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L’Università Popolare “Aldo Vallone” di Galatina PDF Stampa E-mail
Rassegna stampa
Scritto da Gianluca Virgilio   
Domenica 30 Ottobre 2011 07:15

Il 31 ottobre 2011 si inaugura la nuova stagione di lezioni e incontri con un saluto di Antonio Mele/Melanton.


[ne "il Galatino" del 28 ottobre 2011]


Crisi dell’associazionismo?

Essendo giunto l’autunno, come ogni anno riprendono le lezioni dell’Università Popolare “Aldo Vallone” di Galatina. Credo sia necessario accompagnare questo nuovo inizio con una riflessione.

Negli anni scorsi, mi sono accostato all’Università Popolare “Aldo Vallone” per gradi, dapprima frequentando alcune lezioni di particolare interesse, avendone notizia dalle pagine de “il Galatino”, poi perché, cooptato da un gruppo di amici, mi sono trovato e mi trovo tuttora a dare un contributo alla gestione dell’Associazione.

Avendo constatato che perlopiù le lezioni erano frequentate da anziani – il che non era per me motivo di meraviglia, dal momento che l’associazione è nata nel 1992 come Università della Terza Età -, ho cercato di favorire l’avvicinamento all’Associazione di tutte le fasce d’età,  dagli studenti di scuola media superiore ai trenta, quaranta, cinquantenni, e soprattutto di stringere i rapporti con il mondo della Scuola.

Devo dire che scarsa è stata la risposta delle persone in età lavorativa. Il mondo del lavoro, oggi più che in passato, lascia poco tempo a chi voglia dedicarsi ad attività associative, e questo non è un buon segno: vuol dire che siamo tanto presi dalle nostre occupazioni, da trascurare il rapporto con gli altri. E’ un segno di regresso della nostra civiltà. Anche il mondo della scuola, sempre più burocratizzato e sempre meno attento ai valori della cultura, appare distratto o interessato coattivamente ad altro (i progetti!). E pensare che i fondatori dell’Associazione, nel 1992, furono appunto sei insegnanti. Voglio qui ricordarli, trascrivendo tra parentesi l’anno di nascita: Zeffirino Rizzelli (1926), Santo Luceri (1949), Giovanni Luigi Congedo (1944), Leonardo Diso (1946), Rosalinda Persico (1947), Maria Rita Zitani (1948). Eccetto Rizzelli, che nel 1992 aveva 66 anni, tutti gli altri non superavano i 48 anni! Erano persone in piena attività lavorativa, che credevano però fermamente nell’associazionismo finalizzato alla “formazione culturale degli iscritti” e a “favorire la partecipazione alla vita sociale”, come recita l’Atto costitutivo dell’Associazione. Che cosa è accaduto di così grave negli ultimi anni da creare questa disaffezione nei confronti dello “stare insieme”? Quando lo “stare insieme” è diventato una perdita di tempo, un disvalore, un rituale sorpassato dai nuovi ritmi imposti alla vita?

 

Lo “stare insieme”

Bisognerebbe riflettere appunto su come oggi si possa “stare insieme” in un’Associazione come l’Università Popolare.

Molti pensano che essere iscritti ad un’Associazione sia come pagare l’abbonamento televisivo, che ci impegna solo a vedere la TV quando vogliamo, delegando ad altri la scelta e messa in onda dei programmi. Altri ancora pensano che sia utile essere iscritti ad un’Associazione perché consente il raggiungimento di scopi personali come farsi pubblicità o assicurarsi una certa visibilità. Anche in questo caso la metafora televisiva va benissimo: vado in TV per far vedere che esisto, per vendermi meglio (e magari mi porto la claque). Questo modo passivo e utilitaristico di vivere la vita associativa è profondamente sbagliato e non può portare a nulla di buono. E’ uno “stare insieme” viziato dalla propria irrisolta solitudine.

