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Per L’osceno del villaggio di Paolo Vincenti PDF Stampa E-mail
Recensioni
Scritto da Lucia Buttazzo   
Lunedì 30 Maggio 2016 16:07

Giornalista e scrittore Paolo Vincenti ha al suo attivo numerose pubblicazioni. In quest'ultimo volume, "L'osceno del villaggio"(Argo.menti Edizioni 2016), raccoglie in antologia una serie di suoi articoli usciti su testate giornalistiche e blog dal 16 novembre 2014 al 12 febbraio 2016. I temi trattati sono molteplici e riguardano ad ampio raggio la realtà contemporanea, la politica, il terrorismo, le nuove modalità di comunicazione, la pedofilia, l’Europa, mostrando le contraddizioni, gli autoinganni di un mondo dominato dalla superficialità un mondo “di pazzi”, in cui sempre più l’apparire prevale sull’essere, “siamo informati di tutto, ma non conosciamo niente”, in cui comportamenti e modi di pensare stereotipati, mascherati dal mito della modernità, si impongono sulla unicità e creatività del pensiero libero che certo non fa difetto all’autore.

I suoi giudizi si presentano con l’evidenza di un’argomentazione piacevolmente serrata che ha l’allure di un raffinato dialogo alla scoperta del vero. Spesso irriverenti, sono sempre “fuori dal coro” e per questo stranianti e stimolo alla riflessione. Pregi che permetto a buon diritto a Vincenti di fregiarsi del titolo di “opinionista” così incongruamente e facilmente attribuito.
La scrittura di Vincenti è straordinaria: elegante, agile leggera, ironica, a volte caustica, in grado di veicolare un profondo senso di giustizia e di indignazione morale, senza alcuna pesantezza. Balza subito la profonda e vasta cultura dell’autore, una cultura che non rimane ornamento, ma sottende la trama delle argomentazioni ed è sostanziale nel definirne il particolare stile.
Il titolo è preso in prestito da una trasmissione tv “Glob, l’osceno del villaggio” che per assonanza richiama lo "Scemo del villaggio” creatura marginale, alternativa, inserita nella società, portatrice talvolta per la sua semplicità di inediti punti di vista. Nel villaggio globale che è diventata la terra, si impone la ricerca dell’”osceno” etimologicamente “di cattivo augurio” oppure “fuori scena”, nell’interpretazione di Carmelo Bene, riportata dall’autore. Osceni sono, per citarne alcuni, i raggiri, i brogli, il plagio, l’uso che si fa dei social network”, dove circola la spazzatura del mondo, che galleggia”, il populismo “la becera demagogia”, la volgarità, i luoghi comuni, la pornografia che l’argomentazione di Vincenti ci presenta non trasgressiva, ma sconcia e ridicola. Alternative che occhieggiano tra le righe l’equilibrio, l’onestà intellettuale e morale, la cultura, la bellezza. Un libro intelligente da leggere per pensare e sorridere, arricchito dal fil rouge delle citazioni di versi di canzoni che introducono molti capitoli, tutti dai titoli accattivanti, e dalle illustrazioni di Melanton che scandiscono e commentano i passaggi più significativi.


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