Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
Sospensione attività in via precauzionale
Avviso sospensione attività Pur in assenza di casi accertati di coronavirus, nella regione Puglia sono sconsigliati (anche se non ancora formalmente vietati) gli assembramenti di persone. Per questo... Leggi tutto...
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo dell’Università Popolare A. Vallone di Galatina (in ordine alfabetico)   1 Bozzetti Maria Rita, nata a Roma 2.Campa Antonio nato a Galatina (Le) 3 Diso... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea per Modifica Statuto ed Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo
Sulla base di quanto deliberato durante l'ultima Assemblea, giovedì 27 febbraio 2020 si procederà alle elezioni del nuovo Consiglio Direttivo e all'approvazione delle modifiche dello Statuto. Si... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
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Finalmente online!
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Home Saggi e Prose Linguistica Il Salento, la sua lingua e un DNA ricco – (28 agosto 2016)
Il Salento, la sua lingua e un DNA ricco – (28 agosto 2016) PDF Stampa E-mail
Linguistica
Scritto da Rosario Coluccia   
Lunedì 29 Agosto 2016 12:23

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di domenica 28 agosto 2016, p. 15]

 

Di mestiere faccio il linguista. Qualche sera fa ero nel centro di Lecce. Folle di fronte a Santa Croce, le guide spiegano e illustrano, i turisti ascoltano e naturalmente fanno mille foto con il telefonino. Sento risuonare pronunzie di regioni del sud, del centro e del nord Italia, frasi in lingue straniere si diffondono qua e là. Il plurilinguismo mi piace, l’ho detto altre volte, segnala l’incontro tra genti diverse. La città è animatissima, constato di persona quanto in queste settimane leggiamo e ascoltiamo nelle cronache dei media: tanti turisti italiani e stranieri scelgono il Salento per le loro vacanze. Va bene, ovviamente, anche se non tutto è semplice, il cambiamento comporta impegno. Classe dirigente e singoli cittadini, siamo chiamati a gestire l’importantissima partita: sviluppo sostenibile, come si usa dire, a cominciare dalle forme esterne e dal decoro. L’accoglienza si accompagni all’osservanza delle regole del vivere associato: tutti, abitanti del posto e turisti, si sappiano comportare. Centri abitati, strade, spiagge e campagne non siano luoghi sporchi e disordinati, profitto economico e bellezza debbono coesistere. Benissimo ha fatto «Nuovo Quotidiano» a scrivere in prima pagina, il 19 agosto, «Sole, mare vento e spazzatura: sulle strade il peggio del Salento»; e a insistere nel giorni successivi, non bisogna tacere. Non va molto meglio nel capoluogo, specie nelle periferie: la città è sporca. E spesso non va meglio in altre località del Salento, sono sporche. Tutto questo non succede a caso, le cause si individuano facilmente. Inciviltà dei singoli, certo; ma anche negligenza di chi dovrebbe pulire e menefreghismo di chi dovrebbe controllare, nonostante le tasse della TARI, altissime per il servizio reso. Non cito episodi incivili cui ho assistito di persona. Di questo parleremo, forse, in un’altra occasione.

Torniamo al punto di partenza. Il mio sguardo si sposta da Santa Croce a un palazzo sulla destra, un’insegna attrae la mia attenzione: «Palazzo Taurino. Medieval Jewish Lecce». Vi entro, è un museo sotterraneo che illustra un aspetto poco conosciuto della nostra storia, la presenza pluricentenaria degli ebrei in città. L’iniziativa si deve a un gruppo di cinque giovani che, animati da buona volontà, hanno realizzato una mostra permanente. Il percorso si snoda costeggiando la sala delle vasche, la sala del granaio, la sala del camino ed è accompagnato da pannelli e foto, c’è un video, in un angolo si vende cibo kosher (la cucina kosher è quella che rispetta i dettami della religione ebraica sull'alimentazione). Fabrizio Lelli, che insegna lingua e cultura ebraica nella nostra Università, ha fornito l’indispensabile consulenza scientifica.

Lo slogan che leggiamo sui pannelli luminosi diffusi in città recita: «Benvenuti a Lecce, capitale del barocco». È giusto, il barocco segna la nostra storia. Ma esistono, a Lecce e nel Salento, pezzi del passato non meno affascinanti. Il Salento preistorico offre una delle più grandi concentrazioni di dolmen e menhir d’Italia a Giurdignano, un piccolo centro vicino Otranto, vero giardino megalitico d'Italia. In tante diverse località è ben visibile il Salento messapico, greco, romano, bizantino con le mura, gli anfiteatri, gli scavi, le chiese, le cripte che archeologi e storici dell’arte con tenacia recuperano, studiano, sottraggono al degrado del tempo e molto spesso anche all’incuria degli uomini e delle istituzioni (quando la smetteremo di farci male?). Il Salento liberty si lascia ammirare con le dimore borghesi di Lecce lungo viale Lo Re e viale Gallipoli e con la sfilata maestosa delle Cenate (da Nardò verso il mare), dove ville in stile liberty si alternano ad altre barocche, ad altre ancora in stile moresco e ricche di motivi orientali, costruite per la maggior parte tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, alcune già nei secoli precedenti (trovo una citazione delle Cenate in un documento della fine del Quattrocento).

