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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Home Saggi e Prose Recensioni Le Chiese greca e latina in uno studio di Anna Gaspari
Le Chiese greca e latina in uno studio di Anna Gaspari PDF Stampa E-mail
Recensioni
Lunedì 10 Ottobre 2011 18:53

[Recensione a Anna Gaspari, Ricco sposo della povertà. Ufficio liturgico italogreco per Francesco d’Assisi. Edizione critica, traduzione e commento, Edizioni Antonianum, Roma 2010, in “Studi francescani, a 108, 2011, 3-4]

 

Un episodio interessante per capire il rapporto che si era creato tra le Chiese greca e latina nel Meridione d’Italia durante gli ultimi secoli del Medioevo è rappresentato da uno scritto polemico del monaco Teodoro di Cursi contro l’Arcivescovo greco di Rossano Calabro, Angelo, databile intorno alla seconda metà del XIII secolo. L’Antirretico di Teodoro, oggi conservato nel manoscritto Vat. gr. 1276 del XIV secolo, si scagliava contro il presule calabrese, accusandolo di aver introdotto nel rituale eucaristico alcune modifiche ispirate all’uso liturgico latino (…). Esso rende chiari i difficili rapporti di coesistenza tra i due riti nello stesso ambito geografico, resi tesi da un lato dalla volontà romana di uniformare la prassi liturgica e, quindi, di avere un controllo più capillare su tutto il territorio, dall’altro dalla necessità, invece, sentita dalle genti di lingua greca, di affermare la propria identità culturale, soprattutto attraverso le pratiche religiose.

 

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