Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home
Onestà, competenza, cultura: così si esce dalla crisi PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 08 Dicembre 2011 09:08

[Pubblicato nel "Nuovo Quotidiano di Puglia" di giovedì 8 dicembre 2011 col titolo Spread di competenza e onestà]

 

Per anni ci hanno raccontato che se si fanno meno figli poi non ci saranno abbastanza giovani per pagare la pensione dei vecchi, e ora scopriamo che sono i pensionati a pagare le bollette ai figli disoccupati o sottoccupati, e in più i quasi vecchi si sentono dire che dovranno andare in pensione a 70 anni. I professori universitari ci potevano andare a 72 e, per loro, l’età della pensione è stata ridotta a 70. Continuiamo a essere un paese paradossale. A chi lavora in un altoforno si dice che deve lavorare fino a 70 anni, chi fa un lavoro per nulla logorante viene mandato in pensione prima.

In effetti, però, il povero Monti, chiamato a rimettere ordine dopo decenni di gozzoviglie (non sue), che altro poteva fare? Tutti dicono: eliminare gli sprechi. Se ci guardiamo attorno li vediamo, gli sprechi. Ogni giorno Striscia la Notizia e ogni settimana Le Iene ci mostrano gli sprechi italioti. L’ira contro i costi della politica è pretestuosa. Io li pagherei il doppio, i politici, se facessero bene il loro mestiere. Sarebbero soldi meritati, se riuscissero a far funzionare tutto, e bene. Il problema non sono i loro stipendi, il problema (a parte quel che rubano) è che non sono efficaci nel loro lavoro. Il modo per eliminare gli sprechi esiste, si chiama giustizia. Perché gli sprechi sono il frutto di azioni illegali (a meno che non siano state legalizzate, tipo il falso in bilancio). E non si può fare una riforma dicendo che d’ora in poi si rispetterà la legge e si premierà l’onestà, punendo la disonestà. Non si fa, quella riforma, perché la legge c’è già. Solo che non viene rispettata. Tutto qui. Come amo sempre ripetere, il nostro problema è culturale.

Da una parte si invocano leggi draconiane quando si innescano le macchine del fango per mettere nei guai qualche avversario scomodo. A volte anche se non c’è nulla di illegale, si pretende che il poveretto sia tolto da mezzo. Ma se si chiede di applicare la giustizia a qualcuno che ha dilapidato i soldi dello stato, allora si parla di giustizialismo, di uso pretestuoso della giustizia, di giustizia ad orologeria. Le spese enormi fatte (inutilmente) da governi centrali, sono fatte anche dai governi intermedi: regioni, provincie, comuni, comunità montane, ospedali, università e tutta una miriade di centri di spesa che progettano opere che non vengono realizzate, o che sono realizzate a metà, venendo a costare il doppio del loro valore (se fossero davvero fatte).

 

Siamo il paese del paghi due e prendi niente! Così viene gestita la cosa pubblica.

Non si può annunciare una riforma verso l’onestà e la competenza, perché le leggi ci sono tutte, bisogna solo applicarle. Non si può dire: da oggi saremo onesti e affideremo incarichi a persone capaci di portarli a termine. Dovrebbe essere un pre-requisito. Invece abbiamo il parlamento pieno di inquisiti, di condannati, di sospettati. Abbiamo presidenti di regioni che sono in galera per collusioni con la mafia. Gente che ha preso montagne di voti. Abbiamo avuto inquisiti, di destra e di sinistra, nominati ministri o deputati per sottrarli alla giustizia. Ora ci dicono che la democrazia è sospesa perché questi “eletti” non esercitano il potere. Chi sono questi professori arroganti che pretendono di farci fare sacrifici? In un certo senso è vero, però c’è da chiedersi come abbiamo fatto fino ad ora a scegliere politici così scadenti. Sembra che non ci siano alternative, che essere disonesti sia un prerequisito per fare una brillante carriera politica. Siamo rassegnati ad avere politici disonesti, e i pochi onesti sono tirati fuori dagli armadi ed esibiti ogni tanto, per riverniciare la rispettabilità del partito. Non parliamo poi di quelli competenti. Politici e amministratori competenti e onesti. Questa è la riforma necessaria a salvare l’Italia. Ma prima, evidentemente, bisogna riformare il cervello degli italiani! Il rimedio c’è, e il solo nominarlo suona tanto paradossale quanto l’onestà: sto parlando di cultura! Di capacità di fare semplici ragionamenti, facendo tesoro dell’esperienza nefasta di un passato che è ancora troppo presente. Se non capiremo la severa lezione che stiamo ricevendo, niente ci potrà salvare da noi stessi.


Torna su