L’autentico spirito associativo, invece, richiede una partecipazione attiva e propositiva di ciascuno alla vita dell’Associazione, che si arricchisce delle idee e del lavoro di chi opera per migliorarne la qualità. L’autentico spirito associativo è quello amicale ovvero fondato sull’amicizia tra le persone che si frequentano, non avendo altro scopo che lo “stare insieme” e fare insieme cultura, esprimendosi attraverso l’attività culturale a beneficio proprio e dell’intera città. L’Università Popolare, da questo punto di vista, recupera innanzitutto il rapporto con gli altri, che in questi anni si è andato via via perdendo, ed ha l’ambizione di diventare centro di ricerca e elaborazione culturale di un nuovo modo di “stare insieme”.

 

Il sito dell’Università Popolare: www.unigalatina.it

Incontrarsi con lo scopo di partecipare ad attività culturali, ma anche tenere aperto sempre l’orizzonte del possibile nuovo incontro. Aprirsi all’intera cittadinanza e a tutte le fasce d’età, dunque, come si diceva, ma anche al mondo intero, a tutti coloro che non sono o non possono essere presenti alle attività associative, vicini e lontani. Non va mai trascurata la dimensione globale della nostra vita, foriera di novità e sorprese che la rendono più bella e varia. A questo serve il sito dell’Università Popolare “Aldo Vallone” Galatina (www.unigalatina.it), che il 1° settembre 2011 ha compiuto un anno di vita, ma è già divenuto punto di riferimento per i soci e gli amici dell’Associazione e strumento di lavoro per moltissime persone: studiosi e studenti di ogni ordine e grado oggi trovano nel sito dell’Associazione moltissimo materiale per le loro ricerche. In un anno il sito ha registrato più di 50.000 contatti. Ne approfitto per ringraziare pubblicamente coloro che hanno messo a disposizione il materiale di studio pubblicato nel sito e tutti coloro che lo hanno visitato. Anche da questo punto di vista, l’Università Popolare “Aldo Vallone” Galatina esprime la sua vocazione a proporsi come centro di libera ricerca e elaborazione culturale.

 

Non basta un sito, serve una sede

Abbiamo un luogo d’incontro virtuale, un sito, ma non abbiamo una sede fisica, nella quale realizzare le varie attività: cineforum, corsi di lezioni su argomenti monografici, conferenze, presentazioni di libri, laboratori artistici, mostre d’arte, visite guidate, viaggi d’istruzione ecc. sono attività che non si possono organizzare e svolgere senza una sede fissa. Le amministrazioni comunali dei primi anni Novanta avevano riconosciuto pienamente l’utilità sociale dell’Università Popolare “Aldo Vallone”, dotandola di una sede stabile nel Palazzo della Cultura; fino alla “cacciata” di qualche anno fa, ufficialmente motivata con la necessità di dar corso al progetto “Bollenti spiriti” (che ne sarà di tutto questo, lo vedremo!).

Ora, noi accogliamo come una soluzione tampone, trovata dall’attuale Amministrazione comunale, la concessione temporanea, per i soli giorni di lezione (lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, fino a Natale), di un’aula del Museo per le attività dell’Università Popolare. Ringraziamo questa Amministrazione soprattutto nelle persone degli Assessori Francesco Carrozzini e Carmine De Paolis, che hanno lavorato per consentire all’Università Popolare di inaugurare il nuovo a. a. 2011-2012; ma aggiungiamo subito che in futuro bisognerà fare di più, ovvero occorrerà dotare l’Associazione di una sede stabile, che le consenta di crescere e di strutturarsi meglio, a beneficio, sia chiaro, dell’intera città.

Con questa richiesta, che ci auguriamo un giorno venga pienamente accolta, iniziamo il nuovo anno 2011-2012, invitando tutta la cittadinanza a partecipare agli incontri dell’Università Popolare e a portare il proprio contributo disinteressato alle sue attività.



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