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Le domande ai candidati sindaci PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Lunedì 09 Gennaio 2012 16:50

[Nuovo Quotidiano di Puglia" di lunedì 9 gennaio 2012]

 

Tra poco sceglieremo il sindaco di Lecce. Conosco personalmente i possibili candidati di destra e di sinistra (almeno fino a questo momento) e non ho preclusioni nei confronti di nessuno di loro, anzi, mi sono tutti simpatici.
Ma non posso decidere per chi votare in base a simpatia. Né per le persone né per gli schieramenti politici. L’ho fatto molte volte, in passato, ma ho deciso di non farlo più. Il motivo è semplice: molte volte mi sono pentito della mia scelta.
La democrazia dovrebbe funzionare così: l’elettore si aspetta qualcosa dalla politica, confronta i programmi e vota per il programma che più risponde alle sue esigenze. Se il suo candidato vince, al momento delle elezioni successive, controlla se le promesse sono state mantenute e se non lo sono state non lo vota più, cercando altri candidati.
Quali sono le mie domande al candidato sindaco? Be', ce ne sono tante di tipo generale, ma non stiamo eleggendo un presidente del consiglio, eleggiamo l’amministratore della nostra città. Dal mio punto di vista (sono un professore universitario, e abito in centro...), le mie domande sono:

L’Università è l’attività più importante (in termini di occupazione e di ricaduta sociale) attualmente presente in Salento e nel capoluogo: come conta di rapportare la città con la sua Università?
Un esempio: io vado in bicicletta a Ecotekne, e rischio la vita ogni sera (c’è buio e non ci sono luci nel primo tratto), c’è una possibilità che si faccia una pista ciclabile? Costa meno del filobus... Se il sindaco fosse quello di Taranto chiederei della Marina Militare e dell'Ilva. Se fosse di Brindisi chiederei del polo industriale, del porto, e dell'aeroporto.
Le attuali piste ciclabili sono semplicemente ridicole (e pericolose), c’è un piano per renderle più efficienti e capillari? E quella che porta a San Cataldo?
A proposito di filobus, cosa intende fare il sindaco di questa foresta di pali e fili?
La città senza negozi muore. C’è una politica di incentivazione dei piccoli esercizi che operano nel tessuto urbano? Ad esempio un pass per i parcheggi per chi lavora in questi negozi? O magazzini comunali in cui gli esercenti possano stoccare le merci in modo da acquistare grandi quantità di merce (in modo cooperativo) e fare così concorrenza alla grande distribuzione?
Che prospettive ci sono che il mercato alle spalle del Castello Carlo V venga spostato e che quell’area sia utilizzata in modo più consono alla sua ubicazione?
Come si pensa di utilizzare il Castello Carlo V?
Quali sono i piani per diminuire la pressione del traffico sul centro della città?
E’ prevista la possibilità di mettere online la città in modo che tutti possano accedere a internet senza costi?
E’ prevista l’informatizzazione delle utenze comunali, tipo quella sui rifiuti, in modo che si possa fare tutto online?
Quali sono le priorità del Comune nelle iniziative culturali?
E’ previsto un miglior collegamento con l’Aeroporto di Brindisi?
Avrei moltissime altre domande e se vivessi in periferia chiederei ovviamente molte cose sui collegamenti e sulla razionalizzazione del traffico tra centro e periferia.
In linea di massima sono contentissimo di vivere a Lecce, e questo anche grazie all’amministrazione comunale (e soprattutto grazie ai leccesi). Ma penso che si possa fare molto di più. Ognuno di voi, ne sono certo, ha le sue domande. Molte potrebbero essere domande clientelari: allora, lo dai un posto a mio figlio se votiamo per te? Sono cinquant’anni che gli elettori votano in base alle risposte a queste domande. E molte di queste domande sono state accolte, purtroppo riempiendo la cosa pubblica di personale incapace e “protetto”. Uno dei motivi del disastro italiano è proprio il clientelismo. Ecco, una domanda che voglio fare è:
Prometti su quanto hai di più caro che non accetterai raccomandazioni di questo tipo? Che sceglierai in base alle competenze, e a nient’altro, chi lavorerà per te?
Visti i precedenti, per me l’onestà è un valore ineludibile. Mi piacerebbe conoscere quindi la storia di ogni candidato: che lavoro fa, come si guadagna da vivere, quali sono i suoi interessi economici, e quali sono le sue competenze.
Saputo questo, deciderò per chi votare (oppure deciderò, sconsolato, di non votare).


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