scritto: Noi abbiamo fede in Dio), e la Corte Suprema decise che scienza e religione sono due cose differenti: richiesta respinta. Da noi, la proposta non fu di mettere Creazione e Evoluzione assieme, ma di togliere l'Evoluzione, lasciando la Creazione. La situazione non è ancora stata chiarita definitivamente, anche se una commissione ministeriale di saggi, ovviamente, ha ribadito che l'evoluzione va insegnata. Recentemente ci sono stati altri attacchi all'evoluzione. Il Vice-Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, uno storico del cristianesimo che insegna in un'Università privata, ha promosso, presso la sede del CNR, un convegno dal titolo Evoluzionismo: il tramonto di un'ipotesi. Poi, con il supporto finanziario del CNR, ha stampato un libro dallo stesso titolo. Tutto ciò nel 2009, l'anno di celebrazione del 200 anniversario della nascita di Charles Darwin e del 150 anniversario della pubblicazione del libro che ha cambiato per sempre il nostro modo di vedere il mondo: L'Origine delle Specie. Per chi non sia esperto di queste cose, il messaggio potrebbe essere che, per il CNR, la teoria dell'evoluzione è una teoria ormai sorpassata. Con tanto di avallo da parte del massimo ente di promozione della ricerca del nostro paese, il CNR, appunto. Io non voglio qui affermare che l'evoluzione sia una verità inconfutabile e non criticabile. Però, oggi, chi si occupa di scienze della vita in modo professionale non trova spiegazione alternativa all'evoluzione per comprendere come la vita sia arrivata alla situazione attuale, partendo dalle sue origini. Ci sono tantissime cose che non abbiamo capito (prima di tutto l'origine della vita), e tutto può essere messo in dubbio e criticato. La scienza procede così. Ma dire che l'evoluzionismo è un'ipotesi tramontata non corrisponde a verità. Il 99.99% dei biologi spiega la diversità della vita con i processi evolutivi. La cosa paradossale è che il Presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze si è sentito in dovere di difendere l'evoluzione dagli attacchi del Vice Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il Vaticano difende l'evoluzione, dopo aver riabilitato Galileo. Non ci sono problemi per la fede a ritenere valido il paradigma evoluzionista.

 

E' triste che alcuni periodici e quotidiani (Micro Mega, Repubblica, Corriere della Sera) abbiano criticato il CNR  per le posizioni del suo Vicepresidente (che rimane al suo posto, per mandato ministeriale), e che altri quotidiani (Giornale e Libero) abbiano difeso il povero Vicepresidente dagli attacchi degli integralisti della scienza. Traduco: essere evoluzionisti è di sinistra, per cui, se si è di destra, bisogna essere antievoluzionisti.

Lo stesso vale con l'ecologia e il cambiamento globale. Chi si preoccupa dell'integrità ambientale è di sinistra, mentre chi è di destra deve negare che l'ambiente stia correndo dei rischi a causa nostra.

Questo è sintomo di profondo degrado culturale. Le questioni scientifiche diventano faccende da ultras di tifoserie opposte e chi non è del mestiere assiste a esibizioni di persone urlanti che affermano tutto e il contrario di tutto, senza avere strumenti per capire da che parte potrebbe pendere la bilancia della ragione.

Ribadisco: non sto affermando che l'evoluzione sia una verità non criticabile, però è vero che, oggi, tutti quelli che studiano la vita la ritengono la spiegazione più valida a rispondere a domande tipo: da dove vengono le specie che oggi abitano il pianeta, e noi stessi? L'adeguamento di questo alla religione non fa che ritenere che, ovviamente, il soffio divino nel fango sia un'allegoria, e che il soffio avrebbe tranquillamente potuto trasformare un antenato scimmiesco in un uomo. Scimmie al posto di fango. Dove sta il problema? Alle vignette che ridicolizzano l'origine scimmiesca dell'uomo potrebbero essere contrapposte vignette che ridicolizzano l'origine della nostra specie dal fango. La religione più evoluta non avversa Galileo e non avversa Darwin.

La cosa triste è che si pensi di nominare persone come l'attuale Vicepresidente del CNR a ricoprire cariche che stanno coprendo di ridicolo la nostra comunità scientifica agli occhi del mondo, e che persino il Vaticano scenda in campo a difendere l'evoluzione. Riviste come Science e Scientific American hanno pubblicato articoli increduli su questo evento che ridicolizza il CNR, vicepresieduto da un personaggio con nette posizioni antiscientifiche, nominato dal ministro.

