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Programma di Novembre
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Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
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Nuove tragiche parole – (16 giugno 2016) PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 23 Giugno 2016 09:58

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di giovedì 16 giugno 2016]

 

C’è bisogno di nuove, tragiche parole per definire l’uccisione di persone per appartenenza di genere. Uccidere omosessuali è un omocidio, legato all’omofobia. Uccidere donne è un ginecocidio, legato alla ginecofobia. Androcidio dovrebbe essere l’uccisione di un maschio perché maschio. Ma gli androcidi sono rari. Sono sempre maschi ad uccidere femmine e omosessuali, quando si uccidono tra loro non vogliono uccidere dei maschi, vogliono uccidere avversari. La guerra è cosa da maschi. Gran parte degli omicidi, di qualunque genere, sono compiuti da maschi “normali”. Il ruolo biologico dei maschi, oltre alla fecondazione, è di difendere il territorio e di cacciare, e questo ha marcato profondamente il loro comportamento, la loro indole. I maschi, a parte rare eccezioni, aspirano a ruoli di comando ma non controllano la riproduzione e questo li rende incerti riguardo alla trasmissione dei geni alle generazioni future. La madre è sempre certa, il padre no. Questa mancanza di “controllo” ha portato i maschi ad atteggiamenti vessatori nei confronti delle femmine. E’ relativamente recente l’abolizione del reato di adulterio femminile (quello maschile non era punito). Ed è altrettanto recente l’abolizione del “delitto d’onore” che prevedeva pene lievi per i maschi che uccidevano la moglie fedifraga. E ci sono paesi in cui le fedifraghe vengono lapidate e l’omosessualità viene punita con la morte. La sodomia è spesso ritenuta un peccato ripugnante, equiparato alla pedofilia. I maschi “veri” non amano essere abbandonati dalle proprie femmine, e sono disgustati da accoppiamenti tra maschi. La reazione mette in campo l’unico argomento di esseri intellettualmente “primitivi”: la violenza. I maschi abbandonati uccidono chi osa lasciarli. E si sentono offesi, i maschi, nel vedere maschi che non si comportano da “maschi”, probabilmente per esorcizzare proprie omosessualità latenti e considerate inaccettabili. Uccidono gli omosessuali per uccidere la propria omosessualità. E uccidono le femmine per uccidere la propria impotenza.

Ci sono sempre stati, gli omocidi e i ginecocidi. Hitler, oltre a sterminare ebrei, zingari e disabili, aveva pianificato anche lo sterminio degli omosessuali.

Paradossalmente, le donne e gli omosessuali sono più “forti” di chi uccide, hanno il controllo del proprio corpo e decidono di conseguenza, dimostrando un’autonomia intollerabile. E sono uccisi da vigliacchi, visto che le vittime di solito non sono attrezzate per rispondere alla violenza con altrettanta violenza.

Se lo sfigato che ha ucciso più di 50 omosessuali in Florida fosse entrato in un locale frequentato dagli Hell’s Angels probabilmente sarebbe finito crivellato di colpi dopo la prima raffica. In quel locale, invece, non c’erano individui armati (solo un poliziotto fuori servizio ha cercato di fermarlo, senza successo). Omosessuali e donne sono non-violenti. E i bulli se la prendono con chi non ha le risorse fisiche per metterli al tappeto al primo tentativo di prepotenza. Questa violenza è fortemente connaturata nel comportamento maschile, ha basi culturali ma ha anche basi biologiche (il testosterone). La tentazione sarebbe di armare femmine e omosessuali, addestrandoli a uccidere. Ma questo significherebbe arrendersi all’inferiorità maschile. I maschi sono potenzialmente pericolosi. E anche i più miti, in certe situazioni, possono agire in modo violento. La società si deve organizzare meglio per arginare questa tendenza e resistere alla tentazione, fortissima, di farsi giustizia da soli. Da maschio, mi verrebbe voglia di comprare una bella 44 magnum per far fuori tutti questi violenti… e, al primo dissidio con qualcuno, diventerei proprio come “loro”. Dobbiamo imparare a gestire le frustrazioni. I miti del successo e della gratificazione certamente non aiutano.


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