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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
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Recensioni
Scritto da Beatrice Stasi   
Domenica 13 Dicembre 2020 12:00

Le scatole di latta di Gianluca Palma

Ascoltare Ginaluca Palma che presentava le sue Scatole di latta mi è parso un tuffo nel Natale. Quando si avvicinano le feste natalizie c’è un voler tornare nella tradizione, nelle cucine di un tempo intrise di farina e odori di un vivere semplice che doveva provvedere a procurarsi ogni materia prima per poter cucinare. Dal pane alla pasta ai dolci tutto veniva impastato e cucinato nei camini che scaldavano e inebriavano di profumi . Ogni piatto veniva condiviso nelle case aperte sulle strade che si animavano nelle vigilie e nei giorni di festa. Gianluca Palma ha colto con sensibile intreccio il vissuto negli angoli e nei vicoli del paese, ne ha lucidato specchi e ottoni perché il viaggio della memoria non sia appannato ma risulti lucente in quanto contemporaneo, senza la polvere di muffa e di tempi obsoleti. Gli abitanti dei paesi con i loro volti, i loro canti, le loro poesie, sono espressione semplice di un mondo che pare nascosto ma lo è solo per quanti hanno disimparato a camminare per i paesi, hanno perso l’abitudine all’ascolto e alla attenzione a parole antiche. C’è un fine nel  raccogliere dalle reti del ricordo le sfumature che sono rimaste in noi, quasi colore di una sensibilità che ha vissuto nelle stradine della casa natale e si è nutrita di odori di infanzia: è il desiderio di perpetuare il proprio nucleo incorrotto di speranza e fiducia nel futuro. I bambini sono sempre stati centro dell’attenzione: l’essere angioletto nel presepe o pastorello nella campagna antistante alla capanna è stata aspirazione di ogni bambino in ogni età della storia; e questo senso nascosto che anela a stare accanto a Gesù nel presepe, sa alimentare negli adulti i sapori, i colori, i  sentimenti smarriti nel tempo e fare sopravvivere l’età dell’innocenza, magari vicino ad un camino o una tavola antica. Imparando a conservare il passato, cerchiamo di salvare il nostro io dalla confusa polvere di un presente arido e solitario.

Maria Rita Bozzetti


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