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La notte dei ricercatori: veniteci a trovare! PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 25 Settembre 2011 09:07

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” del 23 settembre 2011]

 

Venerdi 23 l’Università del Salento organizza la notte dei ricercatori. I ricercatori si mettono a disposizione della città e sono pronti a mostrare quel che fanno, con piccoli stand, con piccole conferenze, con discussioni anche individuali. 
L’Università del Salento si apre (ma non è mai chiusa, comunque) e chiede attenzione, mettendosi in mostra. Lo facciamo perché riteniamo che sia giusto che una struttura che vive di finanziamenti pubblici sia “trasparente” e mostri a chi la finanzia (il pubblico) come vengono spesi i fondi stanziati. Venite a controllare, vi accoglieremo a braccia aperte. Fateci capire che Lecce e il Salento vogliono bene alla loro università, che la considerano “loro”. Sono tempi duri per l’Italia, lo sappiamo, ma possiamo pensare di uscire da questo pantano con l’ignoranza e l’impreparazione? L’Università combatte l’ignoranza e l’impreparazione, cerca di ridurle, e di formare cittadini consapevoli e competenti. Nel nostro paese questa missione è guardata con sospetto, e i fondi destinati a portarla a compimento sono sempre stati oggetto di tagli e di riduzioni. Oppure di stanziamenti a pioggia.


Da universitario, so che il sistema universitario non ha saputo affrontare in modo adeguato le sfide che, in tutto il mondo, le università affrontano. Anche noi abbiamo fatto i furbi: abbiamo moltiplicato i corsi di laurea, gli insegnamenti, le sedi, e abbiamo cercato in tutti i modi di evitare le valutazioni. Lo leggete tutti i giorni sui giornali. Dobbiamo migliorare e lo possiamo fare anche con un maggiore contatto con la popolazione, con i genitori (che pagheranno le rette) e con i figli (che seguiranno i nostri corsi), con gli imprenditori e gli amministratori (che dovranno assumere i nostri laureati).
Veniteci a trovare, allora. Fateci sentire che la città ci tiene alla sua Università, che ne vuol sapere di più e che, anche, vuole dire la sua. 
Nel mio piccolo, io sarò a disposizione di chi vorrà venirmi a parlare e, anche, di chi vorrà ascoltare, per esempio, la presentazione del nuovo corso di laurea magistrale, completamente in inglese. Il primo nella nostra Università, e uno dei primi in Italia. Si chiama Coastal and Marine Biology and Ecology (Ecologia e biologia marina e costiera). Se vorrete vi racconterò storie di meduse. Oppure potremo parlare di cose che ho scritto sul Quotidiano, se vi è capitato di averne lette. Ce ne saranno tanti, come me, pronti a venirvi incontro e a raccontare le loro storie. Siamo fieri del nostro lavoro, vogliamo che sappiate come abbiamo speso i soldi del 5 per mille, se ce li avete dati. Ma lo diremo anche a quelli che non ce li hanno dati: magari l’anno prossimo ci faranno un pensierino. Non dico che la città dovrebbe essere tanto fiera della sua Università quanto lo è della sua squadra di calcio. Ovviamente non ci sono paragoni, la squadra di calcio è senz’altro più importante! Non ci aspettiamo un tifo da stadio e un’affluenza oceanica, ma anche se verrete in dieci soltanto saremo felici di incontrarvi. Magari ci potrebbe scappare persino qualche politico. Qualche candidato sindaco al quale potreste chiedere: se sarà eletto, cosa progetta di fare per la nostra Università? Magari qualcuno con grandi disponibilità economiche che, invece di investire su un nuovo portiere, potrebbe investire in conoscenza per la sua terra. Nel resto del mondo son cose normali, ma forse anche noi potremo arrivare a vivere in un paese normale. E' un'aspirazione che non si può avverare, senza una buona, solida, efficiente Università.

 


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