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Margherita di Navarra PDF Stampa E-mail
Letteratura
Scritto da Lucio Causo   
Lunedì 18 Luglio 2016 16:25

Una donna, una regina, scrisse alla maniera del Boccaccio, cantò serenamente l’amore, parlò del piccolo nume come d’un gioioso trastullo. Nei racconti di questa donna l’amore è una festa dei sensi e del cuore non il tormento acuto e lacerante dei poeti moderni; l’amore in questi scritti giocondi, vive, fiorisce, muore e rinasce fra le rose.

Margherita di Valois, regina di Navarra, figlia di Carlo d’Orleans e sorella di Francesco I, nacque ad Angouleme nel 1492. Fin da piccola mostrò una intensa passione per tutto ciò che fosse espressione di bellezza e d’arte. Due grandi occhi profondi e sereni, una bellissima bocca sempre atteggiata al sorriso, erano indice della dolcezza della sua anima. Allorché a soli diciassette anni andò sposa al Duca d’Alencon (marito impostole e poco degno di lei) era una giovinetta bellissima e univa alle doti fisiche quelle di un eletto ingegno e di una grande bontà che la rendeva indulgente verso le colpe altrui, e le insegnava a comprendere e ad amare fino i più umili. Molto colta, avendo trascorso la prima giovinezza nello studio, imparò molte lingue: italiano, spagnolo, latino, greco, ebraico; più aveva una profonda conoscenza della storia, e un vero culto per la letteratura.

Nel 1515, essendo divenuto re suo fratello Francesco I, che nutriva grande affetto per Margherita, la giovane Duchessa, che brillava allora in tutto il suo splendore, divenne l’idolo della corte di Francia. Francesco I è una delle più belle figure della storia di quei tempi; apprezzava più che la nobiltà della nascita quella dell’ingegno, e proteggeva l’arte e gli artisti. Il fratello, più per vezzo, chiamava la sorella “Margherita delle Margherite”. Benvenuto Cellini, l’italiano dal forte ingegno, trovò in Francesco I un benevolo protettore e in Margherita una cordiale amica.

Ma nel 1525 la tristezza si abbatté là dove prima era sorriso e fervore d’ingegno. Muore il Duca d’Alencon, marito di Margherita, che soffrirà molto per questa scomparsa. Ma una nuova sciagura colpisce la dolente duchessa: il fratello Francesco I, ch’essa ama d’intenso affetto, alla battaglia di Pavia, dopo aver combattuto da valoroso, è fatto prigioniero e da Carlo V, il vincitore, viene fatto condurre a Madrid. Margherita alla nuova dolorosa notizia, lascia la Francia e corre a Madrid per confortare la prigionia del fratello. Nel 1527 Margherita, che a 35 anni conserva l’aspetto di una giovinetta, si rimarita. Va sposa al Re di Navarra, Enrico d’Albret, e da tale unione nasce Giovanna, che fu madre di Enrico IV.

Il Regno di Navarra per l’influenza della nuova Regina brillò subito di grande splendore; diede forte impulso all’agricoltura, all’arte e alla letteratura. È in quest’epoca che ha inizio l’attività letteraria di Margherita. Per prima cosa pubblica un libro di poesie intitolato “Specchio dell’anima peccatrice”. La Regina, che fu la più amata del suo secolo, vide in quel tempo rivolgersi verso di lei il rancore dei religiosi, ma il fratello Francesco I che tanto l’amava e la stimava, sdegnato, condannò il preside della facoltà della Sorbona. Sta di fatto, però, che la Regina fu vista da allora meno spesso alla corte di Francia e si ritirò alla piccola Reggia di Merac, ove troppo spesso aveva motivo di soffrire per il comportamento del rozzo marito che vedeva malvolentieri letterati ed artisti.

Era poetessa essa pure, ma il suo libro tanto noto “Heptameron” fu pubblicato la prima volta senza il nome dell’autore col titolo “Storia degli amanti fortunati”. Quando fu scoperto l’inganno il libro fu ripubblicato col titolo “Racconti della Regina di Navarra”. Si tratta di una raccolta di novelle sul tipo di quelle del Boccaccio, ma molto licenziose. Dopo il 1527 la produzione letteraria di Margherita di Navarra, la graziosa regina che ormai dava i suoi libri alle stampe firmandoli, diviene in poco tempo molto feconda. Ella pubblica, fra l’altro, “Margherite della Margherita”, “L’illustrissima Regina di Navarra” e saggi vari di letteratura. Ancor dopo la sua morte, che avvenne ad Odes nel 1549, trovarono fra le sue carte un manoscritto ultimato; lo si fece pubblicare col titolo: “Lo specchio di Gesù Cristo Crocefisso”, ma la più notevole raccolta degli scritti di questa soave Regina è quella delle lettere che mostrano il suo carattere e la sua vita.


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