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Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
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Stagione teatrale a Cavallino
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Semplice e bello: la grande lezione di Mister Apple PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 09 Ottobre 2011 08:18

Viva le cose belle, semplici e che funzionano bene!

 

[nel "Nuovo Quotidiano di Puglia" del 9 ottobre 2011]

 

Ho scritto la mia tesi di laurea nel 1975, con una macchina da scrivere. Nel 1983 ho trascorso un anno in California, e ho usato uno dei primi word processors (un rudimentale computer che permetteva di elaborare testi). Nel 1984 Steve Jobs lanciava la Apple, l’azienda che ha inventato il computer personale. Il nome (mela) deriva da quello della casa discografica dei Beatles (ho visto un loro concerto, nel 1965), ma potrebbe essere stato ispirato anche dal nomignolo di New York: la grande mela, la città più dinamica del mondo. Ma la mela è anche il frutto del peccato originale, quello della conoscenza del bene e del male. E la mela della Apple è morsicata. Ci aveva già pensato la Vespa ad utilizzarla, nel 1969-1971, in una famosa campagna pubblicitaria che diceva: chi Vespa mangia le mele! Pochi giorni fa Steve Jobs è morto, a cinquantasei anni. Ha cambiato il nostro modo di scrivere, di telefonare, di ascoltare la musica, di interagire tra noi. La cosa più straordinaria, direi italiana, che ha fatto è stata di abbinare questo alla bellezza, al disegno dei prodotti. Ma anche di quel che si vede sullo schermo. Ha tolto la burocrazia dai computer.

La stupida, ottusa burocrazia di cui mi resi conto quando, avendo a che fare con un computer con il sistema operativo concorrente, capii, dopo moltissimi tentativi, che per finire la sessione di lavoro dovevo attivare il comando “inizia”. Per finire bisogna scegliere di cominciare, ovviamente avendo già cominciato, visto che si vuole finire!

Quando ero piccolo leggevo Topolino, e quando morì Walt Disney pensai che Topolino non sarebbe uscito più. C’era la firma di Disney su tutti i fascicoli e quindi, per me, era lui che li faceva. Credo che Jobs sia un po’ come Disney. Lui “vedeva” quel che ci voleva, ma poi c’era e c’è una grande schiera di tecnici e artisti che realizza le sue idee, e le fa diventare oggetti e sistemi. Topolino ha continuato a uscire anche dopo che Disney se n’è andato, e la Apple continuerà, anche dopo Jobs che, tra l’altro, ha anche cambiato il modo di fare i cartoni animati!

Con la bellezza, l’altra caratteristica dei prodotti di Jobs è che sono semplici da usare. E la terza e fondamentale caratteristica è che funzionano bene, meglio di tutti gli altri. Certo, costano di più, ma che te ne fai di una cosa brutta, difficile da usare, e che funziona male? Meglio spendere qualcosa di più e avere una cosa bella, semplice e che funziona bene. Dopo decenni di emarginazione, in cui chi usava questi prodotti era una infima minoranza (ma anche chi guida macchine belle e potenti è una minoranza, e allora?), la Apple ha sbancato il mercato e ha cambiato veramente le nostre vite. Ora tutti vogliono quei prodotti e la loro carica rivoluzionaria, la differenza, sta diventando la norma. Ma è giusto che sia così. Una volta inventata la lampadina, è giusto che ce l’abbiano tutti, e che i lumi a petrolio siano messi nel dimenticatoio. Prima, quando andavo a congressi e riunioni e tiravo fuori un computer Apple, i miei colleghi mi chiedevano come mai avessi speso tutti quei soldi per comprare quella macchina. E io rispondevo dicendo che la loro domanda era simile a quella che avrebbe potuto fare un guidatore di una auto che costa poco, è brutta e funziona male a un altro guidatore che gira con un’auto che è bella e funziona bene. E’ ovvio che costi di più! E il fatto che la maggioranza abbia auto brutte e che funzionano male non giustifica il fare altrettanto, potendoselo permettere. Oggi quegli oggetti sono per la maggioranza. E lo slogan che definisce la Apple (think different: pensa differente) è oramai non applicabile ai suoi prodotti. Si sono tutti convinti e tutti pensano la stessa cosa. I differenti sono quelli che si ostinano a usare brutte copie dell’originale, per non dare soddisfazione a un eretico diventato papa. E poi, visto che tutti li usano, persino i prezzi sono diventati più abbordabili. A Lecce si dice: chi più spende meno spende. In effetti quei prodotti durano anche molto più degli altri. Io li cambio spesso, ma i modelli “vecchi” passano ad altri e continuano a funzionare benissimo.

Jobs ha dimostrato che è possibile far funzionare bene le cose in modo semplice, e che è anche importante che le cose siano “belle”, belle da guardare, da toccare e da usare.

Oggi il mondo è complicato, brutto, e funziona male. Steve Jobs ci mostra la strada: è possibile farlo tornare bello, semplice, e farlo funzionare bene. Forse all’inizio costerà un po’ di più (ma io non credo), ma poi tutto sarà meglio di come era prima, senza dimenticare mai che bisogna sempre pensare differente, e inventare sempre qualcosa di nuovo. Cosa mi aspetto dalla Apple? Che faccia una macchina che abbia tutto in uno: computer, iphone-ipod, ipad. Semplice, no?

Ah, mi aspetto anche una politica che operi con la stessa filosofia.


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