Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home
Viva l’Università del Salento! - (5 aprile 2016) PDF Stampa E-mail
Universitaria
Scritto da Ferdinando Boero   
Martedì 05 Aprile 2016 12:15

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di martedì 5 aprile 2016]

 

L’Università del Salento ha il primato negativo nazionale, rispetto a tutte le Università italiane (siamo superati solo da due università telematiche), per la presentazione di prodotti della ricerca ai fini della valutazione delle università. Ogni docente era chiamato a presentare i suoi prodotti, per rappresentare con il proprio lavoro quello che l’Università produce per contribuire al progresso della conoscenza, una delle missioni fondamentali dell’istituzione universitaria. La mancata presentazione è una forma di protesta per il blocco degli scatti stipendiali. Devo dire che sono stato tentato anche io di non presentare i miei prodotti, ma per altri motivi. L’Università del Salento ha puntato pochissimo sulla qualità della ricerca. L’esito delle precedenti valutazioni non ha minimamente influito sulle scelte dell’Ateneo, che ha perseguito politiche di retroguardia, miranti solo alla didattica, disaccoppiata dalla ricerca. La strategia dell’esamificio non paga. E ora eccoci qui, a dimostrare con il primato nazionale nel rifiuto alla valutazione, che la ricerca non ci entusiasma. Il Rettore sa che l’errore è strategico, e continua a stimolare dall’interno e all’esterno la necessità di azioni dimostrative che invertano questa nefasta tendenza.

Abbiamo ricevuto una montagna di denaro per appalti edilizi. Avrebbero dovuto essere il volano per costruire realtà scientifiche che avrebbero attirato finanziamenti con le proprie progettualità, basate su solida reputazione in campo scientifico. E invece… Se siamo in queste condizioni è ovvio che la gestione messa in atto sino ad ora non va bene. Ora chiediamo aiuto, ma per chiedere aiuto bisogna proporre qualcosa di nuovo. Che cosa proporre?

La riforma dell’Università ha praticamente chiuso le Facoltà e ha ristretto gli spazi di interazione tra le discipline, costrette all’interno di Dipartimenti sempre più monotematici. L’Unione Europea, invece, chiede sempre più approcci integrati, olistici, ecosistemici. Visioni che riescano a comprendere il “tutto” e non solo la sua scomposizione in “parti”. Troppo spesso abbiamo affrontato problemi complessi con soluzioni di breve termine di problemi specifici che non tenevano in considerazione gli effetti a cascata che, nel medio e lungo termine, avrebbero creato problemi ancora più gravi di quelli apparentemente risolti. Bisogna saper guardare lontano, ma senza gettare via l’esperienza del guardare da vicino. Chi osserva la realtà al microscopio delle soluzioni a breve termine deve almeno poter parlare con chi usa il telescopio di chi guarda al medio e lungo termine. L’Università monodisciplinare, focalizzata all’iperspecializzazione, ha fatto il suo tempo. Deve restare l’alta professionalità, ma ci vuole maggiore elasticità di vedute, per essere equipaggiati intellettualmente al continuo cambiamento che caratterizza questa parte della storia. Se ci si è formati all’interno di un recinto disciplinare, raramente si riuscirà ad uscirne. Bisogna abbattere i recinti, e andare contro la tendenza imperante, annusando l’aria del cambiamento, per inseguirlo. Prima degli altri. E, da ultimi, si può ambire a diventare primi.

Sono quasi trent’anni che lavoro all’Università del Salento. So che i talenti sono tanti e di ottimo livello. Vanno messi assieme, devono interagire, rinforzarsi a vicenda, con il confronto e la collaborazione. Il salto, l’acrobazia concettuale, potrebbe essere un Dipartimento di Scienze Integrate. Dove ci sia spazio per tutto, dalla poesia alla fisica nucleare, dall’economia all’ecologia, dall’ingegneria alla geologia, dalla giurisprudenza alla storia, all’arte e la musica alla filosofia. Qualcosa che è già stato attuato, in passato. Lo fece Oronzo Limone con il quarto settore ISUFI, e lo fece Domenico Laforgia con Ingegneria Rinascimentale. Il Rinascimento della nostra Università si può attuare con un progetto. Mettere assieme tutti quelli che lavorano ad alto livello (sono tanti) per creare un nucleo che poi trascini tutto il resto, verso l’alto. Per sperimentare nuovi modi di fare didattica, e nuovi modi di fare ricerca. Che sia campione di progettazione europea, magari sostenuto da un forte ufficio amministrativo. Questa, per me, potrebbe essere una proposta su cui invitare a scommettere. Dicendo: abbiamo imparato dalle esperienze passate. Vogliamo fare qualcosa di nuovo, al passo con le richieste dei tempi. Su questo costruiremo le proposte didattiche, ma sappiamo che senza ottima scienza (e scienza qui equivale a conoscenza) non c’è gran che da trasmettere a chi si affida a noi per la propria formazione. Abbiamo ottima scienza, e vogliamo mescolare i vari ingredienti per fare qualcosa che risponda alle richieste del futuro, guardando lontano. Certo, forse gli ordinamenti attuali, la burocrazia, non lo permettono. Se ci faremo fermare dagli adempimenti, rinunciando agli obiettivi, il futuro sarà ancora più buio. Le regole si cambiano, se sono inadeguate ad affrontare i problemi che abbiamo davanti. Viva l’Università del Salento!


Torna su