Darwin non è da vietare ai minori di 13 anni. Darwin è patrimonio universale della nostra migliore cultura, non è né di destra né di sinistra. Marx lo ha adoperato per alcune sue tesi, e lo stesso ha fatto Hitler, ma anche la Bibbia è stata adoperata per compiere nefandezze orrende. E nessuno si sogna di dire che allora vada rigettata e che non possa essere il fondamento di un credo religioso. Scienza e religione sono nettamente separate ma, se usate con una solida base culturale, possono persino trovare molte forme di convergenza. Purtroppo la solida base culturale manca. E questo va oltre il sapere i teoremi e le poesie. Manca una serena e distaccata visione del mondo, che permetta di distinguere chi cerca davvero di capire da chi fa affermazioni prive di fondamento. L'evoluzione non è un'ipotesi tramontata, chi lo afferma racconta una frottola. Per il momento è la spiegazione migliore che abbiamo. La getteremo alle ortiche quando se ne troverà una migliore. Ma il soffio nel fango no, non basta neppure al Vaticano, in senso letterale.

 

 

Ufficio Complicazione Affari Semplici, ovvero da Bassanini a Bertolaso alle...meduse

 

In interventi passati ho parlato di politiche della ricerca e della didattica. Ho preso in considerazione vari aspetti, ma gli eventi di questi giorni mi danno l'occasione per denunciare una situazione che mina alla base l'efficacia del nostro agire, si tratti di ricerca o di didattica. In effetti sto parlando di meccanismi che minano alla base quasi tutto il nostro vivere. Mi riferisco alla burocrazia. Bertolaso, parlando della Protezione Civile, un giorno ha detto: se ci sono delle cose da fare, dobbiamo saltare tutte le procedure burocratiche perché, se le rispettassimo, non riusciremmo a fare proprio nulla. E' un'affermazione gravissima. Significa che, con le procedure attuali, agire è quasi impossibile. Bassanini, nella sua riforma, fissò un principio cardine: gli obiettivi vengono prima degli adempimenti. Disse questo perché gli adempimenti burocratici avevano raggiunto un livello di complessità tale da rendere impossibile il raggiungimento degli obiettivi. Come dire: operazione riuscita, paziente deceduto! Non so se la procedura sia cambiata ma, fino a qualche anno fa, nella mia Università, fare una riunione di commissione concorsuale in via telematica richiedeva cinque autorizzazioni, cioè cinque firme. Si tratta di una riunione formale, e l'autorizzazione è sempre stata concessa. Ma la procedura va rispettata. Ogni firma richiede almeno due giorni, e quindi se ne vanno dieci giorni per una mera formalità. Non parliamo del resto del concorso. Basta un verbale non siglato in tutti i suoi fogli e si corrono rischi di invalidazione. Questo si chiama: Ufficio Complicazioni Affari Semplici, l'UCAS. L'Ufficio più efficiente di tutta la macchina amministrativa del nostro paese. Ora si è aggiunto il Ministero per la Semplificazione, quando la legge Bassanini è ancora in gran parte disattesa. Ma è meglio fare un'altra bella serie di leggi, tanto per semplificare. Oggi, per pagare un collaboratore che lavori alla realizzazione di un progetto, bisogna attraversare una procedura che a volte può essere più lunga della durata del progetto. Risultato: si ha il personale a disposizione quando non serve più. La procedura di conferimento dell'incarico va in porto, ma si diventa inadempienti verso l'ente finanziatore. Gli amministrativi del mio dipartimento, poveretti, sono mortificati, ma le procedure li obbligano a metterci i bastoni tra le ruote. Ho realizzato diversi progetti europei, e sono andato incontro a verifiche finanziarie (i financial audits). Un occhiuto ispettore deve verificare la veridicità di ogni fattura, e chiede conto di ogni viaggio: se manca una carta d'imbarco sono guai. Non ho mai subìto una verifica dei risultati. C'è gente che riceve finanziamenti milionari, in euro, e ha, come risultato, il fatto di aver