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Programma gennaio 2019
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Raffaele Spongano e il suo Salento PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Mario Marti   
Martedì 06 Settembre 2011 08:08

[in Da Dante a Croce. Proposte, consensi, dissensi, Congedo Editore, Galatina, 2005, pp. 163-169. Pubblicazioni del Dipartimento di Filologia, Linguistica e Letteratura dell’Università di Lecce]

 

A Raffaele Spongano

per i suoi cento anni.

 

Sento un certo disagio nell’iniziare a scrivere questo pezzo non so se di ricordi o di cronaca o di storia, in onore di Raffaele Spongano. Come farò a parlare di lui e del suo, del nostro, Salento, per festeggiare i suoi cento anni, io che ne ho soltanto dieci di meno (anzi nove e cinque mesi), senza parlare di me, salentino come lui?, e che mossi, ancor ragazzo si può dire, i primi passi d’italianistica sotto lo sguardo rigoroso, severo, ma anche affettuoso e incoraggiante di lui, mio professore di italiano nella seconda classe del Liceo classico “Colonna” a Galatina? Si era nel 1932-33, ed egli ne aveva vent’otto, di anni, fresco professore di ruolo nei Licei, ed io diciotto, fra i banchi di fronte a lui, studentello curioso, avido, caotico autodidatta, e per giunta discoletto e pronto alla battuta pungente. Difficile davvero, per me, fermare senza emozione nel tempo e sulla carta il lungo e operoso impatto di Raffele Spongano con il suo Salento. Eppure, quando, col caro Pasquini, si progettò questa iniziativa per il centenario che rapidamente s’appressava, io di botto e con immediatezza assoluta formulai per me l’argomento: “Spongano e il suo Salento”, senza rendermi conto che fatalmente quel “suo” si sarebbe mutato in “nostro”. Ma ormai tant’è; e così sia.

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