Programma di Dicembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Lunedì 2 dicembre, sala Contaldo, ore 18,00: prof. Vincenzo Mello, Myflor e Flormart 2019: Orto-Floro-Vivaismo internazionale. Venerdì 6 dicembre, sala... Leggi tutto...
Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home
Incredibili quegli anni... in cui viviamo PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Martedì 20 Dicembre 2011 07:42

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” del 19 dicembre 2011]



John Lennon pubblicò Imagine quarant’anni fa, nel 1971. Nelle statistiche che piacciono a molte riviste musicali, la canzone è spesso considerata la migliore del secolo scorso. Ascoltandola oggi si capisce che John era proprio un sognatore. Ma quelli erano tempi in cui si sognava. Si sognava di cambiare il mondo, e un pochino la generazione di quegli anni c’è riuscita. Almeno ci ha provato. Sono nato nel 1951, e il primo concerto a cui ho assistito è stato quello dei Beatles, nel 1965, a Genova. Il secondo è stato quello dei Rolling Stones, l’anno dopo, sempre a Genova. A quelli nati qualche anno prima di me piaceva Claudio Villa, e la radio trasmetteva solo canzoni napoletane. 
L’altro giorno sono andato a vedere Midnight in Paris, di Woody Allen. A me piacciono i film d’azione, quelli con qualche bella sventagliata di mitra qua e là. Oppure quelli con mostri spaziali che minacciano il pianeta. Blade Runner è il mio film preferito. Però devo ammettere che questo film mi è piaciuto moltissimo, e continuo a parlarne. Non voglio rovinare la sorpresa a chi lo andrà a vedere, però posso dire che il film risponde alla domanda: in che tempo avresti voluto vivere? E lo fa in modo entusiasmante, almeno per me. Certo, se uno non sa chi era Gertrude Stein capisce meno (e quindi, se non lo sapete, prima di andare a vedere il film, documentatevi), ma il resto dei personaggi è molto conosciuto, almeno spero (una volta ho scoperto che un mio collega professore universitario non sapeva chi fosse Magritte e si chiedeva il perché del nome di un negozio di Lecce...).

Ho consigliato il film a mia figlia, di diciotto anni. Un’età in cui bisogna affermare la propria personalità e si tende a volersi separare dai genitori. E’ normale. Questa volta però mi ha dato retta. E quando è tornata era entusiasta, e abbiamo parlato, scambiandoci opinioni. Io avrei voluto vivere a Londra, ai tempi della regina Vittoria, per esempio. Conoscere Darwin... Certo, a quell’epoca la vita era entusiasmante solo a un patto: essere ricco. E quindi, dovendo sognare, confermo: ai tempi della Regina Vittoria, a Londra, ricco. Ma nel gioco lo status economico non è compreso. E tu? ho chiesto a Gaia. E lei: negli anni sessanta. Non ha dovuto spiegarmi altro. Anche se mi ha sorpreso che avesse scelto proprio i miei anni. Ma in effetti ha ragione. Genova non è il centro del mondo, e io sono figlio di un portuale. Eppure ho vissuto un periodo entusiasmante. Ha ragione Gaia, non lo cambierei con niente. Il periodo in cui vorrei aver vissuto è quello in cui ho vissuto. E’ il periodo in cui il mondo ha cominciato ad essere uno, in cui, dovunque ci si trovasse, si partecipava agli eventi di paesi lontani, come il Viet Nam, o l’Indonesia, la Polonia, e il Tibet. Cuba. Si parlava di politica, ovviamente, di filosofia, di musica, letteratura, scienza, e si pensava che, morte le vecchiette, in chiesa non ci sarebbe andato più nessuno. Allo stadio ci andavano i vecchi (quelli con più di 40 anni). Imagine no religion, immaginava John, e noi aspettavamo proprio questo. Assieme a tutte le altre cose che canta Imagine. Tutte. 
Ah, tornando al film di Allen, in quegli anni feci una scoperta fulminante: Frank Zappa. Nel suo film, nei panni di un altro, Woody incontra i suoi miti, i suoi eroi. E chi non vorrebbe? Io l’ho fatto. Nel 1983 sono andato in California, a studiare le meduse, ma il vero motivo era di conoscere Zappa, di diventare suo amico. Perché conoscere gente eccezionale arricchisce. Beh, dipende, se per voi la gente è eccezionale perché dà buoni calci a una palla... Ho conosciuto Zappa, siamo diventati amici e lui ha persino scritto una canzone su di me. A febbraio, a Roma, all’Auditorium della musica, hanno suonato musiche di Zappa. Lì ho incontrato la sua vedova, venuta da Los Angeles per l’occasione. Quando mi ha visto mi ha abbracciato e mi ha detto “Nando, I know you loved Frank, and Frank loved you”. Se non fosse che c’è Gaia, non mi preoccuperei troppo del futuro, la mia vita mi ha soddisfatto in pieno. Però vedo che i giovani di oggi stanno ricominciando a capire. Stanno cercando di riaffermare valori che vanno oltre le squadre di calcio, le veline e i quiz. Sto continuando a vivere in tempi molto interessanti.

 


Torna su