Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
Programma gennaio 2021
Programma Gennaio 2021 Martedì 5 gennaio, ore 18,00 – replica della performance del Laboratorio Teatrale dell’Università Popolare Aspettando Gesù, musica e pièce di Michele Bovino  ... Leggi tutto...
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Il taccuino di Gigi 2. Un po’ mascalzoni: un poco soltanto. Quanto basta! PDF Stampa E-mail
Prosa
Giovedì 06 Ottobre 2016 06:49

["Il Galatino" anno XLIX n. 15 del 30 settembre 2016, p. 6]


In quel variegato serbatoio di impressioni e di pensieri, di osservazioni e di annotazioni fuggevoli oltre che di dure schegge di riflessione, (e mi riferisco al suo Viaggio in Italia), Goethe riversò non solo le sue impressioni di viaggiatore attento e curioso ma anche, come avviene a chi non è superficiale e un po’ distratto “turista”, molti suoi pensieri, delle buone riflessioni su come vada il mondo e come si comportano gli uomini. Insomma, il bel bagaglio che si accresce con gli acquisti e con le esperienze arricchiti a mano a mano lungo il cammino. Ed è proprio in questo repertorio degli “acquisti” che si torna a guardare di tanto in tanto per rinfrescare la memoria, per ripensare riposatamente qualche osservazione utile sulla quale soffermarsi. Sulla seguente,ad esempio,  estratta dal complesso un po’ a caso ma degna d’essere meditata. Scrive Il poeta mentre è a Roma: “… più volte ho avvertito nella vita, che l’uomo che  vuole il bene deve condursi con gli altri in modo non meno attivo e intraprendente dell’egoista, del meschino, del cattivo. Constatarlo è facile; non lo è altrettanto agire in conformità”.

Che cosa suggerisce l’osservazione dell’autore del Faust? Semplicemente che realizzare il bene costringe a imitare modelli negativi: l’intenzione è buona ma la metodologia messa in campo non può non essere venata almeno di risvolti negativi. Se si vuole costruire il bene non si può non agire con metodi che non siano quelli sperimentati e messi largamente a frutto dai “cattivi”. Così ci si trova nella dura necessità di  adottare quello che abbiamo sempre considerato riprovevole elevandone la giustezza pratica (funzionale) e la possibilità che l’adozione di un simile percorso non confligga con la nostra vita morale ma realizzi necessariamente il vieto detto della necessità che fa virtù. A leggere ben addentro l’affermazione goethiana si scopre, esposto in chiare lettere e non per speculum et in aenigmate, che le migliori intenzioni non ci salvano da un’abitudine che trova la sua radice nella natura umana che cerca di raggiungere i suoi scopi, anche quelli più encomiabili, battendo le vie traverse del compromesso, della raccomandazione e di altri ritrovati che la pratica della vita suggerisce. Insomma, si può accogliere il suggerimento di Goethe? Si capisce, ed è provato, che ad essere un po’ (o un po’ tanto?) mascalzoni ci si guadagna sempre.


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