A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
Home Saggi e Prose Ecologia Il leone e la gazzella - (10 maggio 2016)
Il leone e la gazzella - (10 maggio 2016) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Martedì 10 Maggio 2016 10:41

 

["Il Secolo XIX" di martedì 10 maggio 2016]


Nei primi documentari di Walt Disney il leone non prende mai la gazzella. La scena sarebbe troppo truce. Quando si scoprì che gli scimpanzé uccidono altre scimmie per mangiarle, molti rimasero male. Il panda ha un intestino da carnivoro e forse la scelta di mangiare bambù lo porterà all’estinzione, a causa della scarsa digeribilità del suo attuale alimento. La nostra biologia prevede una dieta mista di origine animale e vegetale, questa natura ha sviluppato una cultura, quella dei cacciatori e raccoglitori. E ancora ci sono centinaia di migliaia di onesti cittadini di sani principi che si divertono a uccidere animali selvatici. A volte li allevano, li liberano, e poi li prendono all’amo, o a fucilate. Quando prendiamo un pesce lo lasciamo morire sulla coperta della barca, soffocato dall’aria come noi saremmo soffocati dall’acqua. Siamo contenti se si muove ancora, quando lo compriamo. Per la sopravvivenza, comunque, deleghiamo agli allevatori il lavoro che una volta era dei cacciatori. Sappiamo come sono tenuti gli animali negli allevamenti industriali, cosa succede alle galline da uova, non parliamo di quel che si combina alle anatre per fare il fois gras. Solo che non avviene sotto i nostri occhi. I vegetariani non sono da meno. Con l’agricoltura miriamo a che cresca solo una specie. Il resto viene sterminato con insetticidi e erbicidi.
Ora, due rom hanno scannato un capretto, praticamente in pubblico. Un sacrificio, come quelli descritti nella Bibbia. A Pasqua mangiamo capretto in memoria di quel sacrificio. Solo che lo facciamo fare ad altri. Loro no, lo hanno fatto sotto gli occhi di tutti. Prima sono stati condannati, poi sono stati assolti perché la crudeltà verso gli animali è giustificabile per motivi religiosi. Non voglio commentare le decisioni dei giudici. Siamo biologicamente carnivori e dobbiamo uccidere altri animali. Non siamo mangiatori di carogne, come gli avvoltoi, che mangiano animali morti o uccisi da altri. Noi facciamo il “lavoro sporco”: li prendiamo, li uccidiamo e li dividiamo all’interno del gruppo. Ora lo facciamo industrialmente. Forse quel capretto dei rom ha fatto una vita più felice degli animali allevati industrialmente. E la sua morte è durata qualche secondo in più. Quanto basta per assolverci dalle nostre colpe di carnivori additando le colpe di altri carnivori. Forse potremo diventare come i panda e, pur avendo una biologia da carnivori, potremmo passare a una dieta vegetariana. I panda, occorre ricordarlo, sono una specie a forte pericolo di estinzione. Detto questo, ipocritamente, preferirei che certe scene non avvenissero sotto gli occhi di chi potrebbe riceverne una situazione sgradevole. I film porno mostrano quel che avviene spessissimo nelle camere da letto di persone normalissime. Uccidere animali e mostrarlo pubblicamente è come mostrare accoppiamenti tra umani. Fa parte della nostra biologia, ma deve restare non visto.

Torna su