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Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
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Fildiluna. Ballata per due funamboli PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Antonio Prete   
Sabato 02 Luglio 2011 08:59

“Una casa pensile in aria sospesa con funi a una stella”

 

 

 

(Leopardi, Zibaldone , 1 ottobre 1820)

 

 

Fildiluna,

quaggiù sui rovi sugli spini scendi,

tra i merli delle torri ti distendi.

 

Fildiluna,

gli alberi ti trattengono tra i rami

perché la brina faccia i suoi ricami.

 

Fildiluna,

le ombre t’accolgono sulla collina,

sbrogliano, tessono fino a mattina.

 

Fildiluna,

nell’ora che laggiù l’oriente imbruna

 

t’insinui silenzioso nella cruna.

 

 

 

 

Fildiluna,

intorno ai faggi e ai pini ti ravvolgi

poi lungo il dorso dei poggi ti svolgi.

 

Fildiluna

che vedi ansia,  spaurimento, ferita

fai leggero chi s’affanna in salita.

 

Fildiluna,

la solitudine dello straniero

allieva col sorriso sul sentiero,

anche se invece d’oasi e  di palmizi

c’è solo asfalto tra grigi edifizi.

 

Fildiluna,

sospendi le atrocità che la terra

in ogni dove distribuisce  e sferra.

 

Fildiluna,

tutti i destini in una rosa aduna,

sosta, ruota agile della fortuna,

sul seggio d’un sovrano assente,

sulla porta  d’un mondo inesistente.

 

Fildiluna,

aerea spada che sciaboli il vento,

fatata musica dal  suono spento,

bianco gomitolo fatto di niente,

resta, luce di luce, tra la gente.


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