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Oceanografi a Lecce PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Mercoledì 06 Luglio 2011 16:29

[Il “Nuovo Quotidiano di Puglia” di martedì 5 luglio 2011]

 

Dal 4 all’8 luglio, presso l’Hotel Tiziano, si svolgerà il Ventesimo congresso della Associazione Italiana di Oceanologia e Limnologia. E’ un convegno per addetti ai lavori, molte comunicazioni saranno molto tecniche ma, in generale, sarà possibile ricavare un quadro delle condizioni degli ambienti acquatici del nostro paese. E non solo. Ci saranno relatori provienienti da università come Princeton e Stanford e tutte le principali istituzioni di ricerca italiane manderanno loro rappresentanti a Lecce, per parlare dei loro studi sul mare, sui laghi e sui fiumi.
Sarà un’occasione per la città di presentarsi nella sua bellezza e cordialità a una parte rilevante della comunità scientifica italiana. Hanno scelto Lecce perché qui, presso la nostra Università, lo studio del mare ha un rilievo particolare. E poi il nostro mare è tra i più belli del Mediterraneo, e i nostri ospiti avranno occasione di rendersene conto di persona. Si dice sempre che l’università è una torre d’avorio che ha poca apertura nei riguardi del pubblico. Ma questa accusa, spesso fondata, non ha ragione di essere, per quel che ci riguarda.

La ricerca marina, in Italia, non ha finanziamenti da privati. Tutto quello che facciamo è sostenuto dai finanziamenti pubblici. Il pubblico ha il diritto di sapere come vengono spesi i suoi soldi ed è nostro dovere giustificare il sostegno alla ricerca. L’Unione Europea, grande finanziatore della ricerca scientifica, chiede ai ricercatori di sviluppare l’outreach, il raggiungimento del mondo esterno alla ricerca. Ci chiedono di raccontare quel che facciamo, di mettere a disposizione del pubblico i risultati delle nostre ricerche. Vogliono che i cittadini sappiano come sono impiegati i loro soldi.

La Corte dei Conti, nella sua ultima riunione, ha detto che i tagli orizzontali non sono un buon modo per ridurre le spese. “Tagli verticali” significa ridurre in modo indiscriminato tutte le spese. Se si deve ridurre la spesa, è bene valutare le varie voci, e scegliere di tagliare dove gli sprechi sono evidenti. Per esempio, tagliando le spese che hanno portato a scarsi risultati nelle gestioni passate. Lasciando invece inalterate, o addirittura incrementandole, le voci di spesa che hanno dato buoni risultati. E’ dovere di chi usa le risorse pubbliche giustificare gli investimenti ricevuti, ed è dovere di chi fornisce le risorse di informarsi, di sapere a chi si sta dando credito, perché il credito non può essere illimitato, soprattutto quando si deve risparmiare.

E quindi siamo a Lecce, a mostrare quel che abbiamo fatto, quel che stiamo facendo e anche quel che vorremmo fare.

Speriamo che le Autorità locali vengano a trovarci, che ci facciano delle domande, che ci mettano alla prova. Anche queste manifestazioni sono un modo per esercitare la democrazia. La capienza della sala in cui si svolge il convegno è limitata, ma ci farà piacere se i cittadini verranno a trovarci, gli studenti prima di tutto, ma anche gli adulti. Saremo a loro disposizione per raccontare le nostre storie, per far vedere quel che facciamo. Certo, ci sono le televisioni a raccontarlo. In questi giorni verrà Linea Blu, in Puglia, e avremo occasione di raccontare le nostre storie attraverso questo canale. Tre puntate di Geo Magazine saranno dedicate alle nostre ricerche. Una è già andata in onda e altre due sono in programmazione. Ma questi canali prevedono una partecipazione passiva del pubblico: si guarda, si ascolta, ma non si possono fare domande, non si può chiedere, non c’è contatto diretto con chi racconta.

In un certo senso, il convegno della prossima settimana sarà come un tour di un gruppo musicale. Un conto è sentire la musica alla radio, o sul proprio ipod, e un conto è vedere e sentire i musicisti dal vivo. La scienza non è molto popolare nel nostro paese, ma noi stiamo facendo di tutto per invertire questa percezione.

Allora, vi aspettiamo e, se la città lo riterrà opportuno, potremo anche pensare di organizzare un incontro meno formale con gli scienziati che ci onorano della loro presenza. Il Quotidiano è da sempre molto sensibile a questi argomenti e lo usiamo come tribuna per offrirci alla città. Chiederemo ai congressisti di non togliersi il cartellino che li identifica, mentre gireranno per Lecce. Ai cittadini, ai ristoratori, ai negozianti, chiediamo di  far loro domande, di considerarli a loro disposizione. Non dico di trattarli cordialmente, perché so che non ce n’è bisogno. Lecce è bellissima per la sua architettura, ma questo non basta. Chi viene qui sente nella gente qualcosa che non si trova facilmente altrove. E anche questa volta i nostri colleghi ci diranno: come siete fortunati a vivere qui.

 


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