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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Home Maria Rita Bozzetti - Pensieri dopo la relazione di Giacomo Fronzi
Pensieri dopo la relazione di Giacomo Fronzi PDF Stampa E-mail
Recensioni
Scritto da Antonio Campa   
Mercoledì 18 Novembre 2020 08:26

La musica parla  e le sue parole sono quelle che le note compongono, e il tutto nasce dall’interno di ognuno di noi, dall’ineffabile che abita e si manifesta. Esiste una relazione tra il suono e l’emozione suscitata ed è una relazione diversa per ognuno.

E primariamente c’è una relazione tra ciò che dentro muove la coscienza e quanto di questo intimo moto si esprime in musica e poesia. Le parole hanno loro stesse un suono che risponde alla esigenza di significare un sentimento. Spesso l’uso di alcune parole invece di altre determina di una poesia la sua atmosfera, rarefatta, spaziale, aleggiante oppure dura e intrisa di polvere e sangue: l’autore nella creazione sceglie inconsapevolmente le parole che non solo rispondano al significato che egli vuole dare, ma anche indissolubilmente al suono che tali parole racchiudono in sé, favorendo la creazione di quell’humus d’ambiente anche sonoro dove passeggiare tra i versi è un ritrovare con l’autore empatia, costruita proprio sulla base di questa scelta. Il poeta come lo scrittore o chiunque usi le parole, sa che la loro disposizione, la scelta di un sinonimo, le pause con una punteggiatura particolare, l’uso degli spazi bianchi di separazione o dell’”a capo”, possono ingigantire un ritmo o annullarlo, e di conseguenza possono appiattire l’emozione a una linea con poco senso oppure lievitarla e farla divenire padrona di chi ascolti.

Anche nella musica, chi crea sente dentro il tamburo dell’armonia che batte e manda segnali ritmati: e sceglie le note, come il poeta le parole, per trascinare una emozione con il suo intimo logos nel cuore di chi ascolta o legge. Siamo tutti immersi in questo ordine armonico che inspiegabilmente ci raccoglie e ci affratella soprattutto nel provare comuni sensazioni: l’Arte ha il pregio si permettere ai pensieri stretti alle emozioni di circolare dagli autori ai fruitori.

Maria Rita Bozzetti


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