Nuova sospensione delle attività
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Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
Sospensione attività in via precauzionale
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Candidati per il nuovo Consiglio direttivo
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo dell’Università Popolare A. Vallone di Galatina (in ordine alfabetico)   1 Bozzetti Maria Rita, nata a Roma 2.Campa Antonio nato a Galatina (Le) 3 Diso... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea per Modifica Statuto ed Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo
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In memoria di Piero Manni, editore
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Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
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Home Saggi e Prose Linguistica Se la cultura fa audience grazie a Dante - (25 settembre 2016)
Se la cultura fa audience grazie a Dante - (25 settembre 2016) PDF Stampa E-mail
Linguistica
Scritto da Rosario Coluccia   
Lunedì 26 Settembre 2016 06:52

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di domenica 25 settembre 2016]

 

Di mestiere faccio il linguista. Il 17 settembre ero a Ravenna, partecipavo a una manifestazione intitolata «Dante 2021» (www.Dante2021.it). Ormai da vari anni, la terza settimana di settembre, Ravenna ospita questo bel festival internazionale interamente dedicato  alla vita e all’opera del poeta fiorentino. Alla rassegna partecipano ospiti vari, italiani e stranieri, e molto pubblico attento e interessato: siamo ormai alla sesta edizione, il successo è crescente.

L’iniziativa scientifica si deve dell’Accademia della Crusca, che sempre più spesso, accanto alle attività consuete che si svolgono nella sua sede, la fiorentina Villa medicea di Castello (ricerche di vario tipo, pubblicazioni, biblioteca, ricevimento e visite guidate per scolaresche [da concordare in anticipo, naturalmente]) si proietta in azioni esterne, nei luoghi e negli ambienti più vari; ma la manifestazione non potrebbe svolgersi senza il sostegno fondamentale della Fondazione «Cassa di Risparmio di Ravenna». La collaborazione strategica tra un’importante Istituzione scientifica e una lungimirante Fondazione bancaria produce risultati straordinari, che consentono a un pubblico vasto di accostarsi all’affascinante e multiforme universo dantesco.

Perché «Dante 2021» e perché Ravenna? Nel 2021 ricorrerà il settimo centenario della morte del più grande poeta della nostra storia, avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, nell’esilio di Ravenna. Ravenna è una città non molto più grande di Lecce, con straordinari monumenti della civiltà bizantina (San Vitale, Galla Placidia, il Battistero), bella. Bella è anche la nostra Lecce, ricca del barocco e di altre tracce del suo passato. Città storiche e turistiche entrambe, cercate dai visitatori; entrambe, e non è un caso, sono state candidate a Capitale europea della Cultura per il 2019. Ma Ravenna è pulita e ordinata, gestisce bene il turismo. Lecce è spesso sporca (specie nelle periferie), il suo bellissimo centro storico a volte è caotico. Malinconie di un uomo del sud che non si rassegna, che vorrebbe vedere la propria terra rifulgere: si potrebbe, non è detto che al sud «le cose vanno per forza così» (come si sente ripetere). Preciso. Non riesco a individuare differenze reali tra le forze politiche, né tra amministratori e amministrati, se guardo ai comportamenti concreti. Per cambiare, occorrerebbe un cambio generale di mentalità. Il basolato sconnesso del centro storico leccese non è fatalità piovuta dal cielo, indica che le ditte appaltatrici hanno lavorato male o hanno usato materiali scadenti. Di fronte a questo tutti tacciono, disinteressati. E avrei mille altri esempi da aggiungere.

Torniamo a «Dante 2021», che a ragione esalta un personaggio al vertice della cultura europea, come ha sancito un’inchiesta di alcuni anni fa tra 28 università europee che colloca ai primi posti Dante, Goethe, Shakespeare, Tolstoj, Cervantes, Dostoevskij. A dispetto della apparenze che potrebbero far pensare a una data lontana, il 2021 è ormai alle porte: i tempi della filologia e della linguistica non coincidono con quelli della cronaca, da oggi fino a quella scadenza saranno molte, in Italia e nel mondo, le iniziative rivolte a studiare e celebrare l’opera dantesca. Si pone un problema non da poco. Le imprese di carattere specialistico e rigorosamente scientifico sono importantissime, anzi necessarie, su quelle si misura il progresso; ma da sole non bastano. Bisogna coinvolgere un pubblico più vasto: a questo può mirare una divulgazione intelligente, che diffonda idee corrette senza annoiare.