ricevuto finanziamenti. Tutta la burocrazia è perfetta, e non importa se non ci sono risultati. Ho ricevuto un finanziamento dalla Fondazione Nazionale per le Scienze degli Stati Uniti. I soldi sono arrivati con un assegno a mio nome, in una busta recapitata per posta. Nessuno mi ha mai chiesto conto di come li abbia spesi. Non sapevo che non me le avrebbero chieste, e quindi avevo tutte le scartoffie. Quando ho chiesto quando avrei dovuto giustificare le mie spese, si sono sorpresi: ci hai mandato risultati che andavano oltre le aspettative, a noi non interessa come hai speso quei soldi, ci interessa che il valore di quel che ci hai fornito addirittura superi il valore dei finanziamenti che ti abbiamo concesso. Se non avessi prodotto qualcosa di significativo, allora saresti stato nei guai. In quel momento ho capito perché la ricerca degli USA supera quella europea. Ho lavorato un anno negli USA, e anche loro si lamentano della burocrazia. Ma quando vengono qui non capiscono come facciamo a lavorare. Io passo più tempo a fare riunioni e a spingere scartoffie fuori dalla mia scrivania che a fare le cose per le quali ho ricevuto un'istruzione formale. Il che significa che, comunque, sarò sempre un cattivo e svogliato burocrate. E che non riuscirò ad esprimere al meglio le mie capacità professionali, visto che devo combattere ogni giorno con la macchina amministrativa. Sto cercando di organizzare una nuova laurea biennale, e sono sopraffatto dalle inutili complicazioni. Il Ministero cambia regole quasi mensilmente. La soluzione non può essere quella di Bertolaso, comunque. Perché non è giusto che alla fine tutto diventi meritevole di una deroga, non solo i soccorsi dopo un terremoto, ma anche la costruzione di una piscina. Ho ricevuto il primo finanziamento della mia vita per un progetto sulle meduse. Era un periodo in cui ce n'erano tantissime. Ma quando arrivarono i soldi erano scomparse!  Tra il bando per il finanziamento, la preparazione del progetto, la valutazione dei progetti, l'erogazione dei finanziamenti, era passato più di un anno. Ancora oggi sono pochi a studiare questi animali, perché la loro presenza non rispetta le scadenze burocratiche. Dato che possono costituire un pericolo per la salute pubblica, l'anno scorso ho persino contattato la Protezione Civile, per evitare le trafile. E mi sono scoperto anche io a cercare di saltare la fila. Un tempo si parlava della lotta tra amministrativi e creativi, ora la lotta è finita. Ha vinto l'amministrazione. Non ci sono dubbi. E se sgarri di un millimetro, ti fulminano. Gli adempimenti sono più importanti degli obiettivi, la forma prevale sulla sostanza. Certo, se non ci sono controlli adeguati, poi ci può essere chi se ne approfitta. Ma è anche vero che la rimozione delle eccessive barriere amministrative può anche richiedere un po' di olio. Così i controllori devono essere controllati. Ma chi controlla i controllori dei controllori? Ma è ovvio: altri controllori. A loro volta controllati da altri controllori. Potrebbe essere un sistema: corromperli tutti diventa talmente dispendioso che si rinuncia. Forse è questo il piano segreto. Ma il sistema sta crollando sotto il proprio peso. Non ce la facciamo più a sopportarlo. Vien da dire: lasciateci lavorare! E valutateci per quel che facciamo. Però questo non autorizza Bertolaso, se lo ha fatto, ad andare a puttane con i soldi di quelli a cui dava gli appalti. Anche se ha raggiunto gli obiettivi. A me resta comunque una curiosità: ma la spazzatura di Napoli, dove l'ha messa? Sotto al tappeto di chi? Non posso non concludere dicendo che se le leggi degli adempimenti cozzano con quelle dei risultati, quali sono quelle che devono prevalere? Da noi non ci sono dubbi: le leggi degli adempimenti. C'è però un piccolo dettaglio: le scartoffie non si mangiano, e sappiamo già che Bisanzio ha fatto una brutta fine.

 

 

Niente ecologia nella scuola!

 