E c’è, ancora poco noto, il Salento medievale successivo all’anno mille, di cui oggi voglio parlare. Quella medievale è una storia di incroci, non di isolamento o di separatismo. Popoli diversi hanno avuto contatti, a volte pacifici a volte bellicosi e traumatici, con i nostri antichi progenitori: ebrei e bizantini, già citati; e normanni, angioini, catalani e castigliani; dalla costa di fronte sono arrivati i turchi con le armi (tutti conoscono il sacco di Otranto del 1480, ma non è l’unico assalto) e albanesi e slavi chiamati a lavorare. Erano continue le relazioni, vai e vieni, con altre regioni d’Italia: Napoli (la capitale del Regno), Firenze (il centro culturale più importante), Venezia (in piazza Sant’Oronzo a Lecce, sull’architrave del Sedile, è effigiato il Leone di San Marco). E poi rapporti con le altre zone del Sud estremo, continentale e insulare (la Sicilia e l’area calabro-lucana). La storia culturale della nostra terra nel Medio Evo è animata e multiforme, percorsa da scambi molteplici. Non si viaggiava per turismo: si spostavano di continuo, per le occasioni più varie, mercanti, notai, funzionari di corte, uomini d’arme, monaci, predicatori. Quella medievale non è una società immobile, come spesso sentiamo ripetere. Impariamo a leggere le tracce giunte sino a noi, non solo attraverso i monumenti e gli edifici, ma soprattutto studiando gli antichi testi. Le situazioni del passato si riverberano nei testi, tutto si riflette nella lingua.

Non sono passati molti anni da quando studiosi eccellenti ripetevano che una storia linguistica del Salento e della Puglia era di fatto impossibile per la scarsità della documentazione disponibile. Oggi sappiamo che questa pregiudiziale non è vera: censimenti accurati e nuove indagini hanno portato alla luce molti testi fino a ieri sconosciuti, numerosi e variati. Testi letterari e di contenuto enciclopedico, grammaticale, religioso, trattati di medicina e di veterinaria, statuti, inventari, documenti del mondo giuridico-notarile e dei conventi, testimoniano una cultura varia nei contenuti, fino alla vita quotidiana. Possiamo recuperare un enorme patrimonio di parole riguardanti oggetti d’uso comune e attrezzi di lavoro, utensili, arredi della casa, vesti, tessuti, ornamenti, recipienti, mestieri, materiali e tecniche di esecuzione, animali terrestri e pesci, indicazioni di misura e di peso, monete, anche campi astratti come colori, dignità e cariche, diritto, relazioni di parentela. I testi medievali documentano parole e forme moribonde o scomparse dai nostri dialetti odierni, preziosi. Così il passato si collega al presente.

Allo studio scientifico della nostra lingua antica si dedicano giovani capaci. Mi limito a citare due pubblicazioni recenti: 1. un trattato sulla peste, il Librecto di pestilencia (1448), scritto dal galatinese Niccolò di Ingegne per Giovanni Antonio Orsini del Balzo, principe di Taranto (lo ha studiato Vito Castrignanò ed è stampato a Roma dal prestigioso Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Centro di studi orsiniani); 2. un commento al Teseida di Boccaccio, lo Scripto sopra Theseu re, compilato da un anonimo salentino negli anni ottanta del sec. XV per Angilberto del Balzo, conte di Ugento e duca di Nardò (lo ha studiato Marco Maggiore ed è stampato in Germania dall’editore de Gruyter in una collana di prim’ordine). I due ricercatori, formatisi nel nostro Ateneo, lavorano oggi in un Istituto CNR di Firenze.

Un mio amico tedesco, che conosceva bene e amava la nostra regione, mi disse una volta: «In Salento esistono tutte le condizioni per una stagione turistica che si estenda molto al di là dei mesi estivi. Puntate sui pensionati benestanti del Centro e del Nord Europa. Approfittando del clima mite, attirateli in primavera e in autunno, mostrate loro le meraviglie di cui è disseminata la vostra terra, puntate sulla cultura». Torniamo così allo sviluppo sostenibile e ben educato di cui parlavo all’inizio. Il guanto è lanciato, una nuova sfida potrebbe avere inizio.

 

 

p.s.: la serie estiva oggi finisce. Alcuni lettori mi scrivono, fanno osservazioni, pongono domande. Per quanto possibile rispondo ai singoli, ma a volte non ce la faccio. In accordo con «Nuovo Quotidiano» vi proponiamo questo. Scrivete a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . I quesiti più stimolanti e di interesse generale saranno da me commentati su questo giornale.

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