Quello di Ravenna è un festival vivace e poco accademico, ben organizzato e diretto da Domenico De Martino, dell’Accademia della Crusca. Vi partecipano studiosi di varia estrazione (filologi, linguisti, letterati, storici, storici dell’arte) ma è sistematicamente aperto a personaggi di formazione diversissima: uomini di teatro e di cinema, giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi. L’edizione di quest’anno si intitola  «A piè del vero il dubbio» e trae spunto da un verso della Divina Commedia (Paradiso IV 131): vuol dire che dalla radice della verità può spuntare il dubbio, il dubbio può essere un germoglio di verità più complesse. Insomma: un invito a non accontentarsi dei dati acquisiti, una sollecitazione a mirare sempre più in alto con l’ elaborazione concettuale e del pensiero. Gli atti delle relazioni, degli incontri, dei dibattiti vengono pubblicati dall’editore Longo, un salentino che da decenni lavora a Ravenna e non ha interrotto il rapporto ideale e affettuoso con la terra d’origine (lo so, me lo ha scritto qualche tempo fa).

Nella sera dell’ultima giornata, nel teatro «Alighieri» (così intitolato, ovviamente) della città, sono stati assegnati due premi. Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, studioso eccellente, noto al pubblico televisivo per la trasmissione «Pronto soccorso linguistico» all’interno del contenitore  «Uno mattina in famiglia» che va in onda tutte le domeniche, ha ricevuto il premio «Dante-Ravenna». Luca Barbarossa, cantautore di grande successo, ha ricevuto il premio «Musica e parole».  Intervistato da Lorenzo Tomasin (università di Losanna), Sabatini ha trattato alcuni temi fondamentali della odierna questione della lingua: lo stato della lingua italiana nell’epoca della globalizzazione e il rapporto tra la nostra e le altre lingue, la modernità delle idee dantesche nel rivendicare l’appartenenza del linguaggio alla sola specie umana (con le implicazioni etiche e politiche che ne derivano), il rilievo assegnato al linguaggio e al costituirsi di una nazione (con i connessi valori di cittadinanza), fino al ruolo decisivo che la Divina Commedia ha avuto nel processo di costituzione dell’italiano come lingua nazionale di cultura. Introdotto da una presentazione di Giovanna Frosini (università per Stranieri di Siena), Luca Barbarossa ha raccontato il suo modo intimistico e delicato di percepire il mondo, la vena a volte nostalgica e dolorosa a volte ironica da cui sono nate, fin dai primi anni Ottanta, tante canzoni famose da lui interpretate direttamente o composte per altri artisti come Morandi, Mannoia e Pavarotti; «è difficile concentrare nei 3 minuti e mezzo di una canzone le parole giuste per esprimere uno stato d’animo, un sentimento o una situazione, l’efficacia della comunicazione decide il successo o l’insuccesso», ha sottolineato prima di eseguire alcuni dei suoi pezzi più belli: «Portami a ballare», «via Margutta» ed altri.

I presenti in sala erano attentissimi e ammirati, l’incontro ha riscosso un favore enorme, in ogni momento. Conclusione. Si può fare cultura in forma garbata e divertente, spettacolo non è solo quello schizofrenico di «L’isola dei famosi» o «Il Grande Fratello» (dove i protagonisti fingono di essere spontanei sapendo di essere costantemente osservati), non è vero che la gente accorre in massa solo alle sagre gastronomiche.

 

p.s.: Alcuni lettori mi scrivono, fanno osservazioni, pongono domande. Per quanto possibile rispondo ai singoli, ma a volte non ce la faccio. In accordo con «Nuovo Quotidiano» vi proponiamo questo. Scrivete a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . I quesiti più stimolanti e di interesse generale saranno da me commentati su questo giornale.

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