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La sindrome di SLFLFAN PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Mercoledì 16 Marzo 2016 17:29

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di mercoledì 16 marzo 2016]


Il referendum del 17 aprile ci chiede: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. La domanda non è: Trivelle si, Trivelle no. Ci si chiede solo se vogliamo rinnovare le concessioni a estrarre combustibili fossili dai siti da cui le estraiamo ora, nelle nostre acque territoriali. Anche se i giacimenti possono ancora dare gas e petrolio, alla fine delle concessioni smetteremo di estrarre combustibili fossili. La domanda non riguarda le future concessioni, ma solo il rinnovo delle vecchie.
Un argomento a favore delle trivellazioni riguarda un atteggiamento molto comune: lo fanno gli altri paesi, perché non noi?
Gli ambientalisti sono spesso accusati (a volte a ragione) della sindrome NIMBY (Not In My Back Yard: non nel mio cortile): ma perché proprio qui? Fatelo laggiù! La sindrome speculare dice: Se Lo Fanno Loro Facciamolo Anche Noi: la sindrome SLFLFAN (me la sono inventata proprio ora): gli altri trivellano e noi siamo gli unici fessi a non trivellare? Peccato che 198 paesi, incluso il nostro, abbiano firmato gli accordi della 21 Conferenza delle Parti (COP 21) in cui ci impegniamo a iniziare un percorso virtuoso che ci dovrà portare ad abbandonare i combustibili fossili e a usare energie rinnovabili. C’è bisogno di nuova tecnologia che privilegi il capitale naturale e che non lo sacrifichi per la crescita del capitale economico (sto parlando di sviluppo, di crescita economica). Stiamo firmando accordi su accordi che promettono l’abbandono dei combustibili fossili. Ma un attimo dopo decidiamo di trivellare il mare e di estrarre petrolio, con lo Sblocca-Italia.
Insomma, da una parte promettiamo di smettere e di essere virtuosi, e dall’altra programmiamo di continuare per i prossimi decenni, cercando, estraendo ed utilizzando combustibili fossili.
Il referendum, tecnicamente, non dice no a queste confuse decisioni. Dice no al rinnovo delle vecchie concessioni. Non ne vieta di nuove. Politicamente, però, lo dice eccome un NO, anche se per dire NO bisogna votare SI. Se il referendum fallisse, il segnale sarebbe: va bene così, continuate tranquilli, la maggioranza del paese è con voi, contro quei fanatici antiscienza dei NIMBY, e prevarrebbe il SLFLFAN.
Manca una seria politica energetica nel nostro paese (e anche una solida cultura ambientale). La storia iniziò nel 1974, con lo Scandalo dei Petroli: i petrolieri corruppero il governo per NON fare la scelta nucleare. Le centrali andavano a gasolio e avrebbero avuto una grossa perdita se si fosse passati al nucleare. Il modo per convincere i politici si trova sempre…. Perché, chissà come mai, alla fine i governi fanno sempre scelte che privilegiano gli interessi dei petrolieri, delle banche, e di altri poteri. Ai cittadini non rimane che il voto. E’ triste vedere che ci sono due chiese contrapposte. Da una parte i NIMBY e dall’altra gli SLFLFAN, ognuno fermamente convinto della bontà dei propri convincimenti. La mia posizione è chiara, sono un SLFLFAN, nel senso che dico: Se Lo Fanno Loro (di abbandonare i fossili e passare alle rinnovabili) Facciamolo Anche Noi. Confesso che i NIMBY mi sono sempre stati antipatici, e scommettiamo che quando si deciderà di dove mettere le scorie nucleari queste non finiranno in certe regioni, ma in altre? Scommettiamo? E la parte più forte del paese deciderà che non le vuole nel proprio cortile e le metterà nel cortile della parte più debole? E se questa protesterà sarà tacciata di sindrome NIMBY?

 


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