Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
Programma gennaio 2021
Programma Gennaio 2021 Martedì 5 gennaio, ore 18,00 – replica della performance del Laboratorio Teatrale dell’Università Popolare Aspettando Gesù, musica e pièce di Michele Bovino  ... Leggi tutto...
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Dalla burocrazia a Vasco, l’opinionista si diverte PDF Stampa E-mail
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Venerdì 04 Novembre 2016 13:18

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” del 14 luglio 2016]

 

‘’La memoria a volte è come  un vecchio juke bok che aspettava solo la monetina per partire….Come è sennò, se capita di tornare a notte fonda e che a Radio Montecarlo night  passi per caso ‘’ In the air thonight’’ di Phil Collins, che io mi senta cambiare persino nel corpo? I miei abiti si fanno più leggeri, anche se è pieno inverno e sono intabarrato  in uno scomodo  pastrano, e mie vecchie scarpe scure diventano delle espadrillas chiare….’’. È un gioco di pieni e di vuoti quello della memoria e delle associazioni di idee che ricollegano momenti della vita lontanissimi, così come alcuni pensieri riflettono la nostra formazione culturale, soprattutto quando ci richiamano studi o conoscenze acquisite che stimolano le nostre capacità critiche.

In ‘’L’osceno del villaggio’’( Argomenti edizioni), Paolo Vincenti si diverte a compiere una sorta di viaggio tra le sue riflessioni sull’oggi, o memorie che raccontano un’ altra epoca , riferimenti eruditi e una sorta di ‘’ bestiario’’ in cui racchiude le umane finitezze capitate sotto il grafico del suo sguardo

In questo libro sono infatti raccolti 53 scritti, pubblicati da riviste salentine dal novembre 2014 al febbraio 2016, in cui l’ autore guarda il lato ‘’osceno’’  del villaggio globale,  una contemporaneità spesso sconfortante di cui però oggi è come se non si voglia veramente parlare. Ecco che sfilano scene di contemporaneità di cui troppo spesso si tace nel regno dell’ indifferenza  in cui siamo abituati a galleggiare , ma non manca l’ ironia o la denuncia con cui trattare differenti  storture quotidiane.

Dall’ Isis con la sua sanguinosa barbarie, che recluta nel mondo ragazzi senza storia e futuro, ai problemi italiani legati al fisico, alla burocrazia soffocante e all’ ignoranza dilagante, anche tra i politici: i temi sono talmente diversi che anche il tono cambia inevitabilmente rendendo la letteratura varia e fresca, anche se spesso foriera di rabbia.

Il degrado di una certa tivù, ad esempio, viene visto attraverso l’ evoluzione dei programmi per anime single: l’ autore fa un excursus ‘’ storico’’ dagli ingenui ’M’ ama non m’ ama’ (condotto Marco Pedolin ) o  Agenzia Matrimoniale’ Marta Flavi, alle surreali vicende amorose dei protagonisti di ’’Uomini e donne’’ .

Poi c’ è la generazione dei provini del ‘’Grande Fratello’’ legata indissolubilmente all’ apparenza e non alla sostanza, e la tv del dolore che ormai invade i palinsesti con le tragedie più ‘’succulente’’ del momento o quelle vecchie a cui aggiungere via via pagine raccapriccianti: l autore si pone come una voce che urla tutto quello che ormai non urliamo più perché siamo tutti un po’ abituati ad una contemporaneità che non ci piace, ma che tolleriamo.

In qualche modo poi l’autore sembra spesso rivolgersi a una generazione che, in generale, ha veramente contato poco, quella dei 40enni e poco più di oggi che si è vista precedere e seguire  da altre, maggiormente protagoniste e con maggiori spazi di manovra .

Evoca però le emozioni dei ragazzi degli anni Ottanta in un modo riconoscibile per tutti, quello cultural-televisivo-letterario-musicale. L’ effetto arriva anche solo ascoltando ‘’ Vita spericolata’’ di Vasco Rossi: “….mi sono passate dentro tante emozioni che, alla fine dell’ ascolto ero davvero fatto senza anfetamine. È un momento ancestrale, di armonia cosmica: l’adrenalina entra in circolo ed è come una pera di fantasia, un viaggio artificiale senza artificio, un fumarsi l’impossibile senza spino, uno sballo legale. Ah, i pensieri associativi… sono sensazioni forti”.


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