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Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
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VENNE IL GUERCIO… PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Antonio Mele/Melanton   
Mercoledì 21 Settembre 2011 16:21

UN MISTERO… MISTERIOSO

Erano le sette di un giorno di settembre del 2003. Non ricordo la data esatta.

Invitato a Saxa Rubra, a Roma, nei Centri di produzione RAI, per un’intervista-conversazione su satira, umorismo e caricatura nel programma Uno Mattina, attendevo in un salottino di essere chiamato in trasmissione di lì a qualche minuto.

Davo uno sguardo distratto alle pareti, piene di quadri e fotografie, quando mi ha incuriosito un foglio scritto a mano, in bella grafia, fissato con uno spillo su una tavoletta di sughero appesa poco lontano dalla porta d’ingresso.

Il testo che segue – dimenticato e saltato fuori di recente dalle mie carte solitamente in disordine – l’ho appunto ricopiato in quella occasione.

Era del tutto anonimo, senza alcuna firma o altri segni di riconoscimento. Né ho trovato qualcuno, nella circostanza, che potesse darmi ulteriori informazioni al riguardo.

All’ignoto autore – che non dispero d’incontrare – va tutta la mia ammirazione e gratitudine, per il grande contenuto ironico del suo breve e intenso ‘poemetto’, che mi piace divulgare e condividere con i nostri Lettori.

Roma, gennaio 2011

Antonio Mele ‘Melanton’


 

VENNE IL GUERCIO…

 

Venne il guercio e mi disse:

“Guarda sempre lontano,

se vuoi sperare”.

Il monco prendeva le armi

e le oliava per la sua battaglia,

mentre lo storpio stringeva i bulloni

della sua gamba di legno,

e parlava con il muto

della tattica migliore per vincere.

Il sordo saltava come impazzito

sentendo le trombe suonare.

E sono partiti tutti,

questo esercito grandioso

di pazzi, di rifiuti, di straccioni,

mentre il sole baciava

i nostri corpi desiderosi d’avventura,

e noi sputavamo sopra

i giudizi comuni della gente.

Ladri, plagiati, maniaci,

leggete questo bando

ed accorrete nelle nostre file:

chi vi ha ridotto così

piangerà nel vederci cambiati

e pronti al riscatto.

Noi li ringraziamo,

perché mai,

prima di arrivare a questo stato,

avremmo avuto

il coraggio di unirci.


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