La riforma delle medie superiori vede un grande sviluppo della matematica, e questo viene applaudito da tutti. In effetti gli studenti che arrivano all’università (almeno quelli che incontro ormai da 25 anni) sono di un’ignoranza quasi totale su tutto. Non sanno come funziona il loro corpo, non parliamo di come funziona un ecosistema, spesso non parlano italiano correttamente e, ovviamente, non sanno neppure come risolvere un’equazione. Se però inizio con “Ei fu siccome immobile...” tutti sanno andare avanti. Se dico: “Nulla si crea, nulla si distrugge” tutti, in coro, mi rispondono “tutto si trasforma”. Se poi chiedo cosa significhino queste parole, raramente lo sanno. Bevi un litro di birra, poi vai a fare la pipì. Che strada ha fatto la birra per diventare pipì? A questo non sa rispondere nessuno. Il mistero della pipì. Per qualcuno il bue è il maschio della mucca, e il toro è il maschio della vacca. Ovviamente respiriamo per portare dentro ossigeno, e portiamo dentro ossigeno per respirare. Respiriamo continuamente, e ogni tanto facciamo la pipì. Raramente risolviamo equazioni. Non avere neppure curiosità per il quotidiano che più ci riguarda da vicino è il più cocente fallimento della scuola. I ragazzi imparano a dare risposte, ma sono rari i casi in cui fanno domande. Il mio ricordo della matematica è legato a teoremi da imparare a memoria e esercizi da risolvere. In moltissimi casi, a detta degli studenti, è ancora così. Lasciatemelo dire: fatta così la matematica non serve a niente, e si ottiene l'effetto opposto: si allontanano gli studenti dalla disciplina. Non vorrei essere frainteso, la matematica è importantissima, ma deve essere insegnata per quel che è: una lingua che mette in rapporto cose, non uno strumento di calcolo con regole stereotipate, da imparare a memoria. Questo è l’aspetto più triviale della disciplina. Una domanda facile facile: come scrivevano i numeri i romani? Lo sanno tutti. Ecco la prossima domanda: come scrivevano i numeri i greci? Non lo sa quasi nessuno. Se lo sapete, buon per voi, se non lo sapete: andatevelo a cercare! Se avete la curiosità. Ma di solito non c'è, la curiosità.

Tutti comunque parlano di italiano e di matematica come le fondamenta dell’istruzione. Concordo per l’italiano, ma permettetemi di dire che matematica non è sinonimo di scienza, come invece pare che sia. La matematica è la lingua della fisica, ma man mano che la complessità degli oggetti da investigare aumenta, la matematica diventa sempre meno potente. Non pensiamo che tutto possa essere ridotto in numeri, e che esistano formule magiche che ci permettano di prevedere il futuro. Questo è possibile in alcuni ambiti, ma è impossibile in altri. La storia, per esempio. La storia non si può prevedere con un’equazione e con la misurazione di qualche indicatore. Eppure gli economisti hanno pensato di poter prevedere il funzionamento dei sistemi economici usando potenti modelli matematici. Il funzionamento dei sistemi economici dipende dalla storia, da quel che avviene. E abbiamo visto quanto questi modelli matematici siano affidabili: non lo sono affatto. La storia è regolata da leggi, forse esprimibili con qualche notazione matematica, ma è anche condizionata da piccoli fatti, da contingenze, che non possono essere tutte comprese in un modello matematico, e che possono mettere in crisi le leggi. In certi posti una piccola scappatella di un uomo politico (una contingenza) fa crollare un sistema di potere, in altri posti eventi ben più gravi non scalfiscono chi detiene il potere. Non si spiega con un'equazione. Solo gli astrologi fanno previsioni in sistemi storici, e nessuno li considera scienziati, anche se fanno astrusi calcoli basati su congiunture astrali.

Benissimo la matematica (fatta bene) ma non dimentichiamo le altre scienze. Quelle in cui la matematica serve a poco. Oppure quelle in cui la matematica è stata adoperata e ha fatto disastri (ad esempio le scienze economiche, o le scienze naturali).

Darwin ha espresso bene questo concetto. Ha scritto: gettate in aria una manciata di piume e tutte cadranno al suolo obbedendo a precise leggi. Darwin si riferiva alle leggi della gravitazione universale di Newton, e ai principi di Galileo sulla caduta dei gravi. Ma poi ha aggiunto: ma come è semplice questo problema se confrontato alle azioni e reazioni delle innumerevoli piante e animali che hanno determinato, nel corso dei secoli, le abbondanze relative e le specie di alberi che ora crescono in un determinato luogo.

Darwin parlava di storia naturale, e l’evoluzione è la storia della vita. Non si può prevedere l’evoluzione con un’equazione. L’origine delle specie, il più importante libro scientifico di tutti i tempi, quello che ha cambiato la nostra visione del mondo, non è basato sulla matematica.

Benissimo imparare la matematica, lo ripeto ancora a scanso di equivoci, ma malissimo pensare che tutto possa essere ridotto in numeri e che esistano strumenti matematici in grado di predire il futuro di sistemi complessi. I disastri attuali nella gestione dell’economia e degli ecosistemi si basano proprio su questa presunzione.

Benedetto XVI, nel suo discorso di inizio d’anno “Se vuoi custodire la pace devi custodire l’ambiente” ha chiesto di mettere più ecologia nei programmi di insegnamento. Maria Stella Gelmini che, a quanto si dice, è nipote di don Gelmini, pare non abbia seguito l’esortazione papale. Peccato! Sarà per un’altra riforma.


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