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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
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Programma gennaio 2019
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Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
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Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
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La "Biblioteca salentina di cultura" PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Mario Marti   
Sabato 14 Maggio 2011 10:55

["Apulia" di giugno 1981]

 

I.- Cultura regionale e cultura nazionale.

Non è che il problema del rapporto fra cultura regionale e cultura nazionale sia di oggi; che anzi esso - come par del tutto evidente e non certo bisognoso di dimostrazione - è vecchio almeno quanto l'unità politica del Regno d'Italia; e anzi dei modi con i quali fu raggiunta, quel fondamentale problema è, ancora oggi, storico simbolo ed ineluttabile conseguenza. Basterebbe pensare, senza insistere più di tanto, alla letteratura "regionalistica" della seconda metà dell'Ottocento e del primo Novecento (e via via, sia pur sotterraneamente), e a tutta la fenomenologia politica, economica, amministrativa che la motivava nel profondo; e basterebbe pensare al taglio, più o meno erudito, delle ricerche storiche, ma anche più ampiamente culturali, che direttamente o indirettamente riflettevano la varia "geografia" della nuova civiltà italiana, o che da questa succhiavano gli umori della propria vitalità. Certo, si tentava una composizione armonica, e, almeno entro certi limiti di rispetto, una sorta di novella reductio ad unum; ma mai si poté misconoscere l'esistenza ben identificabile di tradizioni culturali tipicamente regionali, entro l'ambito dell'unità politica per la prima volta raggiunta, o dell'unità nazionale per la prima volta politicamente reificata.

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